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Gli studenti italiani, l’ansia e l’amicizia

In questi giorni è stato presentato il nuovo rapporto OCSE sul “benessere degli studenti” (per chi, amante dell’inglese e di grafici e report, volesse leggere il rapporto integrale lo trova qui) che restituisce un quadro in chiaro scuro della situazione degli studenti del nostro Paese.

Hypnosis-For-Test-AnxietySe l’OCSE dovesse descrivere con quattro caratteristiche noi studenti italiani darebbe queste coordinate:

  • sufficientemente soddisfatti della nostra scuola;
  • caratterizzati da un’ansia di prestazione superiore alla media;
  • forti consumatori di internet;
  • abili nello stringere amicizie.

Un altro dato che emerge é però anche quello di un significativo sostegno da parte delle famiglie agli studenti impegnati nel loro percorso scolastico, anche se ciò, secondo diversi prof. non sempre porta a risvolti positivi.
Questo quadro non molto confortante riporta l’attenzione su tematiche come la Valutazione e  la cura dello Studente che abbiamo affrontato nel nostro Documento Congressuale nazionale e che abbiamo discusso con i responsabili di tutti i circoli msacchini qualche settimana fa a Calenzano:

La valutazione serve per aiutare a migliorre
Il sistema della valutazione non può ridursi alla semplice assegnazione di un giudizio numerico, ma deve porre l’accento sul processo di apprendimento del singolo studente e sulle competenze che acquisisce nell’arco della sua carriera scolastica. Questo perché ci sta a cuore il percorso di formazione e non il semplice risultato. Invece la deriva a cui assistiamo è di un’ossessione valutativa e dell’uso improprio della parola “meritocrazia”, che sempre più tende a porre un divario tra le eccellenze e il resto degli studenti. Vogliamo una scuola che riesca a cogliere nella valutazione le effettive potenzialità del singolo studente e renda merito alle abilità conseguite. In questo modo si valorizza il piacere stesso di conoscere, si riduce l’ansia da prestazione, e anche il fallimento diventa parte fondamentale nel processo di formazione, senza essere demonizzato o non contemplato nel percorso di ciascuno studente.

Cura dello studente come persona
Lo studente è una persona che si trova a vivere un periodo evolutivo delicato ed estremamente
difficile, contrassegnato da un percorso di crescita pieno di cambiamenti. La difficoltà principale negli anni della scuola sta nell’essere se stessi, nel capire chi si è e realizzarsi seguendo le proprie aspirazioni. Nei nostri istituti accadono di frequente episodi che manifestano situazioni di disagio e fragilità. Spesso le cronache parlano di fenomeni di bullismo e cyberbullismo, di omofobia, di razzismo, di utilizzo di droghe e sostanze stupefacenti all’interno delle scuole o comunque da parte di studenti. Di fronte a questi eventi, come studenti di Azione cattolica siamo spinti a interrogarci. Guardiamo a tutte queste situazioni senza giudicare, ma con l’interesse sincero di farci prossimi a chi soffre. Sappiamo che il mondo non è diviso tra buoni e cattivi. Come diceva il pensatore scozzese Ian McLaren: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre”. Ci avviciniamo con rispetto e in punta di piedi alle situazioni di malessere, che riguardano chi è vittima di violenze o prevaricazioni, ma spesso anche chi ne è autore. A tutti gli studenti, specialmente a chi vive un momento di fatica nella vita, desideriamo testimoniare quella gioia di vivere che è il dono più profondo della nostra fede: non vogliamo imporre il nostro stile e il nostro credo, ma camminare a fianco di tutti i fratelli che incontriamo a scuola.

Leggere il rapporto OCSE ci fa correre con la mente all’esperienza impegnativa, ma sopratutto edificante, che gli studenti di don Lorenzo Milani ci hanno raccontato durante la visita a Barbiana al termine del nostro XVI Congresso nazionale.
La scuola di Barbiana ci ha costretto, e ci costringe tutti i giorni, a riflettere sulle nostre scuole. Magari partendo proprio da quel dato positivo sulla facilità con cui riusciamo noi studenti italiani a stringere amicizie e a creare legami.
Eleanor Roosevelt una volta ha detto “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni” e noi a Barbiana si può dire che abbiamo visto una scuola da sogno, in cui studiare non era una fatica, non creava ansia ma era un piacere e generava stupore.
Oggi probabilmente occorre che, continuando a sognare la scuola di don Lorenzo, ci facciamo promotori di una piccola rivoluzione silenziosa, che parta da noi stessi (tanti di noi si riconosceranno in tutto o in parte nell’opinione degli studenti intervistati) e punti a riscoprire il vero senso della scuola: conoscere, appassionarsi, scoprire se stessi e i propri doni, scoprire il nostro posto speciale nel mondo… e fare tutto questo nella gioia di essere insieme in un classe di amici, non di competitori a cui importa solo ricevere un numero svuotato di significato.

10)I careDa questo processo che riguarda ognuno di noi nascono e vengono portate avanti anche proposte e richieste per cambiare l’impianto Normativo e i metodi di valutazione/di accompagnamento dello studente nella nostra scuola che il MSAC, ormai da diversi anni, propone al MIUR e alle commissioni parlamentari.
Tutte queste proposte però trovano pochi risconti nella vita quotidiana se non siamo noi studenti a lavorare su noi stessi e con i nostri professori, genitori e compagni.
La pubblicazione del rapporto OCSE ha anche avuto il merito di riportare all’attenzione della pubblica opinione queste tematiche e anche tra noi msacchini hanno arricchito il dibattito, già innescato dalle proposte contenute nel Documento Congressuale; ecco quindi alcuni interventi di msacchini delle diverse diocesi italiane


Cosa penso dell’ansia a scuola?
Ogni giorno molti studenti entrando in aula non sono sereni, hanno paura. La scuola ci mettein condizione di essere costantemente giudicati dai professori che hanno pieno potere e possono cambiare, con un solo voto, molto nell’interiorità di un ragazzo.
Io, in qualità di studente, non posso più crescere in un clima mite e libero perché l’attenzione scolastica principale è stata spostata dalla mia crescita e dalla mia cura, a un risultato numerico che determina chi io sia per la scuola e a volte anche per me stesso. Questo provoca gravi sentimenti di inadeguatezza e ansia nei ragazzi che si sentono obbligati sempre a fare il massimo e a non poter sbagliare per non essere puniti con un brutto voto che potrebbe tradursi in un debito formativo a fine anno e, nel peggiore dei casi, nella bocciatura.
Il sistema di valutazione e l’ambiente scolastico dovrebbero essere completamente diversi: vorrei che percepissimo il professore come un adulto presente per aiutarci a soddisfare la nostra curiosità e per  sostenerci con la sua esperienza nel nostro percorso formativo. Invece oggi, spesso, i ragazzi hanno paura dei docenti o li vedono come figure distaccate che non hanno a cuore i nostri bisogni e le nostre debolezze. Se ci fosse più consapevolezza di avere un fine comune nella scuola, ossia quello di formarsi insieme e quindi di accettare i fallimenti come stimolo per fare meglio, non come punizione per non essere riusciti, allora noi studenti non avremmo più tutta questa ansia. Ci sentiremmo apprezzati e compresi da professori con i quali potremmo instaurare un dialogo costruttivo, creando così una scuola più umana e propositiva, che tenga conto della particolare bellezza di ogni studente oltre che del suo voto.

Nicolò Cefalo, Segretario diocesano Msac di Albano

Il problema dell’ansia tra gli studenti, oltre sicuramente al fatto che alcuni prof tendano più a volerli intimorire che non ad appassionarli, sta anche in come alcuni (anche se, stando all’Ocse, non pochi) vivono lo studio: non come crescita umana e come cittadini, ma come sistema per essere giudicati in base a un voto. Il fine del nostro studio deve andare oltre la caccia a un voto, ma deve portare a uno scopo più alto. Il sapere serve solo per donarlo, come scrivevano gli studenti di Barbiana 50 anni fa.

Gianluca Nunziante, Incaricato regionale Msac Campania

Noi studenti siamo tendenzialmente portati ad avere una percentuale di ansia prima di compiti in classe ed interrogazioni che ci spinge a fare sempre meglio. Ma, per ciò che vivo ogni giorno, questo tipo di sentimento diventa quasi un simbolo che marchia lo studente e si riflette infine nei modi di fare, non solo a scuola. Guardando la mia classe mi chiedo quanto l’essere “i migliori” soddisfi sempre un ragazzo. Delle mie amiche non dormono sui libri la notte e stanno male prima di un compito o di una interrogazione molto importante, solo perché quest’ansia le logora e le condiziona così tanto da non farle dimenticare che lo studio non è solo imparare mille formule o cent’anni di storia; la scuola è il luogo dove noi studenti possiamo dare sfogo alla nostra persona! Ma in questo i professori non ci aiutano, anzi, spesso sono i primi a non congratularsi mai con noi studenti, anche quando i risultati parlano.
Ma alla fine quanto può davvero contare un numero quando si perde il valore di un ragazzo?

Martina Zagaria, Segretaria Msac diocesi di Andria

I dati OCSE evidenziano come gli studenti italiani siano i più ansiosi in Europa. Credo che questo sia vero solo in alcuni casi: se infatti ci sono studenti che vogliono eccellere, ma non riescono a sostenere il peso della competizione, c’è anche chi fa poco e alla fine dell’anno decide di darsi da fare per evitare i debiti.
Purtroppo i voti non sono l’unico motivo di ansia negli studenti. Continuando a leggere i dati OCSE si scopre che in Italia troviamo le famiglie che si interessano di più in Europa all’attività scolastica dei loro figli. Ciò si direbbe un bene, se i genitori, come spesso accade, non avessero troppe aspettative nei risultati dei figli, tanto da spronarli a dare sempre il massimo, senza tener conto che certi risultati potrebbero non essere nelle loro capacità. Ci sono genitori che davanti alle insufficienze dei figli vanno direttamente dal dirigente, protestando perché, a loro dire, “è colpa dei prof”. Aiuterebbe invece di più il dialogo diretto.
Tornando a guardare i dati OCSE troviamo un altro dato positivo: gli studenti italiani pur essendo i più ansiosi sono quelli che socializzano più facilmente tra i banchi di scuola. Del resto Leopardi già ce lo anticipava: nelle avversità e nel dolore gli uomini per natura sono portati a unirsi formando una “social catena” per sopportare meglio i mali della vita. E quale male più grande per uno studente di trovarsi a scuola? Scherzi a parte, per alcuni studenti, la scuola è quasi una condanna. Per quanto magari capiscano l’importanza dello studio, o per quanto una materia piaccia o meno, andare a scuola per molti è un peso, e tra le poche cose che riescono ad alleggerire questo peso sono, appunto, le amicizie tra banchi.
Infine l’OCSE sottolinea come gli italiani siano tra gli studenti che navigano di più in Europa. Potrebbe sembrare il massimo. Il problema però non è tanto il tempo utilizzato sugli apparecchi digitali, ma il modo. Infatti sempre più assorbiti dai contenuti dei social, i ragazzi non riescono a sfruttare appieno le potenzialità delle macchine  utilizzate.

Edoardo Sinigaglia, Incaricato regionale Msac Triveneto 

Vogliamo sapere i pareri di tutti gli studenti d’Italia: vi riconoscete nei dati emersi? La pensate diversamente? Lasciate il vostro commento #iopartecipo #ansiaeamicizia #ditelavostra

COMUNICATO STAMPA (Delega diritto allo studio – Legge 107/2015)

di Gioele Anni – Segretario Nazionale MSAC

Adelaide Iacobelli – Vicesegretaria nazionale MSAC

Andrea Facciolo – Delegato per il MSAC ai rapporti con il Miur

Apprendiamo da fonti di stampa che domani le Commissioni istruzione di Camera e Senato licenzieranno i pareri sulla delega relativa al diritto allo studio prevista nella legge 107/2015. Nell’attesa di leggere i testi definitivi approvati dalle Commissioni, basandoci sulle proposte di parere formulate sinora da deputati e senatori, consideriamo positiva l’ipotesi di incremento dei fondi (da 10 a 30 Mln) destinati alle borse di studio contro la dispersione scolastica ottenuti dalla revisione della proposta di eliminazione delle tasse scolastiche.
Nello stesso ambito, ci sembra però negativa la proposta che siano gli enti locali a erogare, in collaborazione con le scuole, le borse di studio anti-dispersione. Tale disposizione, infatti, non sarebbe congruente sia con le disposizioni relative alla Carta dello studente, sia con la vigente normativa regionale che prevede l’erogazione di borse di studio per libri e trasporto da parte delle Regioni (per la parte di competenza delle amministrazioni regionali). Sarebbe invece auspicabile un’integrazione degli interventi statali con quelli regionali.
Un’ulteriore criticità che riscontriamo è rappresentata dal fatto che non s’introducono livelli minimi essenziali di prestazioni comuni a tutte le Regioni in materia di diritto allo studio. Il Forum nazionale delle associazioni studentesche richiede da anni questo intervento, e questa legge delega rappresenta un’occasione non più rinviabile per raggiungere l’obiettivo. Ci auguriamo quindi che, nei prossimi passaggi del percorso legislativo, le istituzioni competenti possano farsi carico di questa necessità segnalata dagli studenti.
Riteniamo infine positiva la previsione di un raccordo con le regioni per il potenziamento della tessera dello studente che, estesa a una platea più ampia, potrà rappresentare un importante strumento per tutti gli studenti delle scuole pubbliche, delle agenzie regionali e universitari; e positiva sarebbe anche anche l’istituzione della Conferenza nazionale sul diritto allo studio.
Restiamo in attesa del testo definitivo del parere con la speranza che, anche nell’ultima fase dell’iter di adozione del decreto legislativo, possa proseguire il positivo e proficuo confronto tra studenti e Ministero. Ringraziamo le Commissioni parlamentari per il partecipato processo di consultazione, su questi temi, negli scorsi mesi.

Buona scuola, al via il secondo tempo

Carissime msacchine e carissimi msacchini di tutta Italia,
torniamo in campo con aggiornamenti più che urgenti e interessanti per le nostre scuole!
Il 14 gennaio il Consiglio dei Ministri ha approvato le prime bozze di testi delle deleghe della Buona Scuola, che ora vanno in Parlamento per il parere delle commissioni Istruzione di Camera e Senato e per gli altri passaggi prima dell’approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri, prevista per fine marzo.Nel frattempo la Ministra Fedeli sta per avviare un giro di incontri con tutti i rappresentanti del mondo della scuola (genitori, insegnanti, dirigenti e studenti.. tra cui le Consulte Provinciali e il Forum delle associazioni studentesche di cui il MSAC fa parte) per raccogliere pareri e proposte per migliorare i decreti legislativi. E noi vogliamo esserci per portare il pensiero elaborato dal MSAC in questi anni, per arricchire i testi delle deleghe con il frutto delle assemblee scolastiche, degli incontri pomeridiani e del pensiero sulla scuola che caratterizza i nostri incontri nazionali.
Delle otto deleghe in discussione:

– accesso alla professione docente

– scuole all’estero

– promozione dell cultura umanistica

– sistema 0-6 anni

inclusione dei disabili

valutazione

diritto allo studio

istruzione professionale

abbiamo scelto le ultime quattro, che sono quelle che ci riguardano più da vicino, per preparare 4 veloci schede di lettura che pubblichiamo in questa pagina! Le schede possono essere utili per capire le novità delle deleghe e per poterci confrontare con i nostri compagni di classe!

Che cosa ne pensate della nuova maturità? Sarebbe meglio mantenere la tesina? E i nuovi istituti professionali vi sembrano interessanti? Quali spese vorreste che fossero coperte dalla Carta dello Studente? Su questi e tanti altri temi, aspettiamo  di sapere cosa ne pensate!

Non sono in realtà tematiche nuove per le associazioni studentesche, infatti ci siamo già espressi più volte per esempio sul tema del diritto allo studio, chiedendo di sopperire al più presto alle disuguaglianze tra le regioni d’Italia, con un fondo perequativo nazionale che potesse garantire delle prestazioni minime adeguate alle esigenze delle studentesse e degli studenti. Abbiamo anche più volte espresso il parere delle msacchine e degli msacchini sull’esame di maturità chiedendo un peso maggiore al percorso di studi precedente all’esame e che la prova INVALSI non venisse utilizzata per valutare i singoli studenti. Queste e molte altre proposte sono riassunte, in un’ulteriore breve scheda a vostra disposizione sul sito.
Ma in vista dell’incontro con la Ministra ancora di più siamo desiderosi di sapere cosa ne pensate sui testi approvati in Consiglio dei Ministri. Quindi lasciateci pure qualche commento o inviateci le vostre impressioni, così che la prossima settimana al MIUR porteremo anche il vostro parere!

Nei prossimi giorni sapremmo darvi delle tempistiche più precise per gli incontri al Ministero e con le commissioni parlamentari, quindi stay tuned!Intanto per ogni suggerimento o chiarimento potete scrivere al nostro Andrea, delegato al MIUR, ( mail andreafacciolo3@gmail.com) e soprattutto potete lasciarci un commento!
W il Movimento!

 

Lezioni sospese per neve

neve

* di Luigi Gisolfi, msacchino di San Severo e Rappresentante di Consulta

La foto parla da sé: il mercurio sale poco nei termometri delle scuole italiane.
Gli studenti, vuoi che siano al bar, vuoi che siano lì per cercare un dialogo con le istituzioni, vuoi che rimangano a casa nei loro letti, lasciano i banchi vuoti.
È la situazione di un’Italia che non sa far fronte al problema del “freddo”.
Freddo, sì.
Perché, se in un edificio pubblico, nel nostro caso la scuola, non si raggiunge la benedetta soglia stabilita dall’articolo 4 del DPR 412/93, tutti gli studenti hanno il diritto di dire che fa freddo.

I presidi e gli insegnanti si schierano da tutte le parti: la spaccatura è evidente, la soluzione no.
Il problema persiste anche tra i sindaci: la situazione sta sfuggendo di mano.
Alcune scuole chiudono, altre lasciano i battenti aperti.

Tutti si domandano cosa farà l’Italia.
Molto probabilmente non lo sa neanche lo Stato.
È interessante, a questo proposito, dare un’occhiata a due situazioni verificatesi: la prima, di qualche giorno fa, andata in onda a Striscia la Notizia; la seconda, di circa un anno fa, su “La Repubblica” riguardante l’Emilia Romagna.

A questo punto ci sarà chi leggerà l’evento drasticamente, descrivendolo come l’inevitabile conseguenza del male che l’uomo sta causando al pianeta.
Ci sarà chi non farà altro che pensare agli sprechi dei due casi sopracitati.
Ci sarà chi si affiderà al “buon senso” e deciderà arbitrariamente se chiudere o meno questo o quell’altro edificio pubblico.
Ci sarà chi si informerà, e cercherà una soluzione che probabilmente non arriverà mai.
Noi, nel frattempo, ci impegniamo a guardare con oggettività la situazione di queste prime settimane del 2017 e ci chiediamo: cosa servirebbe? Degli emendamenti, in modo che le leggi si adeguino alla situazione italiana? Oppure basterebbero solo più controlli, manutenzioni, insistenza e coerenza?
Questo non siamo ancora riusciti a capirlo bene.
E il perché lo sappiamo tutti: questo non è il quadro di una scuola, ma il grande affresco italiano, la foto chiaramente sfocata di un’Italia che risulta troppo flessibile, troppo attaccata al “buon senso”;
un’Italia che possiede leggi e che non sa metterle in pratica;
un’Italia che non sa cosa fare al minimo stravolgimento dell’ordinario.
A noi tutti, ed in primis ai giovani, serve un’Italia che si spenda.
Un’Italia che non faccia utopiche le leggi e non spacci irregolarità per buon senso.

Anche questa volta ha perso la bella Italia.
Anche oggi abbiamo perso.
Anche oggi ha vinto la legge, ma trasgredendo se stessa.
Anche questa volta, in Italia, non ha vinto nessuno.

Però noi continuiamo a giocare.
Si sa mai.

Noi continuiamo a giocare, sì, continuiamo… perché quando nelle nostre scuole, nelle nostre università si formano studenti e giovani che non si fermano all’apparenza dei problemi ma sono capaci di capirne le cause e le possibili soluzioni (che tante volte passano dalle piccole azioni quotidiane), allora significa che ha vinto la bella Italia e che le cose possono ancora cambiare. Sta a noi conoscere le leggi, applicarle e combattere, con i mezzi che abbiamo a disposizione, quelli previsti dal nostro Ordinamento, perché esse siano realmente efficaci o vengano migliorate. Le prime armi a nostra disposizione: informarsi, partecipare ed essere propositivi.

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La valutazione dei Dirigenti scolastici

Novità in arrivo per i Dirigenti scolastici, ovvero i “Presidi” delle nostre scuole.
Dal prossimo anno scolastico è introdotto un nuovo processo di valutazione che li riguarda.
Di che cosa si tratta? Ce lo spiega il nostro referente al MIUR Andrea, con le sue utilissime infografiche!
[PS: clicca sulle slide per vederle ingrandite]

 

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Forum Studenti – Al lavoro sulle deleghe della Buona Scuola

*di Adelaide Iacobelli (vicesegretaria nazionale MSAC)

Martedì scorso, 16 febbraio, si è riunito il Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Ci siamo rivisti con i responsabili delle altre associazioni per capire come continuare a contribuire alla formulazione dei decreti legislativi che, con la legge 107/15 (la “Buona scuola”), il governo dovrà adottare.

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Quali sono i temi sui quali il governo ha la delega? Riepiloghiamoli:

  1. Riordino delle disposizioni normative riguardanti il sistema nazionale di istruzione e formazione
  2. Riordino del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria
  3. Promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità
  4. Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale
  5. Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni
  6. Garanzia dell’effettivita del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale
  7. Promozione e diffusione della cultura umanistica
  8. Revisione, riordino e adeguamento della normativa in materia di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero
  9. Adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti, nonche’ degli esami di Stato

Come sappiamo, diversi temi riguardano da vicino noi studenti (pensiamo per esempio al punto 9: con l’introduzione del Curriculum dello Studente, potrebbe cambiare completamente il modo di intendere i voti a scuola…a patto che si intervenga in profondità, e non in modo superficiale!).

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Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR)

Nel mese di ottobre, il Forum si era già espresso in alcuni tavoli di confronto aperti dal Ministero, sui temi dei percorsi di istruzione professionale, della formazione e del reclutamento degli insegnanti e infine del diritto allo studio.

Proprio per quest’ultimo tema il FORUM da anni porta avanti una proposta di legge per abbattere le disuguaglianze tra Regione e Regione e per stabilire dei livelli minimi essenziali di prestazioni per gli studenti. Ricorderete che anche il 17 novembre, Giornata internazionale dello Studente, noi msacchini ci siano mobilitati per richiedere al più presto una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, e lo abbiamo fatto a modo nostro: informazione e confronto sui banchi di scuola!

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Un altro nodo da sciogliere è quello della Carta dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti in alternanza, anche quella elaborata dal Forum. È una Carta che ci auguriamo sia portata al più presto, dopo i doverosi passaggi giuridici, in tutte le nostre scuole e i luoghi di alternanza.

Con le associazioni del Forum continueremo a pensare e lavorare insieme anche per gli altri temi di delega, sui quali ancora formalmente non siamo stati ascoltati.

Da Viale Trastevere è tutto, ci vediamo a Montesilvano! #SFS2016 #siamopresente #iopartecipo

 

 

Il PTOF degli studenti

(con i contributi di Michele, Elena, Marta, Antonio e Federico referenti legislativi MSAC delle diocesi di Pavia, Imola, Lodi, Aversa e Rimini)

Qualche spunto e qualche idea per provare a proporre alla propria scuola idee e progetti per il Piano Triennale dell’Offerta Formativa!

Tematica Qualche spunto per riflettere Cosa proporresti nella tua scuola?
Alternanza scuola / lavoro Secondo te, la tua scuola con quali enti dovrebbe realizzare le attività di alternanza scuola-lavoro?

–       Enti pubblici

–       Aziende

–       Associazioni di volontariato

–       Attività artigianali

–       Società sportive

–       Altro:_____________

 

In quale periodo ritieni che sia più opportuno realizzare l’alternanza scuola-lavoro?

–       Dopo l’orario delle lezioni

–       Nel fine settimana

–       Durante le vacanze estive nel mese di giugno

–       Altro:__________

 
Orientamento in entrata e in uscita Orientamento in uscita

Diverse scuole organizzano un progetto articolato in una serie di incontri tra la fine della quarta e i primi mesi della quinta sull’orientamento universitario/lavorativo (a seconda delle tipologie di scuole) durante l’orario curricolare. Gli incontri possono coinvolgere sia un primo discorso sulla scelta/il proprio futuro sia, e soprattutto (?), open day, incontri con studenti frequentanti e chi ha già concluso, docenti.

 

Orientamento in entrata

Si possono individuare nella scuola alcuni studenti (meglio se provenienti da scuole medie diverse) che si occupino in modo particolare dell’orientamento per le terze medie. Questo significa curare i volantini/dépliant/presentazioni on line della scuola insieme agli insegnanti incaricati, girare le scuole medie negli open day, pensare a modi creativi, originali e interessanti per presentare al meglio la propria scuola nella proprie giornate aperte. Possono anche dare i loro contatti in modo da essere reperibili a chi avesse domande, interessi o bisogno di consigli.

 
Attività degli studenti a scuola e delle associazioni studentesche Un’attività extracurricolare è quella dei pomeriggi studio a scuola.

Si potrebbero, ad esempio, organizzare periodicamente delle giornate in cui si rimane a scuola anche di pomeriggio con la possibilità di aiutare e/o essere aiutati in qualche materia dagli altri ragazzi. In questo modo i ragazzi sperimenterebbero la peer-education, ovvero l’educazione tra pari, che rende partecipi in prima persona gli studenti. Per l’organizzazione si potrebbe programmare un foglio su excel, in cui si segnano le disponibilità ad insegnare (con la possibilità di ricevere crediti).

NB: Il MSAC e le altre associazioni studentesche riconosciute dal Ministero dell’Istruzione possono, come loro diritto, chiedere alle scuole di organizzare attività e iniziative negli ambienti scolastici al di fuori dell’orario delle lezioni.
Attività extracurricolari Proporre l’organizzazione di un corso di primo soccorso

Sono molto utili per imparare le tecniche fondamentali del primo soccorso da prestare in caso di situazioni di emergenza. Inoltre si insegna a prevenire eventuali situazioni di rischio infortuni. In genere le lezioni si suddividono in una parte teorica e una parte pratica, per sperimentare i metodi giusti da attuare per aiutare una persona in difficoltà. Il corso può essere svolto dai volontari della Croce Rossa Italiana.

 

Educazione Fisica

A completamento e integrazione dell’attività didattica di Educazione Fisica, può essere chiesto ai docenti di organizzare annualmente, parte in orario scolastico e parte in orario extrascolastico, tornei interni di giochi di squadra e gare di atletica, che a fine anno si concludono con un confronto fra le diverse sezioni dell’Istituto.

 

 
Valorizzazione del merito  

Come può il PTOF valorizzare il merito degli studenti?

 

–       Mediante borse di studio assegnate agli studenti con la media più alta

–       Finanziamento di una vacanza studio presso un altro paese europeo, per gli studenti più meritevoli

–       Mediante maggiori crediti formativi

–       Altro:_____________________

 

La riforma della Buona Scuola ha istituito un fondo per assegnare bonus di merito agli insegnanti. I bonus vengono assegnati dal DS sulla base dei criteri stabiliti dal comitato di valutazione formato da: due docenti, un rappresentante dei genitori e uno degli studenti. Secondo te di quali criteri deve tenere conto la valutazione dei docenti?

–       risultati degli studenti negli esami di stato

–       Sistemazione occupazionale degli studenti diplomati

–       In base al numero dei progetti realizzati (es. Potenziamento, uscite didattiche, insegnamenti opzionali)

–       a seconda del contributo al miglioramento complessivo della scuola

–       In base al’innovativita didattica delle lezioni

 

 

 

 

La “buona scuola” è legge. Che cosa c’è, che cosa manca?

Il 9 luglio, la Camera dei Deputati ha approvato la “buona scuola”. Che cosa comprende il provvedimento che dall’anno prossimo cambierà alcuni aspetti nella vita delle nostre scuole? Il nostro delegato al MIUR, Andrea, ce lo spiega con un grafico…
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…e qualche parola di spiegazione.

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Che ne pensa il Msac della riforma? Il nostro segretario, Gioele, ne ha parlato con il quotidiano Avvenire:

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Secondo noi, insomma, si poteva fare di più, e lo abbiamo sostenuto durante tutto il percorso di discussione. Quel che è certo è che ora si apre una nuova fase: la “buona scuola” dovrà essere attuata, dentro le scuole, e per questo saranno protagonisti gli studenti, gli insegnanti, i genitori, i dirigenti scolastici.

“Buona Scuola” al passaggio finale: tutte le novità. Msac: “preoccupazione e rammarico per gli ultimi sviluppi”.

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La “Buona Scuola” sembra arrivata all’ultimo miglio: è stato infatti presentato il “maxi-emendamento” dei relatori e ieri sera il Consiglio dei Ministri ha autorizzato il ricorso al voto di fiducia su questa modifica. Continua a leggere