Tavolo diritto allo studio

La speranza di poter uscire dal Ministero ieri con qualcosa di concreto tra le mani per dare l’avvio all’inter per la realizzazione della legge quadro sul diritto allo studio si poteva scorgere negli occhi di molti rappresentanti delle Associazioni studentesche riunitesi ieri in Viale Trastevere con il ministro. E così, possiamo dire, è stato.

Presenti alla prima riunione del Tavolo sul diritto allo studio (ricostituito dopo diversi tentativi portati avanti dal ministro Fioroni e dal ministro Gelmini andati sempre a vuoto) oltre al ministro Profumo – che ancora una volta si è dimostrato molto attento agli studenti – i rappresentanti del Forum delle associazioni studentesche maggiormente rappresentative (Federazione degli Studenti – FdS, Movimento Studenti di Azione Cattolica – MSAC, Movimento studenti cattolici -MSC, Movimento studentesco nazionale – MSN, Rete degli studenti – ReDS e Unione degli Studenti – UdS ).

Per il Movimento Studenti di Azione Cattolica erano presenti la segretaria nazionale MSAC, Elena Poser, e il delegato ai rapporti con il MIUR del MSAC, Michele Azzoni.

Nel corso della riunione si è affrontato il tema della legge quadro sul diritto allo studio: da parte del ministro è emersa l’assoluta disponibilità a confrontarsi con le associazioni studentesche per trovare il prima possibile una condivisione di punti e di principi da inserire nella legge quadro di prossima stesura. Il testo dovrà delineare le strategie, i principi, i livelli minimi da garantire su tutto il territorio nazionale, ma anche individuare le migliori pratiche già messe in atto dalle diverse Regioni con l’obiettivo di arrivare a designare una strategia generale comune. Il ministro ha infatti evidenziato come la disomogeneità tra le Regioni del nostro paese non aiuti e che sia quindi necessario rendere omogenea la materia su tutto il territorio italiano in uno spirito “più collaborativo e meno autorizzativo”.

Il percorso che vedrà coinvolti studenti, ministro (e tecnici ministeriali) verrà condiviso sia con altre organismi competenti – come auspicato da alcune associazioni studentesche – sia con la Conferenza Stato-Regioni. Profumo ha infatti proposto ai componenti del Forum di individuare un proprio rappresentante che affianchi il Ministro nella sede in cui si discuterà della proposta di legge quadro.

Le varie associazioni hanno sottoposto al ministro le loro proposte (in alcuni casi presentando un documento, come ha fatto il MSAC) da inserire nei principi della legge quadro. Tra le proposte, alcune delle quali hanno già trovato il supporto del ministro – il superamento dei provvedimenti “risarcitori”, l’individuazione di un osservatorio permanente che controlli la piena attuazione della legge quadro e che monitori il tutto, la necessità di alleggerire la spesa delle famiglie per i libri di testo attraverso strumenti quali il comodato d’uso e le nuove tecnologie, il problema dei trasporti (sebbene sia una competenza degli enti locali), la piena integrazione degli studenti immigrati e dei ragazzi con disabilità (con interventi per la rimozione immediata di barriere architettoniche), l’edilizia scolastica (con particolare attenzione al tema delle energie sostenibili e rinnovabili: attualmente il 75% delle scuole son state costruite prima del 1980 e risultano catalogate come Classe G per quanto concerne i consumi energetici; il ministro ha detto di voler portare al più presto le scuole in classe B, sebbene l’UE ci imponga entro il 2020 di avere scuole catalogate classe A o A+), la previsione di percorsi di alternanza scuola-lavoro e collaborazioni part-time, il potenziamento della Carta Io Studio, attraverso un aumento delle agevolazioni, la riorganizzazione delle borse di studio e infine la piena attuazione dell’autonomia scolastica con particolare riferimento alla questione dell’apertura delle scuole nell’orario pomeridiano.

Inoltre il ministro, durante la riunione, ha chiesto di individuare un rappresentante per l’Osservatorio per l’integrazione degli alunni con disabilità (come disposto nel decreto di istituzione dell’Osservatorio): per la prima riunione – fissata per il 10 gennaio alle ore 17 nel Salone dei Ministri presso il MIUR – è stato delegato il coordinatore del tavolo-forum di ieri (Michele per il MSAC).

Al termine dell’incontro poi c’è stato un confronto tra le varie associazioni studentesche per fissare il calendario dei lavori del prossimo mese: per il 19 gennaio è stata fissata la prossima riunione del Tavolo sul diritto allo studio alla quale non parteciperà il ministro ma la dott.ssa Giovanna Boda dell’Ufficio III del MIUR e per il 29 febbraio quella con il ministro Profumo.

Scarica il parere MSAC sul diritto allo studio presentato al ministro.

 

7 pensieri su “Tavolo diritto allo studio

  1. Mario

    ciao a tutti! son davvero contento che ci sia questa voglia di lavorare, sia da parte del Ministro, sia da quella delle associazioni.
    Volevo condividere una riflessione: ho letto che il ministro vuole concordare con gli studenti quelli che saranno i principi del diritto allo studio, cioè i contenuti della cosiddetta “legge quadro”. Credo che un punto su cui il MSAC potrebbe portare una riflessione tanto originale quanto importante possa essere l’ “orientamento” (ho letto che anche nel parere del MSAC sul diritto allo studio questo punto è inserito). L’orientamento è importante secondo me per due motivi:
    1) innanzitutto per garantire la possibilità a tutti di studiare, è necessario non considerare soltanto criteri “economici” e materiali (che, beninteso, sono importantissimi, se non i più importanti). Serve anche che gli studenti siano messi in grado si scegliere la scuola più adatta a loro, valutando sia quelle che sono le capacità e le qualità da valorizzare in ciascuno, sia quella che è la reale offerta formativa della scuola italiana.
    2) e appunto a proposito di questa ultima cosa, credo che l’orientamento sia importante anche per riformare, non solo istituzionalmente, la struttura della scuola italiana. Infatti credo che la scuola italiana sia viziata da un pregiudizio, che forse deriva ancora addirittura dalla struttura della scuola di Giovanni Gentile, che la divideva in due “classi”, la scuola per la classe dirigente, il liceo, e la scuola per gli altri. E penso che oggi la scelta della scuola da frequentare si basi non solo su un raginamento relativo alla offerta formativa, ma anche relativo alla “qualità” dell’insegnamento, alla “livello” della scuola (per intenderci, spesso le scuole professionali e tecniche son considerate il destino degli alunni “peggiori”, mentre i “migliori” vanno al liceo). E di questo processo, non si possono incolpare moralisticamente gli studenti o i genitori di questi, che devono scegliere una scuola superiore. Un orientamento ben fatto e strutturato può essere d’aiuto per ribaltare questa situazione, per rendere la scelta della scuola più consapevole, e non basata su criteri non pertinenti.
    Scusate la lunghezza e se sono riflessioni banali…
    ciao a tutti!

  2. Elena Poser

    carissimo Mario!
    grazie per il tuo commento! Le tue riflessione sono tutt’altro che banali e credo che tutti i msacchini e tutti gli studenti le possano condividere!
    il tema dell’orientamento che abbiamo inserito nel parere e che è stato ripreso anche dalle altre associazioni e dal Ministro stesso (che ha sottolineato come “orientamento” non significhi “promozione”, ma deve dare prospettive) è davvero una questione delicata. Sembra quasi un vaso di Pandora: tutti vorrebbero aprirlo, ma non si sa bene da che parte prenderlo!
    Con le altre associazioni e con il Ministro ci lavoreremo (ci è stato non promesso, ma quasi…) e noi ci dedicheremo molto spazio durante la MoCa che si terrà ad Aprile. Speriamo di uscire con delle proposte concrete e che possano davvero essere utili per gli studenti in entrata e in uscita dalle scuole superiori…
    Naturalmente ogni tipo di suggerimento è ben accetto!

  3. Michele Azzoni

    Carissimo Mario,
    ti ringrazio anche io per le tue riflessioni che saranno molto utili a tutti i msacchini. Circa il punto 2 però mi permetto di condividere con te una mia riflessione. Non sempre è colpa di un cattivo orientamento l’idea che ‘spesso le scuole professionali e tecniche son considerate il destino degli alunni “peggiori”, mentre i “migliori” vanno al liceo’ ma anche di un certo orientamento culturale di genitori che hanno questa idea e impongono questa loro idea ai figli. Penso a molte famiglie con cui ho avuto a che fare dove i genitori mi dicevano “Marco andrà al Liceo perché nella nostra famiglia tutti han fatto il liceo: l’ITIS è per chi non ha voglia di studiare!”: e atteggiamento peggiore credo non possa esserci!
    Detto ciò sicuramente un miglior orientamento può aiutare a far cambiare idea ma prima di tutto è necessaria la disponibilità di molti genitori (e a volte anche di studenti e professori) di mettersi in discussione e scardinare questa idea!
    Mi permetto altresì di dirti che ogni tuo ulteriore suggerimento è ben gradito!

  4. Mario

    Caro Michele,
    sono d’accordissimo con te! è appunto per questo motivo che l’orientamento secondo me è importante. Se ogni genitore (e gli studenti stessi) avessero innanzitutto una buona spiegazione della struttura della scuola italiana (che non è assolutamente detto che debba essere quella attuale), con quelli che sono i contenuti e gli obiettivi formativi di ogni scuola, e se fossero sempre più aiutati a scegliere secondo i giusti criteri, forse potrebbe cambiare qualcosa. è proprio questo retaggio culturale del passato cha va cambiato, e l’orientamento è uno dei mezzi a disposizione per fare questo. Le modalità sono tutte da discutere, e i tempi sicuramente saranno quelli di un processo lungo.

    grazie delle risposte, sia a te che a Elena!
    ciao!

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