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Vademecum sulla privacy a scuola

Il Garante per la privacy ha pubblicato in questi giorni un utilissimo vademecum per studenti, genitori e insegnanti sull’applicazione della legge della privacy all’interno delle mura scolastiche. Sempre più frequenti, infatti, sono le domande che giungono al Garante riguardanti il problema della tutela della privacy nelle scuole.
Per esempio: si possono usare i videofonini a scuola? gli scrutini sono pubblici? si possono filmare le recite scolastiche? le scuole possono installare telecamere?
“La guida – come evidenziato dalla stessa Autority per la privacy – è scritta con un linguaggio volutamente semplice e meno tecnico possibile, la guida intende offrire un primo contributo (…) per approfondire i temi legati alla privacy”.

è possibile scaricare la guida e consultarla al seguente link : Garante per la privacy

Partono a Gennaio gli sms “spioni”

Se avete intenzione di marinare la scuola, eccovi in aggiunta al senso di colpa un ulteriore aiuto a frenare le bramose voglie di vacanza. Constatata la clamorosa solitudine del vostro banchetto vuoto, un sms  invato dalla segreteria amministrativa avvertirà immediatamente mamma e papà. Se siete accucciati sotto le coperte per un’improvvisa febbre, niente di grave, i vostri genitors potranno rispondere “tutto ok, ha 1 po’ di febbr, ma torna prox”. Se invece vi credevano ligi al dovere chini sui libri sarà un bel problema.

E con l’annuncio del ministro Brunetta di questa novità che pare debba partire a gennaio è cominciato il dibattito tra pedagogisti, studenti e genitori arrabbiati. Tra i molti “finalmente” che osannano un provvedimento che a parer loro frenerà il lassismo studentesco, qualche voce fuori dal coro grida nel deserto: occhio a non deresponsabilizzare gli studenti, ma soprattutto a non dare loro FIDUCIA.

Potrebbe non essere istruttivo nè educativo delegare la responsabilità di andare tutti i giorni a scuola al freno naturale imposto dalla SANZIONE. Siamo proprio sicuri che fare il proprio dovere per paura sia educativo? senza contare che, con un approccio in questi termini, appena trovato il modo di aggirare il rischio, o al primo cedimento (ritardo, dimenticanza, tolleranza) della scuola nell’invio degli sms, lo studente potrebbe tornare alla carica. E allora?

Coraggio, msacchini, tocca a noi esprimerci. Noi che a scuola ci abitiamo tutti i giorni, che ne pensiamo? gli sms sono la manna dal cielo o ci deresponsabilizzano? e ricordate che a gennaio verranno introdotti solo dagli istituti che lo vorranno… sarà un bel dibattito nelle vostre scuole. damose da fà!