Archivio della categoria: dalle diocesi

Non è un gioco da ragazzi

Perché contrastare la cultura dell’azzardo

*Di Margherita Pirazzini, membro dell’equipe MSAC della diocesi di Imola

Prima di leggere queste righe, voglio che tu faccia un piccolo sforzo: richiama alla mente la tua città e immagina di passeggiare per il centro storico. A te la scelta se fischiettare o meno. Da bravo e onesto cittadino guardati intorno, presta attenzione ai dettagli, fai scivolare gli occhi su quei negozi, su quelle vetrine, su quei monumenti così familiari da essertene quasi dimenticato. Prova a sentire il legame affettivo che ti lega a quei luoghi che ti hanno visto crescere e chiediti se ti senti coinvolto nel destino della tua città. Mentre pensi a cosa puoi fare per il tuo paese, fermati a leggere le locandine dei quotidiani locali esposte fuori dalla solita tabaccheria. Il bravo cittadino, quello che fischietta mentre passeggia e che raccoglie la bottiglia di plastica caduta a un bambino un po’ distratto, quel cittadino che ora ha la tua faccia, conosce e ama la propria città. Avrà notato sicuramente, quindi, che spesso tra le notizie locali e gli annunci sulle pareti dei bar spicca la frase “gioca la schedina e vince 3 miliardi di euro”: quale onore per il locale e per l’intera città aver ospitato una tanto copiosa e meritata vittoria! Indiscutibile motivo di vanto, da accompagnare rigorosamente all’intervista del fortunato. Dimentica per un attimo l’invidia per la vincita o l’indifferenza verso questo fatto, fermati prima di tentare la sorte a tua volta: ti sei mai chiesto dopo quanti tentativi il fortunato signore ha ottenuto la vittoria? Quanti soldi ha speso? Magari lo ha dichiarato nell’intervista. Chissà se nell’articolo troverai scritto anche quanti milioni di persone giocano d’azzardo in Italia ogni giorno senza vincere un euro. Chissà se troverai questo dato – il numero delle persone affette da dipendenza patologica – e non il valore della cifra che hanno giocato. Ci dimentichiamo in fretta che il gioco d’azzardo non è solo una questione di numeri o di fortuna; di fronte alle slot machines, al gratta e vinci, alle scommesse ci sono uomini e donne che perdono ogni giorno non un gioco ma, lentamente, la propria vita. Può essere definito tale un gioco che non diverte e non unisce? Un gioco che non ha un vero spazio per la persona e le sue abilità, anzi ne sfrutta le debolezze. Il guadagno statale dal gioco d’azzardo non compensa il danno (e il costo) umano e sociale alla persona. Allora ci si deve chiedere: cosa posso fare io? Per prima cosa posso prediligere gli esercizi commerciali che non incentivano nessuna forma d’azzardo e sostenerli nella loro scelta etica e sconveniente. In linea con questi propositi sabato 30 aprile eravamo in piazza Matteotti a Imola, in veste di msacchini e soprattutto di cittadini, alla campagna Slotmob insieme al suo economista Luigino Bruni per fare festa e riscoprire e promuovere il gioco come bene relazionale. Tantissime associazioni imolesi – Libera, Officina Immagina, Movimento Focolari, Agesci, Azione Cattolica, Acli, CSI… – hanno sostenuto l’iniziativa che si colloca in un progetto contro il gioco d’azzardo di Caritas, Sert e Comune di Imola il cui primo promotore è stato il gruppo dei Giocatori Anonimi. Lo Slot Mob si ripeterà in diverse città d’Italia per “premiare le virtù civili e soprattutto fare cultura e opinione”; uno degli obiettivi della mobilitazione è “richiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili. Ci si sta attivando inoltre per mappare le città e stilare un elenco di esercizi commerciali che sono già slot-free e di quelli che lo vorrebbero diventare”. Scegliere in quale bar fare colazione o prendere un aperitivo spetta a voi: fate il vostro gioco!

Rappresentanti di classe/istituto/Consulta? Insieme è più bello! (È nata la “TFR” Msac)

Cari Segretari e referenti legislativi,

anche quest’anno settembre è arrivato! È ora di rispolverare libri e quaderni e controllare di avere tutta la cancelleria nell’astuccio.

Ma dopo la Mo.Ca di Rimini e il campo nazionale a Molfetta, ormai è chiaro: quest’anno il MSAC non vuole spolverare solamente quaderni e penne, ma vuol tirare a lucido quella stramaledetta voglia di #partecipare che troppe volte è rimasta coperta dalla polvere del pregiudizio che sia complicato, inutile e superfluo: per il MSAC ha inizio lo straordinario Anno della Partecipazione!

Locandina MSAC-01

Dal campo nazionale abbiamo iniziato a capire com’è necessario muoverci per rianimare la partecipazione: è necessario un “nuovo umanesimo” degli organi collegiali. Basta con i contenitori vuoti, è giunto il momento di tornare ad abitare quegli spazi di partecipazione che ci sono dati, ed è giusto tornare a scoprire la bellezza di una partecipazione vera.

A volte, tuttavia, abbiamo semplicemente paura di non farcela. Se è così…allora non dobbiamo più temere: è nata la Task Force Rappresentanza (TFR) Msac!

Fanno parte della TFR 5 amici che conoscete bene:

Andrea Facciolo, 20 anni, diocesi di Alessandria, incaricato regionale del Piemonte-Valle d’Aosta e delegato del MSAC al Forum delle associazioni studentesche presso il MIUR.

Marianna Occhipinti, 23 anni, diocesi di Ragusa, incaricata regionale della Sicilia.

Francesco Caputo, 19 anni, diocesi di Lecce, segretario diocesano MSAC.

Emanuela Gitto, 19 anni, diocesi di Messina, segretaria diocesana MSAC.

Lorenzo Zardi, 20 anni, diocesi di Imola, segretario diocesano MSAC.

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Lo scopo della TFR sarà:

  • Fare rete. Siamo tutti MSACchini e tutti ci stiamo mettendo al servizio delle nostre scuole; allora mettiamo in condivisione sia le cose che non vanno sia quelle che funzionano per vivere una grande esperienza di rappresentanza condivisa. Fare rete è una possibilità in più che il MSAC ci permette di vivere, grazie alla nostra natura di associazione studentesca nazionale. E allora vogliamo che questa possibilità in più diventi una ricchezza, perché l’esperienza di una rappresentante di Otranto può diventare ricchezza per uno di Trieste e viceversa. Facendo rete faremo in modo che le scuole di tutta Italia crescano insieme in partecipazione attiva!
  • Essere vicini e accompagnare. La TFR vuole accompagnare lungo tutto l’anno l’attività nelle scuole degli MSACchini che decidono di impegnarsi nel servizio della rappresentanza. Non ve lo nascondiamo, tra le bellezze dell’essere rappresentanti ci saranno anche momenti di difficoltà ma insieme si possono risolvere; la TFR ci sarà apposta per sentire tutti i rappresentanti, per dare consigli, per affrontare insieme le problematiche. Con sfaccettature diverse, nel fare il rappresentante a Palermo, a Lecce, a Roma, a Torino o a Trieste, si incontrano le medesime difficoltà: allora, affrontiamole insieme!
  • Supportare la candidatura. Noi non solo pensiamo ma crediamo fermamente che ogni MSACchino d’Italia possa essere un valido rappresentante per la propria classe, per il proprio istituto e presso la consulta provinciale. Ne abbiamo la certezza perché uno studente tra i 14 e i 19 che dice “I Care” alla propria scuola è pronto a prendersi una responsabilità.

cosenza

 La Task Force Rappresentanza sta operando concretamente per fornire materiali a tutti gli msacchini desiderosi di vivere al meglio l’Anno della Partecipazione. In particolare, con 3 diversi strumenti:

  • AB.(OO.C)C. Preparazione di un formato di incontro sull’ABC degli organi collegiali da proporre nelle scuole di tutta Italia. Con questo incontro, pensato per le classi prime e seconde, ma in generale per tutti gli “analfabeti” di organi collegiali, vorremmo iniziare l’anno partendo dalle basi: quali sono e come funzionano i nostri spazi della partecipazione.
  • Assemblea sulla partecipazione. A volte le tematiche affrontate nelle nostre assemblee sono scontate, banali, sempre le stesse, poco interessanti, e per questo le assemblee stesse sono scarsamente partecipate. Il cruccio principale dei rappresentanti rimane sempre quello di trovare tematiche accattivanti per incrementare la partecipazione attiva dei suoi compagni. E allora la TFR, unendo le due cose, penserà per il nuovo anno a un format di assemblea proprio sulla partecipazione che ogni singolo rappresentante potrà proporre come tematica per la propria classe o il proprio istituto.
  • Professione rappresentante. Non sarà pronto nell’immediato ma certamente all’SFS sarà lanciato “Professione rappresentante”, un nuovo fascicolo targato MSAC che sarà complementare a “Professione studente”. In particolare in “Professione rappresentante” la TFR andrà a inserire quelli che sono i consigli pratici per fare il rappresentante nel migliore dei modi. “Professione rappresentante” vuole essere un manuale che al bisogno può essere consultato per ricevere praticità di consigli e condivisione di esperienze già

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La modalità con cui la TFR opererà per essere vicina a tutti richiederà un impegno da parte di tutte le diocesi: quello che vorremmo è costruire un gruppo di persone da tutta Italia, e per questo sarebbe molto importante che ogni circolo nominasse il suo referente legislativo!

  • Cari segretari, non potete “morire di lavoro” per l’AC e per il MSAC. Perciò sono due le richieste che vi facciamo:
    1. in questo periodo potete inviarci schedari con tutti i numeri delle persone che anche solo vagamente hanno intenzione di provare a candidarsi (prima, naturalmente, chiedete il loro consenso! J). Possibilmente sarebbe utile che oltre a nome, cognome, numero di telefono e email ci indicaste anche a quale servizio intendano candidarsi (classe, istituto o consulta). Una volta che avremo tutti i numeri noi potremo contattare loro in diversi modi (studieremo quello più efficace, perché non un bel gruppone Whats App?)
    2. nominate un referente legislativo. Questa attenzione che il MSAC ha sempre avuto ora sarà più utile che mai e diventerà fondamentale per la sostenibilità della rappresentanza. Vi spieghiamo perché nel punto sotto, quello per i Referenti legislativi.
  • Cari Referenti legislativi, ci piacerebbe che foste voi a seguire più da vicino la questione rappresentanza. Il compito potrebbe risultare anche molto dispendioso perciò, siccome anche voi avete una vita, potreste anche chiedere all’équipe di dispensarvi da ogni altra attività strettamente organizzativa. Il compito che vi viene richiesto è quello di sostenere e accompagnare le persone o le liste con studenti MSACchini e fare da tramite tra loro e l’equipe. È importante che durante l’anno i rappresentanti non siano mai lasciati soli e abbiano – oltre al vostro sostegno e aiuto – anche quello della lista e/o in generale quelli degli MSACchini del loro istituto. Vostro compito pertanto potrebbe essere di organizzare insieme ai rappresentanti riunioni periodiche con gli MSACchini dell’istituto, per fare in modo che la responsabilità rimanga unica ma condivisa. Inoltre come referenti avrete il compito di riferire a tutta l’equipe le attività delle singole scuole. 
  • Cari segretari e referenti il servizio che vogliamo costruire insieme si rivolge anche a tutti i giovanissimi interessati delle vostre diocesi, anche se non partecipano direttamente alle attività del MSAC. Vi chiediamo quindi di coinvolgerli e di segnalarceli (analogamente a quanto abbiamo appena scritto per i vostri circoli), accordandovi e parlandone con l’équipe giovani della vostra diocesi.

Per seguire al meglio i rappresentanti all’interno della TFR ci siamo suddivisi le diverse tipologie di rappresentanza da seguire: Francesco Caputo e Marianna Occhipinti si occuperanno della rappresentanza di classe, sempre Francesco e Lorenzo Zardi della rappresentanza d’istituto e Emanuela Gitto e Andrea Facciolo si occuperanno della consulta.

Marianna Occhipinti 3335909217

Andrea Facciolo 3287958857

Francesco Caputo 3334382979

Emanuela Gitto 3455922505

Lorenzo Zardi 3487852463

In bocca al lupo, e buon Anno della Partecipazione!!!

Mari, Andre, Manu, Fra, Lollo

5 maggio #sonoascuolaperché

Il 5 maggio, giornata di mobilitazione nazionale per il DDL Buona Scuola, il Msac ha scelto di farsi sentire sfruttando al massimo lo strumento più potente che gli studenti hanno a disposizione: il diritto all’istruzione.

Ecco i volti e i pensieri della giornata di ieri, condivisi sui social network.

antonella

Antonella

#sonoascuolaperchè

IO PARTECIPO #alpostogiusto!


lorenzo

Lorenzo e Giulio, MSAC Cesena

#sonoascuolaperchè #gomsac


lorenzoluccaLorenzo, Msac Lucca

#iovadoascuolaperchè è un nostro diritto ed è proprio in questi momenti di bisogno che dobbiamo sostenere le nostre scuole. Ragazzi di tutti Italia uniti non nei cortei e nelle piazze, ma nelle nostre aule sempre aperti al dialogo e con la voglia di fare! Noi stiamo dalla parte della scuola ma nella scuola e anche il Carducci di Viareggio si unisce al movimento di quest’oggi: democrazie è partecipazione, voglia di fare, di rapportarsi con gli altri e soprattutto di conoscere!

#MsacViareggioLucca #IoPartecipo #alpostogiusto


golino

Carlo, Luca, Riccardo e Matteo, Msac Imola

Oggi #sonoascuolaperchè è un nostro diritto per il quale tantissimi ragazzi ancora lottano in giro per il mondo. Anche se “la Buona Scuola” a mio parere non convince in diversi punti è a scuola che ci si informa, se ne parla e ci si confronta consapevoli di essere #alpostogiusto per costruire e credere nel nostro futuro!! #wecare


matteodavide

Anche con 32° #iovadoascuolaperchè la scuola non si cambia camminando per strada Emoticon wink

Matteo, Davide, Sabrina  e Nicola


marta

Marta, Msac Rimini

#sonoascuolaperchè Levogliobbbbene

E perché qui siamo #alpostogiusto


pasqui

Filippo e Salvatore MSAC Rimini

#sonoascuolaperché  perché vogliamo una scuola migliore


chiaragiovanni

Chiara e Giovanni Maria

#sonoascuolaperchè #èilPostoGiusto 


cosenza

Msac Cosenza-Bisignano

#sonoascuolaperché una scuola fatta di proteste e non di proposte non ci aiuta a crescere!


martaisola

Marta

#sonoascuolaperché anche se quasi completamente deserta, volevo dimostrarle che ci tengo, nella speranza che questo sciopero funzioni e la scuola sia un posto migliore per chi verrà dopo di me.

“La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo. “


matteoalbanoMatteo, Msac Albano

#SonoAScuolaPerchè mi intressa il mio diritto allo studio e mi sento #AlPostoGiusto.

Dopo questi tre giorni di #MOCA ho capito quanto è importante la #SCUOLA… Non abbandoniamola!!

#MSAC #MOCA2015 #MOvimentoInCAntiere #MovimentoStudentiAzioneCattolica #5Maggio #LaBuonaScuola #Sciopero #IoPartecipo #MSACAlbano #GoMSAC #SempreInMovimento


francesca

Francesca

#sonoascuolaperché #ioPartecipo #Msac


annalorenzo

Anna,Lorenzo.Letizia e Matilde

#sonoascuolaperché 

2A


ilaria

Ilaria

Foto nella foto

Comunque #sonoascuolaperché sto col MSAC


benedettailaria

Benedetta e Ilaria

#siamoalpostogiusto#gomsac


elisabetta

Elisabetta, MSAC Firenze

#Iosonoascuolaperchè la scuola è un diritto e non dobbiamo rinunciarci!! #Alpostogiusto #gomsac


mariachiara

Maria Chiara, MSAC Alessandria

Oggi non sono entrata a scuola: mancavano insegnanti e personale, mancava soprattutto e tristemente la voglia di fare comunque qualcosa fuori da scuola tra i ragazzi, non siamo abituati agli scioperi appena possiamo diventiamo dei sessantottini vogliosi di rivoluzione senza sapere che non combineremo niente se non dialoghiamo o prendiamo e ce ne andiamo a casa sperando che siano gli altri a intervenire…comunque ho fatto provato con alcuni miei compagni a parlare di alcune proposte venute fuori dal cantiere di didattica della Mo.Ca: molti si sono trovato d’accordo sull’ aggiunta di geografia e di diritto…abbiamo comunque #partecipato e #dialogato! Saluti dalla stazione, la nostra #scuola improvvisata


como

MSAC Como

#sonoascuolaperchè #èungiornobuono

La scuola si cambia con la proposta e non con la protesta, con la partecipazione e non con l’assenza. La scuola è un nostro diritto e non vogliamo abbandonarla. Noi ci siamo!!!

#iopartecipo #dirittoallostudio #alpostogiusto #sonoascuolaperchè #goMSAC


antonio

Antonio, MSAC Aversa

#sonoascuolaperché ritengo che lo sciopero studentesco sia sbagliato per principio. La scuola è un nostro diritto non un dovere:per me, una scuola chiusa o vuota è uno schiaffo sul volto di Malala Yousfazi e di tutti i ragazzi che nel mondo non godono del diritto alla scuola. Voglio essere uno studente protagonista, perché la scuola è il “posto giusto” per me: qui voglio crescere e formarmi come uomo competente, e come cittadino onesto e responsabile. Perciò non la abbandono in questi giorni di fermento, anzi rinnovo l’impegno ad aiutarla con cura e con passione. #alpostogiusto #goMSAC


federicamatteo

Federica, Matteo, Alberto e Salvo

#sonoascuolaperchè in questo luogo mi sento #alpostogiusto!! #gomsac


matteofabio

Matteo, Fabio,Patrizia e Nicola

#sonoascuolaperché quando ce ne andremo ci mancherà tutto questo!!


nicola

Nicola

#sonoascuolaperchè la scuola è sopratutto un diritto e ognuno dovrebbe stare #alpostogiusto


martavalentinaMarta, Valentina, Irene, Miriana, Martina, Erika e Giorgia

#sonoascuolaperché vogliamo essere studenti protagonisti delle nostre scuole, di cui ci vogliamo prendere cura, in cui vogliamo essere partecipi e attivi per un cambiamento che parta dall’interno!

#partecipazione #5maggio #gomsac #alpostogiusto


ilariamarina

Ilaria, Marina, Francesca, Arianna,  Msac Rimini

Andiamo a scuola perché lottiamo per il nostro diritto, non protestando in strada, ma restando con lei.

#vadoascuolaperchè #iostoconlascuola #goMSAC #alpostogiusto 


fracesco

Francesco, Lecce

#sonoascuola perché ci tengo! Perché mi sta a cuore e perché sono convinto che solo qui sono #alpostogiusto !

Oggi tanti professori manifestavano, e noi abbiamo organizzato un’assemblea speciale con tutte le classi scoperte, per fare informazione e per creare dialogo e dibattito. La Buona Scuola è una scuola che si informa e che si interessa e non che vive passivamente ciò che la circonda! Io #vadoascuola perché ho il diritto allo studio, e di certo non l’abbandono perché significherebbe non apprezzare un dono e un diritto che molti ragazzi non hanno e per cui lottano migliaia di uomini.

Io non ci sto e ti sto vicino, cara scuola, insieme ai miei compagni!

#sonoascuolaperchè #avantibanzi #iopartecipo #icare


Giovanna

Dopo quasi un giorno di spostamenti tra mezza Italia, posso dire #sonoascuolaperchè gli studenti hanno lottato e lottano ancora, in molti Paesi del mondo, per il diritto allo studio. Non entrare e non usufruire di questo diritto per scioperare nel posto sbagliato, non vale la pena. Bisogna imparare a difendere i nostri ideali di una scuola buona nel posto giusto, che non è la strada.


mariannaMarianna, Msac Sicilia

Pure dall’UniCT #iopartecipo

#vadoascuolaperché, o meglio ci sarei andata se avessi avuto ancora quattro anni di meno, perché il diritto allo studio non si può rivendicarlo buttandolo dalla finestra!

Solidarietà per i docenti scesi in piazza,

Ma il mio pensiero e la mia vicinanza va soprattutto agli studenti del MSAC che oggi hanno fatto la coraggiosa scelta di mettersi in Movimento controcorrente, entrando, come dovrebbe essere normale, a scuola, per difendere il proprio diritto allo studio, informandosi e confrontandosi su questa #buonascuola che tanto buona non è

Ma non abbandonando le classi, ma abitandole con rinnovata responsabilità… Dicendo io #vadoascuolaperché ci tengo, perché so che qui sono #alpostogiusto, che qui e ora, soprattutto oggi, sono uno studente protagonista. E solo a scuola posso esserlo… Fuori sono solo uno come tanti…

Grazie, ragazzi! Grazie!


matteo

Matteo

Vado a scuola perché è il mio futuro

Vado a scuola perché non si cura la disorganizzazione con il disordine

Vado a scuola perché voglio far PRESENTE le mie idee

#sonoascuolaperchè #iostoconlascuola #goMSAC #alpostogiusto


zardiLorenzo, MSAC Imola

Oggi con il cuore (non fisicamente solo perché ho finito le lezioni) #sonoascuolaperchè credo nella partecipazione studentesca! Ieri sera mi sono arrivati messaggi da studenti che mi chiedevano consigli per sostenere le loro motivazioni nelle classi! #sonoascuolaperchè vedo in tutta Italia studenti che ci mettono la faccia!!!! #sonoascuolaperchè in tanti hanno capito che la ricreazione è finita, è ora di i nformarsi, è ora di informare, è ora di partecipare, è ora di smettere di fare solamente protesta e iniziare con la proposta!

Io credo negli studenti che si stanno impegnando a scuola, mettendoci la faccia! #sonoascuolaperchè la mia faccia si sente #alpostogiusto


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Margherita, Martina, Cecilia, Elia e Margherita, Marianna, Federica e Francesco

#sonoascuolaperché oggi mi sento davvero #alpostogiusto    


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Simone

#sonoascuolaperché è qui che si cresce

#alpostogiusto #goMSAC


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Antonio

#alpostogiusto #vadoascuolaperche …non abbandono la casa dove posso stare bene con Te #goMSAC


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Benedetta, Giulia, Carolina, Benedetta ed Elena

#sonoascuolaperchè nella nostra scuola noi stiamo bene e non ci smuove nessuno!!!!! #iopartecipo#alpostogiusto#èungiornobuono


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Federico, Mattia, Nicholas, Roberto, Leonardo

‪#‎sonoascuolaperchè‬ il cambiamento lo vogliamo da dentro…

‪#‎goMSAC‬ ‪#‎alpostogiusto‬

Studenti protagonisti per cambiare la scuola. Il 5 maggio non scioperiamo: la scuola è un diritto, non la abbandoniamo!

Il comunicato del MSAC al termine della Mo.Ca di Rimini (30 aprile – 2 maggio)

I responsabili diocesani del Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC) si sono riuniti a Rimini dal 30 aprile al 2 maggio, per la quarta edizione del “Movimento in Cantiere” (Mo.Ca.).

Il convegno, dal titolo “Al posto giusto – Studenti protagonisti nella scuola di oggi”, era dedicato alla riflessione sugli spazi di partecipazione studentesca nella scuola dell’autonomia. Gli msacchini – oltre 130, da tutta Italia – hanno elaborato proposte sul coinvolgimento degli studenti nella didattica, nella valutazione, nella redazione dei Piani di Offerta Formativa e nella rappresentanza democratica. Noi studenti di AC, sull’esempio dei ragazzi di Barbiana, vogliamo vivere la scuola con passione: per fare questo, crediamo sia necessario che ci riappropriamo degli spazi di partecipazione nella scuola, con uno stile di dialogo e sempre propositivo.

Nei tre giorni del convegno si è parlato anche della riforma della “Buona Scuola”, e delle mobilitazioni che presto toccheranno le nostre scuole. Ci aspettavamo di più dalla riforma: crediamo infatti, e lo abbiamo sostenuto per tutto il periodo della consultazione, che sia il tempo di modifiche strutturali al nostro sistema scolastico (riforma dei cicli, nuovo sistema di valutazione, ripensamento dei saperi…). Rispetto al disegno di legge attualmente in discussione presso il Parlamento, chiediamo che venga esplicitato un deciso impegno contro le diseguaglianze, motivo di esclusione e fallimento formativo; che gli spazi di partecipazione degli studenti possano essere ampliati; che si ponga attenzione all’insegnamento trasversale delle competenze di cittadinanza; che le esperienze di alternanza scuola/lavoro siano realmente inserite dentro i percorsi formativi annuali. Condividiamo queste richieste con le 32 associazioni, di varia natura e ispirazione, che hanno condiviso l’appello “La scuola che cambia il Paese”: ci auguriamo che la discussione in Parlamento sappia recuperare l’ambizione di noi studenti, per incidere realmente sulla qualità del nostro sistema d’istruzione.

Gli studenti del MSAC hanno discusso anche del 5 maggio, e dello sciopero generale proclamato dalle associazioni sindacali. Come studenti di AC, riteniamo che lo sciopero studentesco sia sbagliato per principio. La scuola è infatti un nostro diritto, non un dovere: per noi, una scuola chiusa è uno schiaffo sul volto di Malala Youszafai e di tutte le ragazze e i ragazzi che nel mondo non godono del diritto all’istruzione. Parteciperemo dunque alla giornata di mobilitazione, ma con gli strumenti che sono propri degli studenti: ci riuniremo in assemblea durante e dopo scuola, per informarci sulla riforma e diffondere tra gli studenti le proposte del MSAC e del Forum delle Associazioni Studentesche. Invitiamo tutta la comunità scolastica a promuovere insieme a noi momenti di confronto e discussione.

La scuola italiana può cambiare, se tutti sapremo davvero prenderci cura dei nostri istituti. Vogliamo essere studenti protagonisti, perché la scuola è il “posto giusto” per noi: qui vogliamo formarci come uomini e donne competenti, e come cittadini onesti e responsabili. Perciò non la abbandoniamo in questi giorni di fermento, anzi rinnoviamo l’impegno ad abitarla con passione.

Impressioni dai CIPS..

Don Rocco Barra, assistente MSAC della diocesi di Aversa, ci ha voluto raccontare in queste poche righe, l’esperienza vissuta durante CIPS (2-5 gennaio) e che ha visto impegnati moltissimi msacchini fra nord, centro e sud Italia.


CIPS:

Un’esperienza MSACcosamente affascinante

 

“ Hei, tu che hai da fare dal 2 al 5 gennaio?”

Con questo slogan iniziava il video spot dei CIPS nord-centro-sud del Movimento Studenti di Azione Cattolica.

È stato tutto MSACcosamente bello del momento del nostro arrivo fino alla partenza. Giovanissimi di AC di tutta Italia riuniti a nord (Mantova), centro (Rimini) e sud (Santeramo in Colle), per vivere giornate scandite da eventi, conferenze, attività proposte, altamente formative e form-attive!!! Posso definirle momenti di alta “scuola”. Già la scuola; questo mondo a volte strano, buffo, confusionario, ma sempre utile, di crescita (culturale-sociale-comunitario-religioso). La scuola; luogo dove i giovanissimi passano la maggioranza del loro tempo. La scuola; luogo dove si apprendono i sogni (ciò che vogliono fare da grandi) scegliendo l’indirizzo formativo che piace. La scuola; luogo di crescita, di multiculturalità, di pregiudizi, di certezze e insicurezze, di uomini e donne capaci di osare e mettersi in gioco per un futuro migliore. La scuola; bella perché varia.

In questo panorama colorato si sono inseriti i nostri CIPS. È stato un MSACCO BELLO (scusate la copia della citazione), re-incontrasi con tanti msacchini  conosciuti al congresso nazionale e al campo estivo di Fognano. È stata occasione di ritrovare volti, sorrisi, abbracci.

Avere la ghiotta occasione di dar vita al sogno della “tua” scuola non ha prezzo. Girando e curiosando nei gruppi, con religiosa discrezione e sempre col sorriso, nel vedere quei giovanissimi animati da questo forte ideale, di sentire ognuno la scuola come “sua”, mi ha riempito di gioia e fierezza. Oggi in cui i giovani sono etichettati come incostanti, immaturi, inesperti dalla gente comune, la proposta formativa msacchina irrompe con forza e fa gridare che: “noi studenti di AC ci siamo e vogliamo fare la nostra parte nella Chiesa e nella società, attraverso l’ambiente che viviamo ogni giorno: la scuola!”.

Ormai ne sono convinto, msacchino si nasce e formandosi lo si diventa sempre più. Ai confratelli assistenti mi sento di incentivare sempre al movimento nel settore giovani, perché è un’esperienza unica!

Esperienza che ha portato a tutti, equipe nazionale (cui va un grazie MSACcosamente immenso) e campisti, un nuovo slancio per i giovanissimi che sono tanto a cuore di noi assistenti, perché il MSAC è l’essenza del giovanissimo di oggi.

Quell’essenza che ci ha visti pregare assieme mattina, mezzogiorno e sera, sempre fuori orario rispetto al programma (ma che ci vuoi fare è bello anche così). Quell’essenza che ci ha fatto fare tardi la sera e chi sa perché si radunarsi e divertirsi sempre fuori la mia camera.

Quell’essenza, infine, che nell’ultimo giorno insieme a tre msacchini ci fece sventolare fra le mani una delle tante magliette diocesane del movimento e con fare goliardico ci fece cantare sul motivetto della parte finale del ritornello della canzone “la vita è tutto un quiz” di Renzo Arbore, queste parole che sono scritte felicemente nella nostra storia del movimento: “PER QUESTA MAGLIA GIOISCO E CANTO SON DEL MSAC E ME NE VANTO!

Buona vita a tutti e viva il Movimento, viva l’Azione Cattolica.

Don Rocco Barra


Oktoberfest in tutta Italia (date aggiornate)

 

Questa scuola non è un albergo” è lo slogan che sta girando per le scuole di tutte Italia. E’ infatti dall’inizio del mese che si stanno svolgendo gli oktoberfest msac e le nostre scuole si stanno riempiendo di entusiasmo squisitamente msacchino. Ci sono in programma incontri almeno fino ad inizio novembre!

 

Il primissimo oktoberfest (a quanto ci risulta, ma se ci sbagliamo correggeteci!) si è svolto a Faenza il 12 ottobre. Pochi giorni dopo è toccato ad Imola (il 16). Ma ce ne sono tanti tanti altri in programma!!!

Allora, che aspettate a raccontarceli?

In programma nei prossimi giorni ci sono gli oktoberfest di:

Albano (20 ottobre)

Forlì (21 Ottobre)

Vercelli (23 ottobre)

Taranto (25 ottobre)

Lodi (26 ottobre)

Otranto (27 Ottobre)

Rimini e Arezzo (28 Ottobre)

Salerno (29 Ottobre)

Otranto (27 Ottobre)

Salerno (29 Ottobre)

Chieti-Vasto e Conversano Monopoli (30 ottobre)

Potenza (1 Novembre)

Lanciano Ortona (7 novembre)

Aversa (12 Novembre)

Nola (19 Novembre)

Alba e Alghero-Bosa (20 Novembre)

Lucera-Troia (21 Novembre)

Andria (29 Novembre)

 

NON VORRETE MICA PERDERVELI?!

 

 

 

Cosa ne facciamo della scuola italiana?

intervista apparsa su

Cosa ne facciamo della scuola italiana?

La scuola resta una delle priorità irrinunciabili per la vita e per il futuro del nostro Paese, ma troppo spesso il dibattito politico dimentica il vero cuore del problema, cioè la questione educativa e riduce ogni tentativo di riforma del sistema dell’istruzione a una mera questione economica e ai tagli di spesa. Alcune riflessioni sulla direzione da prendere.

ALLE PAGINE 6-7

Aria di novità per la scuola superiore italiana. Dopo gli interventi sulla scuola primaria e secondaria di primo grado, con l’arrivo dell’autunno sono alle porte anche interventi sull’assetto della scuola superiore di secondo grado. Per chiarire i termini esatti delle proposte, ci siamo rivolti a Saretta Marotta, segretaria nazionale del Movimento studenti di Azione Cattolica.

Che clima si respira nelle scuole superiori alla ripresa dell’anno scolastico?

Ristrutturazione. Come quando sei a casa tua, ma in un alloggio in affitto, e il padrone di casa decide di dare una “rinfrescata”. A te tocca subire cocci, polvere e lo stato perenne di lavori in corso, mentre cerchi di condurre l’ordinarietà della tua vita quotidiana. Già, perché ci troviamo nel bel mezzo di questi lavori. Da una parte gli ormai lontani annunci di riforma dell’estate 2008. Dall’altra, è ancora lontano l’assetto definitivo che la nostra scuola italiana dovrebbe assumere entro il triennio di “razionalizzazione finanziaria”, che termina con il 2012.

In concreto, cosa è cambiato?

C’è la nuova valutazione, con la risoluzione delle questioni sull’ammissione agli esami di Stato (in caso di insufficienze, i docenti voteranno a maggioranza). E c’è anche l’aumento di alunni per classe, nonché il taglio dei docenti, obbligati tra l’altro a cattedre “complete” di 18 ore, inducendo così gli istituti a complicazioni dell’orario. Molti decreti non sono invece ancora operativi. Molti studenti, tra l’altro, sanno già che l’istituto che stanno frequentando cambierà faccia e persino nome l’anno prossimo. Ci saranno infatti sei licei (artistico, classico, scientifico, musicale e coreutico, delle scienze umane, linguistico), due indirizzi di istituti tecnici (economico e tecnologico) e due per gli istituti professionali (area dei servizi e indirizzo industriale). E gli studenti che faranno? Si adegueranno o continueranno col vecchio curricolo e i vecchi piani orari? Il ministero si è affrettato ad assicurare che “in qualche modo si farà”.

Insomma, ci aspettano nuovi correttivi…

Qualcosa di simile è successo a proposito del “maestro unico”: davanti alle proteste e alle diffidenze generalizzate, si è deciso di lasciare ai genitori la scelta tra tre diversi “carnet” di orario per i propri figli, con diverse combinazioni tra “maestri prevalenti” e altri docenti. Tutte queste eccezioni, però, vanno nella direzione opposta a quella della tanto invocata razionalizzazione, che sembra essere la finalità complessiva della riforma. La scuola italiana ha certamente bisogno di usare meglio le risorse, ma non si è però riflettuto abbastanza sulle conseguenze pedagogiche di tanti provvedimenti. Sono state approntate commissioni ministeriali di esperti, ma esse sono state costrette a lavorare tra fretta e incertezza.

Quali sono le conseguenze per chi vive nella scuola ogni giorno?

C’è da chiedersi innanzitutto se questa riforma “durerà” o se sarà presto demolita dalla prossima maggioranza di governo. Questo genera incertezza, soprattutto negli insegnanti (molti dei quali sono andati in prepensionamento). Non è possibile sentir propria una scuola così, sentirla come casa. A lungo andare cresce la disaffezione. Lo vediamo soprattutto per il mestiere di insegnante, talmente svalutato da essere considerato di “ripiego”. È ormai raro trovare dei veri “appassionati”: molti, tra sbarramento di graduatorie e complicate procedure di arruolamento, rinunciano per necessità. Fenomeni come il bullismo o lo scarso rendimento scolastico, poi, dicono la disillusione dei giovani, che non vedono più nella scuola un punto di riferimento formativo, ma solo una macchina che produce voti e promozioni, in cui devi correre verso la conquista del diploma come fosse una patente.

Quale riforma serve davvero alla scuola italiana?

Deve essere una riforma “organica”, ben pensata trasversalmente da maggioranza e opposizione (proprio per durare). Può guardare alle necessità di razionalizzazione, ma deve mettere al centro l’educazione dei suoi studenti, non quantificabile col parametro del “successo formativo” o del voto in decimali. Finché la scuola italiana non intraprenderà un ripensamento globale della sua missione formativa, procederemo sempre a tentoni. A questo proposito i nostri vescovi hanno proprio colto nel segno indicendo un decennio avente per tema l’educazione: un vero segnale, per tutti.

L’Azione Cattolica cos’ha da dire al riguardo?

All’interno dell’associazione, il Movimento studenti di Ac è stato interpellato da parte di Parlamento e ministero a pronunciarsi sulle riforme in atto. E lo fa molto criticamente, in senso costruttivo. Ma la nostra prospettiva non può bastare. A scuola non ci sono solo gli studenti: vi gravitano docenti, ma soprattutto (e tante volte li sottovalutiamo) i genitori e le famiglie. La nostra associazione ci regala l’occasione di mettere insieme queste forze. In questo senso, dividersi fa male. Non può esserci una “manifestazione degli studenti” o uno “sciopero dei docenti” senza che le altre parti in siano partecipi.

Manifestare insieme, e poi?

Le manifestazioni sono il luogo dell’urlo, non del dialogo. Hanno un valore simbolico, ma la prassi costruttiva comincia su altri tavoli, su altri terreni di confronto. Bisogna alzare la voce per farsi sentire, ma poi avere propositività da raccontare. Nel concreto delle nostre scuole, significa che studenti, docenti e genitori devono mettersi insieme, acquistare insieme consapevolezza dei cambiamenti in atto e collaborare perché le cose siano meno difficili e venga garantita la qualità dell’offerta formativa. È questo il senso vero della “comunità educante” che troviamo a scuola. Da questa storia nessuno si senta escluso.

a cura di Giacomo Cossa

Raccontateci i vostri Oktober FEST

allora, msacchini d’Italia?

sappiamo che tanti di voi, diocesi alle prime armi o belle sperimentate, stanno celebrando in tutta Italia i propri OFm, nelle forme più diverse e disparate.

Attendiamo bramosi i vostri racconti, che pubblicheremo su questo blog nella rubrica “dalle diocesi”! che aspettate a mandarci i vostri resoconti? e non dimenticate il concorso “creattivo” in vista della sfs 2010!!!!

mandateci le vostre foto e i vostri sogni!!! yeah!!!!!!!!!!!

su Facebook intanto vediamo pullulare le vostre iniziative diocesane, con tanto di supermanifesti!!! come quello di AVERSA, che vedete qui sopra, diocesi neomsacchina dove il Settore Giovani diocesano si sta dando tanto da fare per invitare alla proposta studentesca i propri giovanissimi. e poi c’è Alghero (che vedete qui a sinistra) dove abbiamo mandato il nostro inviato speciale Stefano di Trieste [qualsiasi diocesi può avere un membro d’equipe nazionale ospite. basta chiedere!!!] e dove dopo tanto attendere finalmente il MSAC diocesano è partito con un proprio congresso. E poi c’è AVELLINO,  LODI, POMPEI… E c’ è anche chi addirittura finisce sulla tv locale, con un bel servizio dedicato, come gli amici del MSAC di Andria nel video qui sotto vi riportiamo

E allora, che aspettate a darci notizie?? mettiamo in circolo la voglia di movimento!!! yeah!!!