Archivio mensile:aprile 2011

A proposito di storia a scuola…

Al XIV congresso MSAC, l’ultima mattina è stata dedicata al tema dell’insegnamento della storia nella scuola superiore. Ed è proprio di ieri la polemica scaturita da una richiesta di dodici parlamentari del Pdl di attivare una commissione d’inchiesta sui libri di testo scolastici, accusati di essere di parte

Vi incolliamo qui un articolo di tuttoscuola. commentate!

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La storia di parte

La notizia di scuola su cui si focalizzano da ieri sera agenzie di stampa e giornali è la richiesta, da parte di 19 deputati del Pdl, capitanati da Gabriella Carlucci, di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta “sull’imparzialità dei libri di testo scolastici”.

Nella richiesta, i parlamentari della maggioranza si chiedono se possa “la scuola di Stato, quella che paghiamo con i nostri soldi, trasformarsi in una fabbrica di pensiero partigiano” e fanno alcuni esempi dei testi incriminati.

Vediamoli dunque questi esempi: ne ‘La storia’ di Della Peruta-Chittolini-Capra, edito da Le Monnier, si descrivono “tre personaggi storici: Palmiro Togliatti ‘un uomo politico intelligente, duttile e capace di ampie visioni generali'; Enrico Berlinguer, ‘un uomo di profonda onesta’ morale e intellettuale, misurato e alieno alla retorica'; Alcide De Gasperi ‘uno statista formatosi nel clima della tradizione politica cattolica’“.

In ‘Elementi di storia’ di Camera-Fabietti, edito da Zanichelli, si legge “l’ignominia dei gulag sovietici non è dipesa da questo sacrosanto ideale (il comunismo), ma dal tentativo utopico di tradurlo immediatamente in atto o peggio dalla conversione di Stalin al tradizionale imperialismo”.

In ‘Storia’, volume III, di De Bernardi-Guarracino, edito da Bruno Mondadori, si trova scritto che dal 1948 “l’attuazione della Costituzione sarebbe diventato uno degli obiettivi dell’azione politica delle forze di sinistra e democratiche“.

Per andare a tempi più recenti, i parlamentari del Pdl citano di nuovo il volume ‘La storia’ di Della Peruta-Chittolini-Capra, edito da Le Monnier, che così descrive l’allora Partito democratico della sinistra: “Il Pds intende proporsi come il polo di aggregazione delle forze democratiche e progressiste italiane” con “un programma di riforme politico sociali miranti a rendere più governabile il Paese“.

Tra i passi incriminati si cita anche la descrizione che ‘L’età contemporanea’ di Ortoleva-Revelli, edito da Bruno Mondadori, fa di Oscar Luigi Scalfaro: “Dopo aver abbandonato l’esercizio della magistratura per passare all’attività politica nel partito democristiano” si è segnalato “per il rigore morale e la valorizzazione delle istituzioni parlamentari“.

Ancora: il manuale ‘Elementi di storia’ di Camera e Fabietti descrivono l’attuale presidente del Pd, Rosy Bindi, come la “combattiva europarlamentare” che, ai tempi della militanza nella Democrazia cristiana, sollecitava ad “allontanare dalle cariche di partito” tutti “i propri esponenti inquisiti“.

Lo stesso testo afferma che, nel 1994, “con Berlusconi presidente del Consiglio, la democrazia italiana arriva a un passo dal disastro“. Secondo gli autori, “l’uso sistematicamente aggressivo dei media, i ripetuti attacchi alla magistratura, alla Direzione generale antimafia, alla Banca d’Italia, alla Corte costituzionale e soprattutto al presidente della Repubblica condotti da Berlusconi e dai suoi portavoce esasperarono le tensioni politiche nel Paese“.

tuttoscuola.com

Souvenir del XIV Congresso

di Simone Esposito
Il “buon sangue” non può mentire. Cento anni di storia msacchina, radicati in più di centoquarant’anni di vita dell’Ac, dicono tante cose: passione per la scuola, impegno per la città, servizio per la Chiesa, testimonianza cristiana e civile nei confronti degli altri studenti. E i ragazzi (tanti, in rappresentanza dei tantissimi che animano il Msac nelle scuole di tutta Italia) che hanno partecipato, da venerdì a domenica scorsa, al XIV Congresso nazionale del Movimento, questo “buon sangue” ce l’hanno nelle vene. Con la semplicità e l’irruenza della loro età, gli studenti dell’Ac ancora una volta non si sono tirati indietro, e hanno raccolto la sfida della responsabilità che l’intera Azione Cattolica affida loro: quella di essere presenza significativa e appassionata dell’associazione nella scuola e tra i compagni di classe.
Questa responsabilità gli studenti dell’Ac l’hanno esercitata in tutti i momenti di questo Congresso (intitolato, appunto, “Buon sangue non mente. Cent’anni di passione per la scuola e per il Paese”). Hanno cominciato venerdì scorso con l’incontro alla Corte costituzionale con il presidente della Consulta Ugo De Siervo, che aveva invocato la necessità della partecipazione dei ragazzi alla vita sociale e politica del Paese: «Ciò che deve spingere i giovani all’impegno nelle istituzioni e per il bene comune è l’insoddisfazione, la scontentezza per ciò che non ci piace del presente, perché non si ripeta nel futuro». Un appello subito raccolto da, Saretta Marotta, la Segretaria nazionale uscente, che ha sottolineato come «nonostante la nostra Italia fatichi ancora a sentirsi appieno una comunità nazionale e abbia in parte perso la fiducia nel futuro e in noi giovani, noi studenti continuiamo a credere nella scuola e vogliamo spenderci per essa e, tramite essa, per l’intero Paese. Chiediamo alle istituzioni di credere nella nostra voglia di partecipazione, di prenderci cura del bene comune». E questa voglia di partecipare i ragazzi hanno continuato a dimostrarla discutendo della “scuola migliore” con il professore-scrittore Domenico Starnone, e dell’importanza della storia a scuola con l’insegnante Maila Archetti e il ricercatore Roberto Parisini.
Ma soprattutto, i ragazzi del Msac hanno esercitato pienamente la loro responsabilità democratica, discutendo fin nei dettagli e votando il documento congressuale ed eleggendo i quattro nuovi membri dell’Equipe nazionale (auguri a Laura di Alghero, Biagio di Padova, Vincenzo di Andria e Rosathea di Ragusa) e la nuova Segretaria nazionale. Un impegno che dimostra quanto la scelta democratica dell’Ac sia un valore per anche per i giovanissimi, che sono in grado di testimoniare quanto essa non sia il rito svuotato di senso al quale troppo spesso danno vita gli adulti di questo Paese.
Ora il Movimento si rimette in marcia. A guidarlo nel prossimo triennio c’è una nuova faccia nuova: quella (molto commossa, al suo debutto!) di Elena Poser del Msac di Aosta. Ma il “buon sangue”, quello è lo stesso di sempre.

Faldone P&D on line secondo quadrimestre

Social Network: l’impegno sociale a scuola

E’ questo il titolo della quarta tappa della proposta formativa MSAC 2010/2011. Questo faldone vuole sognare “una scuola che si impegna”, una scuola che faccia dell’attenzione alle problematiche sociali un punto imprescindibile della sua offerta formativa.

Le schede di questo faldone sono tre, ed ognuna si occupa di un diverso ambito di impegno che può interessare la scuola. La prima riguarda il problema energetico e del riciclo. Anche se per alcuni questa tematica può sembrare una minestra scaldata, ci sono tantissime scuole e zone d’Italia in cui questa non è nemmeno una preoccupazione. Cos’è l’energia? Da dove si ricava? Che peso può avere il riciclo nella politica energetica di uno stato e di una città? Come può contribuire la scuola a questa “buona battaglia”?

La seconda scheda riguarda la donazione degli organi. Succede che ci si interessi di questi temi solo quando si viene toccati in prima persona. La disponibilità di persone che rinunciano ad una piccola parte di sé per la vita degli altri è sempre necessaria, l’esigenza medica di disponibilità è costante. Tuttavia a causa dell’ignoranza del problema, della disinformazione riguardo alle modalità e ai rischi della donazione, sono sempre troppo poche le persone che si prestano a donare gli organi.

Infine, la terza scheda mette a tema l’orientamento al lavoro. Questa tematica non è slegata dal mondo della scuola superiore, e neppure riguarda soltanto gli istituti tecnici e professionali. La scuola, in quanto istituzione che prepara ad affrontare il futuro, non può esimersi dal preparare gli studenti ad affrontare il mondo del lavoro. Prepararsi al mondo del lavoro non significa soltanto trasmettere conoscenze spendibili “sul mercato”. Significa innanzitutto dare agli studenti un “senso” del lavoro, un modo di intendere la professione. Questo perché il lavoro è una attività fondamentale dell’essere umano, e dato il peso che questa attività occupa, fraintenderne il significato è un grande rischio. Per questo è necessario che la scuola pubblica abbia questa attenzione, e non passi la palla alle università piuttosto che al volontariato delle associazioni.

Questi sono solo alcuni dei possibili ambiti in cui la scuola può impegnarsi.

La sfida contenuta in questo faldone è grande, e di sicuro non è facile. Si tratta di fare nascere e crescere una sensibilità, sia tra gli studenti sia tra i professori della scuola ed i dirigenti scolastici. Si tratta di attivare un “social network”, una rete di attenzioni sociali all’interno della scuola, per trasmettere sensibilità e attivare operazioni. Si tratta di mettere all’attenzione problematiche reali, che prima o poi dovranno essere affrontate. Si tratta non solo di attivare noi stessi e i nostri compagni di banco, ma di attivare la scuola stessa, di darle nuovi obiettivi e nuovi impegni, di darle un nuovo slancio. Buon lavoro!

SCARICA IL FALDONE!!!!

Bozza definitiva XIV Congresso nazionale

CARISSIMI, ECCO LA BOZZA DEL DOCUMENTO CONGRESSUALE, PRONTA PER GLI EMENDAMENTI E LA VOTAZIONE DEFINITIVA IN CONGRESSO

Rispetto alla prima versione, è stata modificata dall’Equipe nazionale  recependo alcune delle indicazioni ricevute in proposito dai circoli attraverso i pareri inviati nel mese di febbraio

INVITIAMO TUTTI I DELEGATI A LEGGERE IL TESTO PRIMA DI VENIRE A ROMA PER IL CONGRESSO!!!

SCARICA L’ULTIMA VERSIONE DEL DOCUMENTO CONGRESSUALE!!!