Archivio mensile:ottobre 2014

17 ottobre: le proposte degli studenti al ministro Giannini

Oggi, 17 ottobre, il Forum delle associazioni studentesche ha incontrato il ministro Giannini. Un incontro importante, a metà della consultazione proposta dal governo col documento “La buona scuola” (per chi non lo avesse ancora letto, qui c’è il testo completo e qui la più agile guida riassuntiva scritta dal MSAC).

Le sette associazioni del Forum sono molto diverse tra loro per ideali e attività. Alcune, come il MSAC, sono di ispirazione religiosa; altre appartengono a gruppi politici o sindacali di vari schieramenti. Insieme, tuttavia, abbiamo realizzato un documento condiviso. Un bel segno, nel tempo in cui le urla sono spesso preferite al dialogo. Nel documento esprimiamo al ministro Giannini alcune premesse, e 5 punti condivisi da tutti.

ForumStud

Il ministro ha subito voluto dare due precisazioni, riguardo al nostro documento e a certi slogan emersi nelle manifestazioni delle scorse settimane. Per prima cosa, ha affermato che la consultazione non è “finta”, anzi: al termine dei due mesi, il governo presenterà una proposta aggiornata con le osservazioni emerse durante il confronto. Poi, ha negato ogni intenzione di “privatizzare” l’istruzione: “La buona scuola” parla di attrarre risorse per le scuole anche dai privati, non di consentire ai privati le decisioni sulla governance delle scuole.

Terminata la prima replica del ministro, ogni associazione ha esposto il suo commento su “La buona scuola”. Si sono toccati moltissimi temi: prima di tutto il diritto allo studio (spieghiamo di cosa si tratta qui), poi riforma dei cicli, nuovi saperi, valutazione, insegnanti… Il MSAC, che sta costruendo la sua posizione grazie alle OktoberFest in tutta Italia, ha sviluppato alcune riflessioni che potete trovare qui.

Il ministro ha replicato a lungo a tutte le nostre osservazioni, dimostrando uno spirito aperto al dialogo. Per prima cosa ha sottolineato l’impegno del governo nel dare finalmente più risorse alla scuola, come definito dalla proposta di legge finanziaria pubblicata mercoledì 15 ottobre (vedi foto: 1 miliardo di € per il 2015 e 3 miliardi a partire dal 2016. NB: con la “finanziaria” ogni anno il governo spiega gli accorgimenti di spesa che farà per gli anni successivi; questa proposta è valutata dalla Commissione Europea, e poi viene votata a fine anno dal Parlamento):

Risorse_LBS

Poi, andando per punti, il ministro ha sottolineato:

  • l’impegno già definito per assumere quasi 150.00 docenti, risolvendo il problema storico dei precari. Inoltre, già nel 2015 sarà bandito un concorso per 40.000 nuovi docenti.
  • l’importanza di attuare la vera autonomia scolastica: cioè dare a tutte le scuole le risorse per creare e ampliare la propria “offerta formativa”; ma anche chiedere responsabilità alle scuole nella gestione delle risorse. Dal 2008, con la riforma Gelmini, le scuole hanno avuto sempre meno soldi per ampliare l’offerta formativa: i nuovi investimenti del governo dovrebbero finalmente dare molto più spazio di manovra alle scuole.
  • il ruolo rinnovato dei docenti: ogni scuola avrà un “organico funzionale”, cioè potrà dividere i docenti tra varie attività (non solo lezioni, ma anche progetti, corsi integrativi, percorsi di orientamento…): i docenti saranno poi valutati e, ogni triennio, potranno o meno ricevere un aumento di stipendio (come avrete visto dal parere, il MSAC è contrario a questa proposta).
  • l’impegno per potenziare davvero l’alternanza scuola/lavoro: non perché la scuola diventi un mero “avviamento al lavoro”, ma perché si valorizzi il “saper fare”, oltre al “sapere”, e per ripensare la formazione professionale. Per questo, un impegno specifico sarà dedicato a rimettere in sesto i nostri laboratori.
  • la proposta di rafforzare le «competenze antiche» del nostro Paese (storia dell’arte, musica) ma anche quelle “moderne” (inglese, informatica) in particolare dalla scuola primaria: l’idea è che un pacchetto importante di “competenze di base” va formato fin dalle elementari.

Il governo – ha proseguito il ministro – vuole subito rispondere alle maggiori urgenze; ma non dimentica che, come sottolineato dalle associazioni, una vera “riforma” del sistema scolastico ha bisogno di più tempo. Per questo, l’idea è di agire con un decreto legge per i temi più urgenti come: assunzione dei precari, abolizione delle “supplenze brevi”, inserimento deli nuovi insegnamenti, risorse per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF). Poi, in seguito ci sarà tempo per riprendere altri spunti della consultazione: ad esempio come riordinare i cicli o come modificare l’età di uscita dalla scuola.

Semplificazione e formazione, dice Giannini, sono le vere parole chiave della riforma: perché la scuola va anzitutto “sburocratizzata”, e perché solo con insegnanti che si formano di continuo (formazione permanente, o se preferiamo “life long learning”) potremo fare davvero un salto di qualità.

Nel tardo pomeriggio il ministro ha twittato la sua soddisfazione per il Forum:

Tweet_Giannini

E anche noi possiamo ritenerci soddisfatti dell’incontro. Negli ultimi anni, mai un confronto con un ministro era stato tanto aperto e ampio. Per noi è solo l’inizio, ma un buon inizio (un #giornobuono? Speriamo!). Ora partecipiamo con le OktoberFest in tutta Italia, e coinvolgiamo anche i nostri amici, i compagni di classe, gli insegnanti, le famiglie. C’è ancora tanto tempo per la consultazione, possiamo ancora riempire le nostre scuole di passione e proposte!

Ottobre, le manifestazioni e l’alternativa msacchina

ofmdi Antonella SaracinoSegretaria Msac Bari-Bitonto (Liceo Artistico “De Nittis” Bari)

 

I primi mesi di scuola sono particolari per noi studenti: riprendono le lezioni e tutte le attività dopo una lunga e serena pausa estiva. Come il primo dell’anno, ci poniamo nuovi obiettivi al fine di raggiungerli al meglio e “brindiamo” a nuove avventure tra i banchi di scuola.

Come al solito nella classe non manca nessuno: il classico nulla facente che al passo con le tecnologie adopera nuove soluzioni anti-studio; il lecchino, il quale usa le sue maestrie linguistiche per entrare nelle grazie dei prof.; il noto secchione che passa ore ed ore del suo tempo tra i polverosi libri di scuola. E infine abbiamo un semplice studente, che senza mostrarsi troppo e con dentro una “buona presenza”, vive con passione e speranza i suoi progetti: avete capito di chi sto parlando? Ma certo, è proprio lui… lo STUDENTE MSACCHINO.

Egli sogna una scuola costruita a misura di studente, ovvero fondata sulla condivisione e sul reciproco rispetto, per evangelizzare con semplicità e gioia la sua parola.

È proprio quando inizia la scuola che avvengono importanti cambiamenti, le piazze si riempiono di slogan e scarsa riflessione sulle trasformazioni in atto nella società, provocando esiti negativi sotto i nostri occhi… ed è li che lo studente msacchino scende in campo, pronto a giocarsi l’ennesima partita. In quei 90 minuti in cui i calciatori, vestiti di partecipazione responsabile portano in campo una formazione ricca di valori etici e civili e puntano a fare goal schierando idee, proposte e progetti al fine di riscoprire la dimensione comunitaria della scuola.

Il prossimo 10 ottobre (data annunciata dall’Unione degli Studenti) gli studenti scenderanno in piazza e sul piede di battaglia cercheranno di contrastare le linee programmatiche del Governo.

Ma a cosa serve manifestare? Non sfoghiamoci in piazza, finiremmo con il perdere il seme prezioso del cambiamento e ci negheremmo un diritto fondamentale, che è quello di andare a scuola e seguire una normale attività scolastica. Chi cambia davvero non scende in piazza perché sa che è la via più breve, ma si arma di cultura e testimonianza.

Sappiamo che c’è fame di diritti, di partecipazione e di democrazia ma mettere energie in una manifestazione e non in ciò che dobbiamo fare, è contraddittorio. Torneremo a manifestare, certo. Ma dopo

dopo aver smesso di avere bisogni invece che desideri

dopo aver smesso di lamentarci invece che creare

dopo aver smesso di non studiare

dopo aver smesso di essere indifferenti

dopo aver smesso di studiare ciò che non ci piace «ma non ho alternativa»

dopo aver smesso di guardare la scuola come un luogo di tristezza e monotonia.

 

Allora torneremo a manifestare, ma dopo. Quando si potrà manifestare “a favore”, non “contro”.

È bello pensare ad una scuola con tante differenze di stile e di pensiero, ma unita nella costruzione delle fondamenta per la scuola che verrà, che vince la frammentazione degli interessi particolari e che contribuisce alla formazione di una cittadinanza consapevole.

Attraverso i punti d’incontro che nascono dalla scuola, gli studenti msacchini con la collaborazione di altre associazioni studentesche presenti sul territorio (UdS, Fds , RdS ecc.) e con la partecipazione attiva dei docenti, delle consulte provinciali e degli organi collegiali, contribuiranno nel costruire #labuonascuola. L’insieme degli elementi che emergeranno dalla consultazione costituirà oggetto di una analisi che da un lato contribuirà alla definizione dei contenuti di un decreto legge, dall’altro costituirà l’attuazione stessa del piano de “La Buona Scuola”.

Non perdiamo altro tempo, mettiamoci in discussione e cerchiamo di essere trascinatori e non trascinati.