Archivio mensile:luglio 2008

Il decreto fiscale (Dl 112): ecco quel che ci riguarda

E’ stato approvato il 24 giugno il decreto legge n.112 in materia di “disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, meglio conosciuto come “decreto fiscale”. Al suo interno, alcuni punti riguardanti la scuola italiana:

  • art. 15: libri di testo. Riguardo al problema del “caro-libri”, il decreto stabilisceche a partire dal prossimo anno scolastico 2008-2009, nella scelta dei libri di testo vengano per quanto possibile privilegiati testi disponibili, in tutto o in parte, su internet, gratuitamente o a pagamento. Nel termine di un triennio, i libri scolasici dovranno essere prodotti in versione a stampa, on-line o mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012 “il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista”
  • art.64: a)riduzione del personale ATA del 17% entro il triennio b)entro 12 mesi la realizzazione di un piano di “razionalizzazione e accorpamento” delle classi di concorso, “per una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti” e ridefinizione dei curricula, sempre in ottica di “razionalizzazione”, in particolare per le scuole professionali c)”economie lorde di spesa” (leggi “tagli”) di 456 milioni di euro nel 2009, 1650 milioni nel 2010, 2538 milioni nel 2011 e 3188 nel 2012 (all’art.69 tagli anche per l’università)
  • tra i “nuovi emendamenti” all’art. 64 e già approvati nell’iter di conversione in legge del dl 112 (ora passato, dopo l’approvazione della Camera, all’esame del Senato): a) la sospensione delle SSIS, ovvero le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario; b) in materia di obbligo scolastico si precisa che tale obbligo può essere assolto anche nei percorsi di istruzione e formazione professionale. è lecito chiedersi se ciò nella sostanza significa realmente garantire il diritto all’istruzione a tutti fino ai 16 anni…

alcune “curiosità” OFF TOPIC….

tra gli altri punti “interessanti”, la possibilità data all’art. 16 alle università pubbliche di trasformarsi in fondazioni, e quindi ricevere finanziamenti da privati

gossip: agli uffici ministeriali è tagliata al 50% la spesa sulla carta (già immaginiamo gli impiegati a dover contendersi le risme iper-riciclate) e la validità della carta d’identità è estesa a 10 anni e non più 5.

Addio SSIS… e auguri professore!


La commissione Cultura del Senato ha approvato l’emendamento del governo al decreto legislativo n.112 che prevede la sospensione del decimo ciclo delle Scuole di Specializzazione all’Insegnamento Secondario. Non è ancora legge, ma possiamo prevedere che la maggioranza non tarderà ad attribuire l’approvazione definitiva. Significa che non ci saranno più SSIS, da tanti criticate, perché ritenute onerose e passaggio burocratico inutile, oltre ad essere un ulteriore investimento di tempo e studio per i neolaureati, indotti a trascorrere altri 2 anni nello studio universitario. Ma niente più SSIS non significa che qualcos’altro le sostituirà, almeno non al momento. Un momento che però potrebbe durare anni. Non è infatti adesso previsto nessun meccanismo di abilitazione alternativo, il processo di reclutamento/formazione degli insegnanti è sospeso. Esistono le “vecchie” graduatorie, quelle già bloccate da Fioroni nella previsione del loro esaurimento entro il 2010. Ma con l’annuncio dei 130.000 posti in meno all’organico della scuola italiana previsto nella prossima finanziaria, è più che probabile che tale termine slitterà di parecchio. Nel frattempo, i nuovi laureati che desidereranno insegnare non potranno accedere nè all’abilitazione, nè all’inserimento in graduatoria.

Sono notizie allarmanti, che non possono non tratteggiarci lo smantellamento del sistema di insegnamento secondario. In attesa della sospirata “revisione” dei meccanismi di “reclutamento” e selezione del personale docente, la sospensione delle SSIS ed il blocco delle graduatorie non è certo quel “rinnovamento” che ci attendevamo. Significa rinunciare ad investire sulla formazione degli insegnanti, significa impedire ai giovani laureati nei prossimi anni di accedere all’insegnamento e popolare le scuole, significa affidare l’istruzione superiore a “nuovi” prof che entreranno già “vecchi”, parcheggiati come sono nelle graduatorie da anni, e molti di loro non certo per vocazione, quanto in cerca di una soluzione “di ripiego”, in attesa di “migliore sistemazione”

A questo scenario affidiamo il futuro delle nostre scuole e dei nostri studenti nei prossimi anni. Una scuola di qualità non può che passare da docenti di qualità, e alla qualità aggiungiamo la vocazione, perchè dedizione e passione si trasmettono al pari della conoscenza. Ci pare che l’attuale soluzione legislativa al problema del turn over degli insegnanti non soddisfi nessuna delle due condizioni.

Ricordo ancora quello sguardo miope che all’improvviso si accese di interesse
e fu allora, per la prima volta, che scoprii che mi piaceva insegnare
e ad un tratto mi resi conto che trasmettere abilità rende abili, che trasmettere intelligenza rende intelligenti,
che trasmettere speranza aumenta la speranza.
Cominciai ad insegnare per questo, per togliere l’opaco dagli occhi dei miei allievi