Archivio mensile:marzo 2009

Al via la preparazione della Mo.CA

E’ on line il sito della Mo.Ca 2009!!!! Uno strumento per avere a disposizione una vetrina del convegno che ci attende ad aprile, oltre che essere un utile “baule” in cui scovare informazioni utili su programma, modalità e soprattutto MATERIALI per prepararsi all’evento!

LA PREPARAZIONE è infatti fondamentale!

LA PREPARAZIONE è infatti fondamentale!

Alla Mo.Ca sarann aperti TRE CANTIERI: Organi Collegiali, Diritto allo Studio e Didattica. Ogni partecipante prenderà parte, nella giornata del 25 aprile, ad UNO SOLO di questi cantieri ed è preferibile che arrivi a Castellammare in qualche misura preparato agli argomenti che verranno affrontati. Proprio per questo pubblichiamo sul sito un po’ di materiali per ciascun laboratorio

Si tratta di schede sintetiche che illustrano lo stato della legislazione vigente riguardo i diversi argomenti. Sono previste poi schede generali per inquadrare il tema e schede più specifiche per proporre attività realizzabili nelle diocesi

Sul sito sono già pronte le pagine dei materiali per il cantiere sugli ORGANI COLLEGIALI , quello della DIDATTICA e infine quello sul DIRITTO ALLO STUDIO.

Conulta subito le schede e mettiti in movimento!

Che fine hanno fatto le “classi ponte”

DA: LA TECNICA DELLA SCUOLA

Stranieri: classi ponte “congelate”, nel 2010 arriva il tetto del 30%

di A.G.
In attesa di conoscere il destino delle classi ponte prende largo l’ipotesi di un numero massimo di stranieri per ogni gruppo-classe: una ipotesi, annunciata alla stampa il 19 marzo a Palazzo Chigi direttamente dal Ministro Gelmini, che per la Lega rappresenterebbe comunque un ottimo risultato. Non la pensa così la Cgil, secondo cui il Governo sulle classi d’integrazione avrebbe in realtà deciso di tornare sui suoi passi accontentandosi del provvedimento del 30% massimo di alunni per corso.
Per il partito del Carroccio il provvedimento annunciato dal Ministro Gelmini, che non permetterebbe agli alunni stranieri di prevalere numericamente su quelli italiani, non sembra proprio rappresentare una mezza sconfitta: tanto che la senatrice leghista Irene Aderenti ha detto che una sua auspicabile applicazione andrebbe “proprio contro le classi e le scuole ghetto che impediscono l’integrazione culturale e sociale del minori stranieri”: la soglia del 30% impedirà quindi di “distribuire gli alunni stranieri nelle scuole italiane” favorendone piuttosto la “vera integrazione”, ha concluso Aderenti.
In effetti, andando a verificare la sua paternità si scopre che la proposta è in realtà contenuta nella stessa mozione Cota sulle classi ponte approvata alla Camera ad inizio autunno. Un “pacchetto” di proposte legate da uno stesso fine: evitare da una parte che la presenza sempre maggiore di alunni stranieri in classe (complessivamente 700mila, per una media al di sotto del 10%, con alcune realtà scolastiche dove però la percentuale diventa altissima) pregiudichi in qualche modo l’apprendimento degli studenti italiani e dall’altra favorire un inserimento più graduale degli ultimi arrivati. I quali spesso non conoscono nulla della nostra scuola, ad iniziare dalla lingua italiana sino al semplice far di conto.
Ora che l’ipotesi delle classi ponte, poi trasformate in integrazione, sia tramontata rimane tutta da dimostrare. Di sicuro il Governo ha dato un’accelerazione sul tetto minimo di stranieri, che a detta del Ministro dovrebbe entrare in vigore dal 2010: sulla decisione hanno pesato non poco le recenti indicazioni dell’Ue, la quale non sembrerebbe disdegnare un’eventualità di questo genere. D’altro canto diversi istituti hanno già adottato quest’anno sperimentalmente il modello della soglia massima di tre alunni stranieri ogni sette italiani. E’ accaduto a Chiarano in provincia di Treviso, in diverse scuole del Trentino, della Valle D’Aosta ed in alcune di Sanremo. Decisamente significativo che l’indicazione di introdurre dei limiti (anche se non rigidi) sia stata presa anche dalla nota scuola primaria Carlo Pisacane di Roma: un istituto, nella cuore di Tor Pignattara, un quartiere storicamente in mano alla sinistra, dove gli alunni stranieri oramai sovrastano numericamente quelli capitolini. I quali si sono riversati su altre realtà scolastiche romane. Di fronte a queste realtà, presenti in netta prevalenza nel Centro-nord, un provvedimento era necessario. Il problema rimane quello di capire come applicarlo senza ledere il diritto allo studio e all’uguaglianza di tutti gli alunni. Stranieri compresi.

NOLA ha “Facoltà di Scelta”!

Il 7 e 8 marzo si è svolta alla Casa del Clero di Nola “Facoltà di scelta”, un weekend di orientamento universitario organizzato dall’equipe diocesana del MSAC in collaborazione con la FUCI di Nola.

Forti dell’esperienza di “Saranno Matricole” del maggio 2008, abbiamo pensato di proporre una due-giorni con la volontà di concedere agli studenti un tempo più adatto per poter affrontare una “prima” riflessione su una scelta (quella universitaria) che reputiamo molto importante. Quasi a dare continuità al percorso iniziato idealmente lo scorso anno, abbiamo pensato di non soffermarci sull’analisi delle facoltà universitarie presenti sul nostro territorio. Il cuore del nostro weekend è stato il tema della scelta nella speranza di poter aiutare gli studenti ad assaporare il gusto del discernimento e di poter dare la possibilità di esprimere (e possibilmente affrontare) i loro dubbi e le loro difficoltà. La scelta universitaria è sempre stata una scelta molto difficile: ”Quale facoltà è più giusta per me?” “Cosa mi piace davvero?” “E se poi ho scelto male?” “E se non lavorerò mai?” … Per trovare una risposta, seppure parziale, tutte queste domande hanno bisogno di una riflessione articolata, riflessione che ci siamo proposti di avviare in questi due giorni

Il weekend è cominciato sabato pomeriggio con un laboratorio (introdotto dalla canzone “Costruire” di Niccolò Fabi) che riguardava la proiezione che ognuno ha di se nel futuro, per poi passare ad una prospettiva leggermente diversa: ”Cosa dicono e pensano gli altri di me?” “Gli altri come mi vedono?” “Quali attese hanno su di me i miei genitori, gli amici, i prof, il don …?”. Questo laboratorio è stato seguito da un momento di preghiera guidato dal nostro assistente, che ha invitato i ragazzi a non farsi “illudere” e a non farsi “confondere” ma a pensare seriamente a cosa si vuole da sé stessi, incoraggiandoli a capire o a scoprire l’importanza di quel famoso discernimento.

La domenica la riflessione è stata un po’ più mirata. Al mattino, dopo le lodi e la colazione, si è svolta una “galleria”. Un insieme di suoni, immagini e parole che rimandavano a qualcosa di più profondo: lo stile della scelta. Scegliere è difficile, specialmente quando si ha la sensazione che quella scelta possa davvero cambiare tutta la propria vita, in qualche modo si prova una vertigine, la vertigine del non sapere se quella che stai per prendere è davvero la scelta giusta!

La galleria iniziava con una canzone, “Il canto dei mestieri” di Ivano Fossati, che richiamava l’importanza di una scelta utile, utile sia a me (perché mi da pienezza) sia agli altri (perché come diceva un “montanaro”: <<il Sapere serve solo per darlo>>). La galleria proseguiva con la lettura di un brano tratto dal “Senso religioso e fatto cristiano nella pedagogia di Don Giussani” di Don Primo Soldi che, invece, metteva in luce una scelta consigliata rivelandone la parzialità, poiché (pur riconoscendo l’utilità dei consigli) il rischio è quello di “delegare” e di scegliere di “non scegliere”. Poi, è stato il turno dello spezzone del film “Billy Elliot”, che metteva in risalto la bellezza di una scelta appassionata che non risponde ai bisogni di utilità sociale ma risponde, piuttosto, alle proprie inclinazioni, alle proprie passioni. La galleria terminava con l’immagine di un dado che poneva in risalto l’importanza e la necessità di una scelta responsabile. Una scelta che sia meditata e non lasciata nelle mani del caso (ecco il perché del dado), responsabile perché si sceglie di seguire le orme, spesso un po’ sbiadite e quindi difficili da osservare, della responsabilità.: responsabilità dello studio e della ricerca della verità come stile dello studio.

Terminata la galleria, i ragazzi sono stati invitati ad un “aperitivo” molto speciale. Erano, infatti, presenti due ospiti d’eccezione: un professore universitario e una studentessa fucina. Entrambi hanno sottolineato l’importanza della scelta responsabile. Il dibattito poi ha interessato anche altre questioni. I ragazzi, in particolare, erano curiosi di sapere la differenza tra lo studio universitario e quello liceale. Il week end si è, poi, concluso con un’intesa e partecipata celebrazione eucaristica.

In quei giorni si è creata un’atmosfera molto serena, che invitava davvero alla riflessione. Era appunto questo il nostro obiettivo dichiarato: cercare di creare un’atmosfera tale da rendere sereni i ragazzi nella riflessione, fare in modo che si sentissero a loro agio e, mettendo da parte i soliti pensieri, si concedessero un po’ di tempo per pensare a loro stessi. Nessuna presunzione che questo week-end potesse bastare a portare a termine il percorso tortuoso della scelta universitaria, ma speriamo possa essere stato un buon punto di partenza o una buona tappa per riprendere più spediti verso la meta!

Il MSAC di Nola

Guarda la photogallery: http://picasaweb.google.it/aci.nola/FacoltaDiScelta09#

Scarica i materiali: http://www.azionecattolicanola.it/materiali/msac/

Che ne pensiamo del regolamento sulla valutazione

Il Movimento Studenti di Azione Cattolica, preso atto della volontà del Ministero di emanare un regolamento che disciplini in maniera organica le disposizioni riguardanti la valutazione degli studenti, ritiene che questo provvedimento possa essere positivo nella misura in cui rappresenti un punto di arrivo definitivo al lungo iter di indicazioni fornite alle istituzioni scolastiche riguardo l’applicazione della legge 169 che ha introdotto la valutazione del comportamento. Un testo risolutivo riguardo le modalità di applicazione di tale disposizione è infatti necessario al fine di offrire alle singole istituzioni scolastiche quella certezza d’interpretazione che a causa della pluralità di provvedimenti e dichiarazioni in materia era venuta meno negli ultimi mesi.

Relativamente alle disposizioni maggiormente controverse del Regolamento in oggetto, e cioè quelle contenute all’interno dell’art. 7 del presente regolamento, il Msac ribadisce la propria posizione circa la necessità di non vanificare gli sforzi compiuti dal Forum delle Associazioni Studentesche per il raggiungimento di una posizione quanto più condivisa possibile tra le associazioni al fine di contemperare le esigenze di fermezza e di rigore nei confronti di comportamenti lesivi della dignità della persona, le esigenze di garanzia nei confronti degli studenti contro eventuali abusi delle norme in oggetto e le esigenze di autonomia di valutazione da parte dei docenti.

Per tale motivo ci appare pienamente condivisibile il comma 2 dell’art. 7 nel suo punto a) nella misura in cui tale enunciato circoscrive la possibilità di assegnare un voto di comportamento inferiore ai sei decimi limitandola agli studenti che si sono resi responsabili dei gravi comportamenti previsti dai commi 9 e 9bis dell’art.4 dello Statuto degli Studenti e delle Studentesse.

Apprezziamo poi fortemente il richiamo all’art. 21 della Costituzione operato all’interno dell’articolo, al comma 3, nella previsione esplicita dell’impossibilità di applicare sanzioni a chi manifesti la propria opinione. Relativamente a tale punto però ci sembrerebbe più opportuno integrare tale disposizione con l’espressione “In alcun modo la valutazione del comportamento può essere negativamente influenzata dalla libera manifestazione delle proprie opinioni”, con un più ampio riferimento non solo al divieto di sanzioni ma altresì al divieto di una valutazione che tenga conto in negativo di tali manifestazioni.

Proprio per tali ragioni sopra esposte, non possiamo non esprimere alcune perplessità invece circa il punto b) del comma 2 del presente articolo, nella misura in cui con il generico richiamo alle violazioni dei doveri di cui ai commi 1, 2, e 5 dello statuto, si fornisce ai consigli di classe una discrezionalità eccessiva nel prevedere ipotesi di comportamenti che causano l’assegnazione di un voto insufficiente per quanto riguarda il comportamento. Al contempo, attraverso tale previsione, si elimina il requisito della sospensione oltre i 15 giorni precedentemente previsto come indispensabile per l’assegnazione di un voto di condotta non sufficiente.

A tal proposito, non possiamo che esprimere la necessità di garantire gli studenti contro eventuali abusi della norma in oggetto.

Il consiglio dei Ministri approva il regolamento sul Voto in condottaIl

Il Ministro MariaStella Gelmini

Il Ministro MariaStella Gelmini

Carissmi Msacchini,

nella mattinata di oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva “uno schema di regolamento che coordina le disposizioni vigenti in materia di criteri per la valutazione degli studenti,. La valutazione complessiva, fino ad oggi legata all’apprendimento, terrà conto anche del comportamento degli studenti quale elemento essenziale del processo formativo e requisito di base per l’ammissione agli anni successivi ed agli esami di Stato”. Come ormai previsto, lo schema di provvedimento prevede che il voto di condotta concorra all’attribuzione dei crediti (=farà media); All’interno del testo una novità: per avere il 5 in condotta bisognerà essere già stati puniti con una sanzione disciplinare (anche una nota).

Questi i nuovi criteri per l’attribuzione del voto in condotta:

Il 5 in condotta comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato e concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. L’insufficienza sarà attribuita dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e cioè nei seguenti casi:

• allo studente che non frequenta regolarmente i corsi e non assolve assiduamente agli impegni di studio;

• a chi non ha nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale della scuola e dei compagni il dovuto rispetto;

• a chi non osserva le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti;

• agli alunni che non utilizzano correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici;

• a chi arreca danno al patrimonio della scuola.

Per prendere un’insufficienza in condotta, comunque, si deve aver già preso una sanzione disciplinare. Se il comportamento indisciplinato si ripete l’insegnante con il collegio dei docenti può decidere per l’attribuzione del 5.

Il regolamento introduce, inoltre, la valutazione con il voto numerico per tutte le materie e in tutte le scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Sul testo verrà acquisito il parere del Consiglio di Stato. (Fonte: www.governo.it)

Vi riportiamo anche il link al sito del governo dove potete vedere la conferenza stampa del Ministro Gelmini al termine del Consiglio dei Ministri:

http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=42304

Beh, che ne pensate?? Attendiamo come sempre un vostro parere

Arriva il cantiere del movimento!

Carissimi amici,

Come vi va la vita? Siete pronti per  il prossimo sogno msacchino?  L’appuntamento è per il 24-26 aprile 2009 a Castellammare di Stabia e ci incontreremo per vivere insieme la Mo.Ca 2009, il cantiere del movimento! La scommessa è alta: parlare di scuola in un tempo di gradi cambiamenti legislativi, con l’obiettivo di contribuire attivamente al dibattito in corso.

Il grande movimento partecipativo dello scorso autunno ci ha sollecitati fortemente. Abbiamo visto gli studenti impegnati per un interesse comune e animati da un rinnovato slancio di responsabilità e protagonismo, capaci di sogno, di progetto.

In quei giorni difficili si è consumato così un segno partecipativo che è stato certamente prezioso, ma vediamo il rischio che quell’ondata di entusiasmo, sottoposta alle intemperie delle facili strumentalizzazioni e banalizzazioni, possa lasciare dietro di sé una scia di disillusione e rassegnato ritorno tra i banchi, nella fatalistica convinzione che poco si possa incidere nel proprio quotidiano su cambiamenti che sono troppo al di sopra delle teste di chi li vive. Proprio per questo pensiamo di avere qualcosa da dire a tutti gli studenti, proprio per tali ragioni il MSAC sente forte in questo momento il bisogno di riaffermare uno stile d’impegno e di partecipazione che sente possibile e quotidiano, che non crede sia “tempo perso”, che sa che può essere incisivo. Vogliamo allora dire agli studenti che non c’è da dare ascolto – per citare Gaber – a chi dice che “non è più il momento”, ma che il momento è sempre, ogni giorno.

Avendo più volte partecipato alle audizioni parlamentari convocate presso le commissioni cultura della Camera e del Senato, sentiamo la responsabilità di approfondire il nostro studio della legislazione scolastica e vogliamo rilanciare con l’aiuto di tutti la riflessione sulla scuola, offrendo il nostro contributo serio e coscienzioso alla riforma dell’istituzione.

Il titolo del convegno sarà “La scuola in testa!”: vogliamo mettere infatti la scuola in testa alle priorità del paese, riaffermare con forza la centralità strategica e progettuale dell’istituzione scolastica per il futuro della società italiana, ma soprattutto vogliamo che risorse economiche, ma innanzitutto culturali e pedagogiche, vengano investite in questo progetto di ristrutturazione, in questo “cantiere” di riforma. Un cantiere da troppi anni rimasto aperto, mentre generazioni di studenti ed insegnanti hanno continuato a viverci e svolgere, nello spazio ingombro dei calcinacci di ogni riforma approntata e poi disfatta, il proprio compito educativo. Vogliamo allora mettere su carta la scuola che “abbiamo in testa”, vogliamo dare carne ai nostri progetti, ai nostri sogni, vogliamo dare voce alle nostre proposte. E “vogliamo metterci testa”, cioè pensarci sopra seriamente, offrire un impegno di studio, di approfondimento, un contributo studiato, preparato, elaborato in collaborazione con esperti e altre voci del mondo della scuola.

In questo cantiere pensavamo allora di affrontare tre ambiti legislativi: organi collegiali, perché proprio in questi giorni è in corso il dibattito intorno ai disegni di legge presentati per la tanto sospirata e attesa (dal ’74) riforma di questi organi partecipativi; diritto allo studio perché le disparità esistenti tuttora tra i servizi offerti dalle differenti regioni reclamano al più presto l’intervento e la definizione di una legge quadro che garantisca standard minimi per tutti, didattica infine, perché la riforma dei saperi è quanto di più disatteso e ancor più prioritario per mettere mano alla scuola

Ci aspetta allora un cantiere zeppo di idee e di progetti, ma soprattutto zeppo di sogni. Nei prossimi giorni vi invieremo del materiale per prepararci al meglio all’appuntamento della Mo.ca. In attesa allora di riabbracciarvi a Castellammare di Stabia (Napoli) a fine aprile vi raccomandiamo di iscrivervi numerosi (potrà essere l’occasione anche per “contagiare” di MSAC le diocesi che ancora non conoscono il movimento) e vi auguriamo un buon tempo di quaresima.

Fortissimamente vicini!

Saretta Marotta

Don Nicolò Tempesta

Segretaria Nazionale MSAC

Assistente Nazionale MSAC

Cittadini di sana e robusta Costituzione

A settembre del prossimo anno i nostri Pierini si ritroveranno una novità tra le materie del proprio curriculum scolastico. Si chiama Cittadinanza e Costituzione e sarà studiata dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, dalle medie alle superiori. Annunciata già a fine ottobre 2008 con la legge 169 che l’ha introdotta nei programmi di tutte le scuole di ogni ordine e grado, da ieri mattina (4 marzo) la nuova materia scolastica ha “linee d’indirizzo” ben delimitate per ciascun percorso scolastico, linee che, pur nel rispetto del principio dell’autonomia didattica delle scuole, ne determinano dettagliatamente i contenuti e gli obiettivi di apprendimento. Presentandola a Palazzo Chigi, alla presenza del Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, ed don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha assicurato: “non sarà la vecchia ora di Educazione civica, ma un’ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione“.

Una dichiarazione d’intenti che suona più come un buon auspicio piuttosto che come esauriente spiegazione, ma per orientarsi meglio viene in soccorso l’atteso documento d’indirizzo, presentato per l’appunto il 4 marzo.

Innanzitutto “verrà utilizzato il monte ore dell’orario scolastico, senza aggiunte” – ha detto la Gelmini – “quello che si chiede agli insegnanti è uno sforzo congiunto, una sinergia per offrire l’educazione ai principi costituzionali”. 33 ore annuali dunque, un’ora a settimana, che saranno ricavate dall’attuale orario delle aree storico-geografica per il primo ciclo e storico-sociale per medie e superiori. Il fatto che non si tratti di una riedizione spolverata dalla vecchia educazione civica o dell’interdisciplinare e trasversale “educazione alla convivenza civile” introdotta tra gli OSA (obiettivi scolastici di apprendimento) della Moratti, dovrebbe assicurarlo il fatto che la nuova materia avrà anche una valutazione autonoma e specifica.

Il che vuol dire, da parte degli studenti, che Citt. e Cost. fa media e va studiata al pari delle altre materie, mentre da parte dei docenti il suo insegnamento non è più lasciato alla loro discrezionalità. Una buona differenza rispetto al passato, dunque, che può in qualche modo farci ben sperare.

Per Luciano Corradini, pedagogista e presidente della commissione che ha elaborato le linee guida della nuova materia, è proprio perché la vecchia educazione civica era ininfluente sul profitto degli studenti, che essa era rapidamente scivolata nella marginalità: “Finalmente viene previsto uno specifico tempo scuola per consentire ad un docente, sia egli di storia, di filosofia o di diritto, di sviluppare con perizia didattica l’insegnamento e l’apprendimento della costituzione come disciplina autonoma e di trovare intese con i colleghi, perché ciascuno concorra, come educatore e come titolare della sua disciplina, a quell’educazione civica, che abbiamo chiamato ‘educazione alla cittadinanza e cultura costituzionale’”. Attraverso insomma lo strumento del tempo dedicato e della valutazione distinta, così come perseguito in altri paesi come la Spagna, si dà rilevanza sociale a questo specifico sapere culturale. E gli effetti saranno valutabili alla fine del prossimo anno scolastico.

Il secondo sostantivo che denomina la nuova materia di studio determina la vera innovazione del provvedimento. Raccogliendo gli innumerevoli appelli del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo studio della Costituzione entra nelle scuole dal portone principale, saltando l’iter delle tradizionali finestre tra un buco e l’altro nel programma di tal o tal altra disciplina. Quest’ingresso lo compie anche attraverso l’apertura delle scuole a “testimoni”: dalle forze di polizia ai carabinieri, alle associazioni ambientaliste e antimafia, perché ci sarà spazio anche per l’educazione ambientale, ai sani stili di vita e ad una corretta alimentazione.

Dal decreto Moro del 1958 che introdusse per la prima volta l’insegnamento dell’educazione civica, siamo forse ad un punto di svolta che non può non farci che ben sperare per i nostri studenti, i nostri Pierini. In ultima analisi, anche i decreti delegati del ’74, quelli che introdussero forme di partecipazione democratica alla vita delle scuole (gli Organi collegiali, per intenderci), così come lo Statuto delle studentesse e degli studenti, sono da inserire in questa storia di nobili tentativi e buoni propositi, e la nuova disciplina tende a rilanciare, tra le altre cose, quali la valutazione del comportamento non solo in chiave sanzionatoria, ma anche come mezzo per premiare l’apprendimento del “convivere civile”, proprio questo strumento partecipativo, come pure il ruolo delle associazioni studentesche, mettendo in evidenza come la scuola non possa vivere senza la partecipazione attiva e propositiva di tutti i soggetti che la compongono, compresa la componente degli studenti. “L’esercizio della democrazia, infatti, – recita il documento d’indirizzo preparato dalla commissione Corradini – è un diritto-dovere che va appreso e praticato giorno per giorno fin dalla più giovane età”. “La scuola – continua il documento – è la palestra ideale di questa pratica, quando sviluppa nella persona che apprende la consapevolezza dei propri percorsi formativi e favorisce e sostiene un processo relazionale finalizzato alla crescita globale, nella convinzione che le ragazze e i ragazzi, attraverso l’assunzione di responsabilità partecipative, si educhino al confronto ed imparino le regole fondamentali del vivere sociale.”

Ai posteri, ovvero gli studenti del prossimo anno, di ogni ordine di studi, valutare se si è fatto onore alle buone intenzioni e se la scommessa sarà stata finalmente vinta.

Reggio Calabria si muove!

pubblichiamo qui l’articolo inoltratoci dal circolo diocesano MSAC di Reggio Calabria, che nel mese di dicembre ha organizzato col Consiglio diocesano di AC e col settore giovani una festa MSAC per tutti i giovanissimi studenti della diocesi…. dal titolo, appunto, “Mi piaci se ti muovi!”. come ci racconta Amos, del sg diocesano “La parte più bella – devo dire – è stata la partecipazione dei msacchini nella preparazione delle festa e il loro darsi da fare perché tutto andasse per il meglio; si sono presi a cuore tutti gli aspetti della festa con grande entusiasmo e cura”. Allora in bocca al lupo al MSAC di Reggio C. In MSAC we trust! Oh- yeah!

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Festa MSAC 2008 di Reggio Calabria: MI PIACI SE TI MUOVI!

Il 13 dicembre scorso più di 200 ragazzi, provenienti da ogni parte della città e da ogni scuola, si sono ritrovati nell’aula magna del liceo artistico “Mattia Preti” per l’annuale incontro organizzato dall’equipe del Movimento Studenti, la festa MSAC 2008!
Questa volta il tema dell’incontro è stato piuttosto particolare e divertente, basato sul famosissimo film Madagascar: Mi Piaci Se Ti Muovi!!! Tutti vi starete sicuramente chiedendo che relazione c’è tra un cartone animato e noi studenti; ebbene, è inutile negare come noi giovanissimi, al sicuro nel nostro gruppo e nella nostra parrocchia, siamo spesso frenati, durante la nostra vita scolastica, nell’esprimere il nostro punto di vista, le nostre idee, i nostri sentimenti dalle paure più varie rimanendo, quindi, nascosti e inermi davanti alla realtà quotidiana di cui dovremmo, invece, essere i protagonisti. E così, i ragazzi del MSAC hanno ben pensato di organizzare un momento per “svegliarci” e dare vita alle nostre sensazioni e alle nostre idee, sotterrate dalla montagna di pregiudizi e paure di cui ognuno di noi è vittima.
Quindi, verso le quattro del pomeriggio, dopo un breve momento di festa tutti insieme, la festa MSAC ’08 inizia ufficialmente con una bellissima e sentita preghiera comunitaria, per poi dare spazio al discorso di benvenuto del Presidente dell’Azione Cattolica, Ettore Triolo, e dell’Assistente del Settore Giovani e del Movimento Studenti, don Gaetano Galatti. Segue un divertentissimo video di presentazione
del Movimento, per poi entrare nel vivo della festa con un videoclip che ne presenta il tema, prendendo in prestito alcune immagini dal film Madagascar, nel momento in cui gli animali protagonisti sentono il bisogno di evadere dallo zoo dove si sentono prigionieri ma hanno paura di ciò che c’è oltre il cancello. Dopo aver individuato e analizzato le paure che incontriamo nell’ambiente scolastico grazie al contributo della nostra carissima amica, la prof.ssa Giovanna Canale, via ai gruppi di studio per “processarle” una volta per tutte, dividendoci all’interno di ognuno in tre sottogruppi, proprio come in un vero tribunale (accusa, difesa e corte). Infine, ci riuniamo nuovamente per preghiera finale, ringraziamenti e distribuzione dei gadget, un piccolo segno della festa. Anche questa volta i ragazzi del MSAC hanno svolto un lavoro impeccabile e adesso, analizzate e sconfitte le nostre paure, non rimane che metterci in………MOVIMENTO!!!

Boom di 5 in condotta

 

ROMA (1° marzo) – Il 5 in condotta ha fatto strage nel primo quadrimestre. E le lingue battono la matematiche nelle insufficienze. Sono i dati del ministero dell’Istruzione che segnala come ci siano «più insufficienze rispetto all’anno scorso: al termine degli scrutini del primo quadrimestre, infatti, nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). Il 28% degli studenti non ha riportato insufficienze. L’anno scorso erano il 29,7%. 


Più insufficienze nei professionali. Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali e nelle regioni del Centro Sud. Sud che ha anche il record dei 5 in condotta. Nei professionali i rendimenti più scarsi con l’80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d’arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%). Gli studenti «più bravi» sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze (lo scorso anno il 67,4% aveva avuto voti negativi). Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Ma le insufficienze al sud crescono. 

Le lingue battono la matematica. Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Per quanto riguarda i 5 in condotta, sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. Meno indisciplinati nei licei classici e negli scientifici Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento. 

Più indisciplinati al Sud. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud, seguono le isole, il centro e poi il nord. Nella scuola media i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).

(da Il Messaggero-1 marzo)

 

Cari Msacchini cosa ne pensate??? Siete anche voi fra gli studenti che hanno avuto il 5 in condotta?? Ne conoscete?? Cosa pensate di questi dati??

3, 2, 1 …. Via alla discussione!