Vacanze più corte per gli studenti?

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ieri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenendo a un convegno, ha parlato di come gli studenti italiani potrebbero impiegare il proprio tempo estivo:

« Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. Una discussione che va affrontata. […] I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali, non sono straordinari. […] Anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni». […] Secondo il ministro, infine, non si distruggerebbe un ragazzino se invece «di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro».

Sono dichiarazioni estrapolate da un contesto, ma certamente non molto felici. Parlare di «spostare casse al magazzino» non è esattamente un esempio virtuoso di formazione estiva. Intanto però il Ministro ha posto un tema, quello delle vacanze che in Italia sono più lunghe rispetto alla media europea. Lo dimostra ad esempio il Corriere della Sera, e ne parla anche Repubblica.

Il nostro segretario Gioele, interpellato dal SIR, ha espresso questa opinione:

«C‘è un‘immagine di come i giovani impiegano il tempo estivo che non corrisponde al vero. Ci sono molti giovani che trascorrono i mesi estivi sfruttando questo periodo per il loro percorso di crescita personale mettendosi a disposizione per volontariato, campi scuola, grest. Non poniamo un rifiuto pregiudiziale all‘ipotesi di distribuire diversamente i periodi di vacanza durante l‘anno, anzi una sosta in determinati momenti potrebbe essere positiva. In Francia, per esempio, gli studenti godono di due settimane di vacanza nel periodo di Carnevale. Se anche in Italia si decide di procedere in tal senso, anticipando l‘inizio dell‘anno scolastico e posticipandone la fine, bisogna adeguare gli istituti scolastici che in buona parte al momento non sono in grado di ospitare gli studenti durante il periodo estivo».

Insomma, è un dibattito che si può aprire ma a due condizioni: che venga superato il legame estate-lavoro, ma anzi che siano valorizzate anche le altre attività formative – come il volontariato – in cui molti giovani già s’impegnano; e che, qualora le scuole restassero aperte più a lungo, si proceda prima a renderle “vivibili” anche in estate (quante nostre classi sono già troppo afose a maggio?!).

Che ne pensate? Parliamone!
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6 pensieri su “Vacanze più corte per gli studenti?

  1. Martina

    Personalmente penso che tre mesi di vacanze siano troppi se fatti tutti di seguito perché dopo due mesi uno spesso non sa più cosa fare. Sarebbe un’ottima soluzione fare due mesi di vacanze estive ed aumentare le pause di vacanze durante l’anno, ogni mese una settimana di vacanza. Risulterebbe meno stressante il carico di studio durante l’anno e i due mesi di estate sarebbero più equilibrati.
    Però c’è da considerare anche il fatto che l’estate è un momento importante per la crescita persona dei ragazzi, la scuola ti forma e se penso ai licei la preparazione è più che altro teorica e in estate c’è la possibilità di fare attività di volontariato che spesso consentono di mettere in pratica quanto studiato e aiutano i ragazzi a comprendere qual è il loro posto nel mondo.
    Ora come ora ridurre le vacanze non va bene perché passare sei ore a scuola durante i mesi estivi farebbe solo collassare gli studenti, già a Maggio si fa fatica a respirare in quelle aule!
    Prima si mette la scuola nelle condizioni di supportare questo cambiamento e poi si potrà procede.

  2. michele

    Concordo con il ministro nel dire che le vacanze estive possono essere trascorse svolgendo attività utili alla formazione degli studenti, magari anche attraverso forme di apprendistato nel mese di giugno in modo tale che a luglio e ad agosto si può fare completa vacanza. È anche vero però che ci sono molti ragazzi che si dedicano a servizi di volontariato primi fra tutti i centri estivi che dovrebbero essere riconosciuti come attività di formazione

  3. Giuseppe Russo

    L’estate non rappresenta solo il tempo di creme solari, bagni, spensieratezza e tormentoni da cantare davanti ad un falò la sera di ferragosto, con la sabbia che scorre tra le mani e gli occhi verso il cielo. L’estate è, e deve rimanere, un tempo di formazione umana in cui lo spirito si rigenera e si tempra maggiormente per un nuovo e, si spera, proficuo anno scolastico, riacquisendo linfa vitale. Di certo, non si può negare che oggettivamente tre mesi di vacanza sono più che sufficienti, ma non troppi, ma vanni saputi spendere . E trovo certamente più formativo invogliare i ragazzi ad una scelta consapevole e coscienziosa : loro è il compito di individuare il modo più proficuo per arricchirsi in quei mesi e tornare tra i banchi con vibrante curiosità. È una scelta di metodo, più che di contenuto. Non bisogna, dunque, negare che l’On.Poletti ha espresso un pensiero sacrosanto , ma che va ben interpretato. “Spostare casse in un magazzino” è dignitoso quanto preferire attività di volontariato, laicali e non, attività di ricerca e formazione squisitamente individuali, così quanto preferire godersi quei mesi nel paese natio, tra nomi,volti,colori e odori di un’infanzia passata, da cui però si può ricavare ancora tanto. In sostanza, non sarebbe più conveniente, seppur più impegnativo, educare gli “scolaretti” ad una fruizione consapevole, proficua, ma libera di questo tempo dato a loro a disposizione? Non è troppo semplice togliere giorni e aggiungerli qua e là durante l’anno scolastico, già tormentato da perigli, gite, manifestazioni e Santi Patroni? Senza contare la necessità di adeguare prima gli istituti scolastici ad accogliere gli studenti già nei periodi “canonici”?

  4. Francesca Scanavini

    Sinceramente, non riesco a capire perchè quando si parla di scuola non si parla mai di bisogni seri e necessari, invece che di cose inutili e secondarie. Stabilire quante vacanze fare mi sembra l’ultimo dei problemi da affrontare vista la nostra situazione . Ma a parte questo, perchè si fa il confronto con l’Europa solo riguardo le cose che ci convengono? Perchè non facciamo un confronto con le loro strutture? Con il loro metodo di insegnamento? Con i loro corsi di studio? Il nostro programma scolastico può essere paragonato a quello di pochi altri paesi europei ed esigere tre mesi di vacanza per riposarsi non penso sia una richiesta esagerata. Sembra che alla fine a rimetterci siamo sempre noi studenti, perchè invece di pensare ad un modo per diminuirci le vacanze non si pensa ad investire sulla scuola? a renderla migliore? Forse se le scuole italiane non fossero solo vecchi edifici barcollanti ma fossero forniti di spazi ampi per attività extracurriculari, sport e attività varie, beh forse anche noi studenti saremmo felici di rientrarvi un mese prima.

  5. sara

    io non partecipo affatto e sono anche di parte ! ho 16 anni ha scuola vado bene e non mi lamento quest’anno io vorrei anche riposarmi come è giusto e come mi merito e non solo io non sono una ragazza stupida mi sono messa d’accordo con uno dei miei prof. per lavorare questa estate … vedete in italia di ragazzi caproni ce ne sono tanti perche non fanno le riforme per loro che se lo meritano ? … ora che mi sto interessando alla politica (come è d’altra parte è giusto) ho tato che ci sono molti piu caproni nel governo ed è ancora peggio chi li vota !! e poi un’altra cosa si io voglio passare i dei giorni anche al mare posso ?!

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