Archivio mensile:giugno 2013

Stati Generali della Conoscenza – 2° Forum Nazionale

La scuola che verrà? Eccola. E si prova a costruirla insieme.

Roma, 1 giugno 2013. È la data del secondo incontro nazionale degli “Stati Generali della Conoscenza”, una piattaforma che comprende oltre 30 associazioni attive nell’ambito della scuola, dell’università, si occupano di educazione e di istruzione e che hanno scelto di farsi promotori di un “progetto concreto per la conoscenza”. Queste associazioni arrivano da cammini diversi, ma hanno scelto ormai tre anni fa di unirsi per dire una parola comune sul tema della conoscenza, consapevoli che più voci in coro possono arrivare dove singole voci dissonanti non riuscirebbero a farsi ascoltare (per saperne di più, www.statigeneralidellaconoscenza.it) .

Questo appuntamento, che ha coinvolto, dunque, sia gli operatori che i fruitori stessi della conoscenza, è stato utile per rivedere il documento frutto del lavoro fatto durante il primo Forum nazionale, avvenuto nel 2011, ma soprattutto per continuare questo cammino di confronto e approfondimento di alcune tematiche cardine, cioè gli ambiti e gli obiettivi da condividere e da raggiungere. Per primi i diritti: la possibilità di accedere ai più elevati gradi d’istruzione è oggi, un elemento imprescindibile in termini di libertà dalla precarietà e di autonomia di decisione dei propri percorsi di vita. In secondo luogo, l’apprendimento permanente, ovvero la garanzia per tutti della possibilità di apprendere durante l’intero corso della vita, che è poi la chiave per una cittadinanza attiva. Cosa, questa, che servirebbe anche a rendere partecipi tutti dei profondi e rapidi cambiamenti della società. Scuole ed università nuove e di qualità, per ottenere le quali, occorre rivedere i processi e le modalità della conoscenza e ripensare metodologie più efficaci per lo sviluppo di competenze di cittadinanza. Inoltre, la scuola e l’università del futuro dovrebbero essere non inclusive, ma aperte, gratuite, garantite oltre che al passo con le nuove tecnologie. Si tratta di un progetto di scuola che non perde mai di vista la centralità dell’istruzione pubblica. Infine sviluppo e occupazione, al fine di trovare una rinnovata sinergia tra conoscenza, lavoro e sviluppo. Tutto questo ripensato sempre a partire da un progetto di sostenibilità e di equità economica e sociale. Si tratta di obiettivi da raggiungere entro il 2020, ma che si concretizzeranno in una proposta vera, coerente rivolta alla politica perché la convinzione è che la politica deve ripartire dall’investimento nella conoscenza o per l’Italia non può esserci un futuro di innovazione, di sviluppo, di crescita. “È proprio la cultura che sveglia le coscienze, la cultura è premessa e garanzia della nostra libertà. La cultura è ciò che ci rende liberi, è fondamentale per la salute della democrazia nel nostro Paese. Mortificare la cultura vuol dire rendere la democrazia molto pallida”. Cosi, Don Ciotti, presidente di Libera (una delle associazioni che fanno parte degli Stati Generali), ribadì durante il primo Forum il legame profondo tra cultura e politica, ciò che fa da sfondo al progetto.

Il secondo Forum nazionale si è dato ora una missione: allargare il dibattito sulla conoscenza anche a livello locale, mediante l’organizzazione di eventi tematici in tutta Italia durante il prossimo anno. Al link http://www.statigeneralidellaconoscenza.it/?p=435 è possibile trovare la documentazione e la relazione introduttiva dell’evento.

Rosathea

Le associazioni studentesche incontrano il ministro Carrozza: report dal primo Forum della nuova legislatura

Ragazzi, ci siamo. Dopo la lunga parentesi tra la caduta del governo Monti in dicembre, le elezioni di febbraio, la faticosa nascita del governo Letta alla fine di aprile e il primo mese di ambientamento, le attività dei ministeri ripartono spedite. E anche il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (MIUR) si rimette in moto.

Il ministro Maria Chiara Carrozza ha voluto incontrare nel tardo pomeriggio di ieri i rappresentanti delle associazioni studentesche. Come sapete le sette associazioni maggiormente rappresentative (Movimento Studenti di Azione Cattolica; Movimento Studenti Cattolici; Movimento Studentesco Nazionale; StudiCentro; Federazione degli Studenti, Unione degli Studenti, Rete degli Studenti Medi) siedono a un tavolo consultivo ministeriale, con la funzione di portare la voce dei ragazzi aderenti alle associazioni direttamente al Ministro, e di formulare proposte condivise pur partendo da diverse sensibilità.

Il Forum col ministro è stato preceduto da un incontro tra le associazioni e la dottoressa Boda, che è la responsabile della “Direzione generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione”. Ci ha sottolineato una duplice urgenza: di una situazione economica drammatica, che richiede risposte in tempi quanto più brevi; e di una situazione politica eccezionale, per cui occorre velocizzare i tempi delle decisioni fintanto che il ministro è nella pienezza delle sue funzioni. La risposta delle associazioni è stata compatta: dal momento che esistono alcune questioni prioritarie già individuate durante il ministero di Profumo, e bruscamente interrotte dalla fine dell’esperienza governativa precedente, siamo tutti d’accordo nel riprendere le proposte già formulate e nel presentarle quanto prima al Parlamento. In particolare, i due temi fondamentali di lavoro sono l’edilizia scolastica e il diritto allo studio. Quanto all’edilizia, occorre formare un coordinamento tra Ministero e province per individuare le emergenze su cui stanziare i fondi che verranno destinati alla messa in sicurezza delle scuole; per fare questo è necessario completare quanto prima l’anagrafe con lo stato di salute delle scuole italiane. Invece sul tema del diritto allo studio, il Forum aveva già presentato una proposta di legge che però si era bloccata nella Commissione parlamentare dedicata a cultura, scienza e istruzione. La proposta di legge prevede che siano stabiliti livelli generali di prestazioni richiesti a tutte le scuole del Paese, così da garantire effettivamente che non ci siano disparità regionali o locali tra le scuole di tutta Italia. Se la discussione della proposta di legge sarà calendarizzata velocemente in Commissione Cultura, aumentano le probabilità che la legge sul diritto allo studio venga promulgata già nei prossimi mesi.

E viene il momento dell’incontro col ministro. Siamo in un salone elegantissimo al secondo piano del MIUR, in viale Trastevere. Il ministro entra, ci saluta uno per uno, si presenta. Si dice provata da una giornata in cui ha incontrato i rappresentanti dei genitori, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) e l’Unione delle Provincie d’Italia (UPI) e ha dovuto rispondere alle polemiche sulla questione dei cosiddetti “bonus maturità” (http://www.repubblica.it/scuola/2013/06/02/news/scuola_ministro_carrozza_su_bonus_maturit-60217898/). Ma ci dice che «è qui per ascoltare», raccogliere le nostre sollecitazioni e portarle al Consiglio de ministri e al Parlamento (dove il ministro sarà ascoltata in audizione giovedì 6 giugno alle 13). Si parte così con il giro di tavolo, in cui ciascuna associazione elenca alcune priorità da sottoporre al ministro. Diritto allo studio ed edilizia scolastica ritornano nelle argomentazioni di tutti; altre questioni riguardano: la rappresentanza studentesca, da ampliare e migliorare; i progetti di alternanza scuola/lavoro e la valorizzazione degli istituti tecnici e professionali; la riforma della didattica, con il riordino dei cicli d’istruzione e lo studio di progetti trasversali che accompagnino gli studenti nei passaggi tra scuole medie e superiori e tra superiori e università; la formazione meritocratica dei docenti; l’innovazione tecnologica; la lotta alla dispersione scolastica; la funzione della scuola come presidio di legalità. Nel suo intervento a nome del MSAC, Elena invita il ministro a proseguire nelle sue visite alle scuole di tutta Italia, per incontrare i ragazzi nei luoghi di vita; ribadisce le priorità espresse dal resto del tavolo, e suggerisce come spunti l’insegnamento a scuola di competenze fondamentali per comprendere il mondo contemporaneo e nello specifico il nostro Paese (ad esempio cenni di economia e insegnamento della Costituzione in tutte le scuole). Riporta poi una priorità emersa dagli aeroplanini di Fiuggi (ricordate?): molti dei ragazzi che il MSAC ha potuto incontrare chiedono insegnanti preparati e che sappiano appassionare alla scuola e al sapere. Per questo è indispensabile puntare sulla formazione constante del corpo docente.

Nel suo intervento conclusivo, il ministro Carrozza ringrazia per la concretezza e l’omogeneità dei temi proposti. Sottolinea (due volte) che priorità di questo governo è la creazione di posti di lavoro per i giovani: anche la scuola sarà coinvolta in questo processo, in particolare perfezionando i percorsi di orientamento in uscita dalla scuola superiore non solo in direzione dell’università, ma anche verso il mondo del lavoro. Il ministro ribadisce con forza che la scuola deve aiutare nel sopperire alle esigenze delle famiglie: in un momento di crisi drammatica, è compito ancora più importante. In conclusione, il ministro ci informa che il Forum sarà chiamato a formulare proposte relative a due eventi che impegneranno il nostro Paese nei prossimi anni: il semestre di presidenza italiana al Consiglio dell’Unione Europea nel 2014 in cui ci sarà l’occasione di esprimersi anche in merito alla youth guarantee (un programma dell’Unione Europea per trovare lavoro ai giovani); e l’Expo di Milano, nel 2015, che sarà anche un’importante occasione partecipativa per tutte le scuole del Paese per mettere “in mostra” i propri progetti e le proposte riguardanti le tematiche dell’Expo (ambiente, nutrizione, ecc..).

La promessa con cui ci lascia il ministro è di rivederci a breve; intanto già la prossima settimana il Forum si riunirà ancora con i responsabili della direzione generale per cominciare a lavorare sulle priorità riconosciute dal ministro. La sensazione è che il ministro Carrozza sia persona pragmatica, poco “politica” e molto concreta, e anche se le sue competenze più spiccate sono sul settore dell’università (fino all’inverno scorso era rettore della Scuola Superiore di studi universitari S. Anna di Pisa) insieme ai suoi sottosegretari e collaboratori si impegnerà per migliorare le condizioni di tutto il ciclo scolastico. L’insistenza con cui ha presentato la priorità di creare posti di lavoro lascia trasparire che su questo tema il Consiglio dei Ministri presieduto da Enrico Letta si sta davvero focalizzando con impegno. Auguriamo a lei per il bene di tutto il Paese di contribuire, dal delicato Ministero di cui è titolare, a questa tematica di drammatica urgenza. E come associazione studentesca, ci impegneremo per rappresentare al meglio gli msacchini e gli studenti di tutta Italia in un passaggio tanto delicato della vita nazionale.