{"id":124,"date":"2008-10-14T14:20:30","date_gmt":"2008-10-14T13:20:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/?p=124"},"modified":"2009-09-23T09:29:05","modified_gmt":"2009-09-23T08:29:05","slug":"il-msac-in-senato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=124","title":{"rendered":"Il MSAC in senato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Stamattina il MSAC \u00e8 tornato in Parlamento. Questa volta ad ascoltare la segretaria nazionale del MSACc&#8217;erano i senatori della VII commissione sull&#8217;Istruzione. I temi all&#8217;odg: decreto 137 e piano programmatico sulla scuola. Ecco il testo dell&#8217;intervento:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.sestopotere.com\/dis_foto\/senatoMaxi.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong>AUDIZIONE PARLAMENTARE \u2013 14 OTTOBRE 2008<\/strong><strong><br \/>\nSENATO DELLA REPUBBLICA<strong>&#8211; VII COMMISSIONE PERMANENTE<\/strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong>MEMORIA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DEL<\/strong><strong><br \/>\n<strong>MOVIMENTO STUDENTI DI AZIONE CATTOLICA<\/strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">Onorevoli Senatori di questa commissione, desideriamo innanzitutto ringraziarvi per l\u2019opportunit\u00e0 accordataci di rendere manifeste le nostre posizioni e proposte in riferimento ancora una volta alla legge di conversione del D.l. 137 e soprattutto al piano programmatico della scuola, su cui molto si concentrano le nostre apprensioni. L\u2019attenzione che le massime istituzioni democratiche del paese mostrano nei confronti delle istanze che in questi giorni sono emerse dalle diverse componenti del mondo della scuola ci conforta e ci incentiva nel nostro impegno associativo tra gli studenti, nella contestuale speranza che un pari livello di cura sia adottato nell\u2019ascolto e nella ricezione delle sollecitazioni da tutti noi provenienti. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">Riguardo al fatto che l\u2019iter di approvazione alla camera si sia concluso con <strong>un voto di fiducia,<\/strong> non possiamo non dire che, pur comprendendo come tale esito si sia reso necessario, insieme alla proposta di un unico maxi-emendamento, al fine di concludere il dibattito tra i deputati entro i tempi di scadenza del decreto, proprio le difficolt\u00e0 nella gestione dei tempi di confronto ed il gran numero di emendamenti presentati non fa che confermare i dubbi e le preoccupazioni da pi\u00f9 parti sollevate circa il metodo di elaborazione di tale provvedimento, che senz\u2019altro ha molto sacrificato il dibattito parlamentare e la concertazione con le varie rappresentanze del mondo della scuola. Ribadiamo che la decretazione d\u2019urgenza non ci sembra la formula migliore perch\u00e9 qualsiasi riforma di rilievo del sistema scolastico possa essere frutto della pi\u00f9 ampia condivisione possibile <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">Entrando nel merito dei provvedimenti oggi in esame, ci pare che la scuola italiana abbia ancora bisogno di una riforma <strong>organica,<\/strong> che non sia la miscell\u00e0nea venuta fuori dalla somma di singoli provvedimenti che incidono solo sugli effetti pi\u00f9 visibili del problema, una riforma <strong>condivisa, <\/strong>da maggioranza e opposizione, perch\u00e9 non si debba ricominciare da capo ad ogni cambio di governo,<strong> studiata, <\/strong>cio\u00e8 che sia frutto di una riflessione pedagogica ed educativa ad ampio respiro, mettendo in rete le competenze degli esperti, al di l\u00e0 degli schieramenti politici.<span> <\/span>Non ci pare purtroppo che il dl 137 risponda a tali esigenze e ci rammarica soprattutto il fatto che a tal proposito molto pi\u00f9 incisivo del decreto di iniziativa ministeriale sia il piano programmatico per la scuola, inserito in un pi\u00f9 ampio contesto di legislazione finanziaria e non in un progetto di legge specificatamente dedicato all\u2019istruzione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">Proprio da quest\u2019ultimo provvedimento vorremmo partire per sottoporre all\u2019attenzione di questa commissione parlamentare le nostre perplessit\u00e0 in merito ad alcuni punti problematici a nostro parere meritevoli di ulteriore analisi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">\u2022 Il piano programmatico per la scuola di cui all\u2019art. 64 della legge 133 del 2008 prevede interventi nell\u2019ambito di tre macro-aree: la revisione degli ordinamenti, la riorganizzazione della rete scolastica e la razionalizzazione delle \u201crisorse umane\u201d. Riguardo al primo punto <strong>la riduzione dell\u2019orario settimanale,<\/strong> con conseguente riorganizzazione dei curricula, per scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, fino all\u2019istruzione per adulti, desta in noi notevoli perplessit\u00e0. A Barbiana i ragazzi di don Lorenzo Milani amavano ripetere che agli studenti va offerta la scuola a tempo pieno. <span style=\"text-transform: uppercase;\">\u00e8<\/span> il primo rimedio per adempiere quell\u2019art. 3 della Costituzione della Repubblica che prevede la rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono la piena formazione di \u201ccittadini sovrani\u201d. La qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento \u00e8 anche una questione di quantit\u00e0 e in ci\u00f2 non si pu\u00f2 prescindere dall\u2019assegnazione di un monte ore adeguato per lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 didattica. In questo senso ci preoccupa soprattutto la riorganizzazione dei piani di studio degli istituti tecnici e professionali, di cui si prevede l\u2019accorpamento in un minor numero di indirizzi e la considerevole riduzione dell\u2019orario settimanale ad un massimo di 32 ore, comprese le ore laboratoriali. Auspichiamo che ci\u00f2 non avvenga a scapito dell\u2019offerta agli allievi di strumenti culturali e professionali idonei ad un loro proficuo inserimento nel mercato del lavoro, anche attraverso una attivit\u00e0 didattica centrata sulla circolarit\u00e0 tra teoria e pratica, tra attivit\u00e0 in aula ed attivit\u00e0 in laboratorio.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;\"><span style=\"font-family: Symbol;\"><span>\u00b7<span style=\"font-size-adjust: none; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;\"> <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">Riguardo al <strong>dimensionamento degli istituti<\/strong>, pur comprendendo le esigenze di riorganizzazione e razionalizzazione della rete scolastica, non possiamo non porre all\u2019attenzione di questa Commissione la variet\u00e0 delle situazioni presenti sul territorio italiano, per cui la soglia \u201cagevolata\u201d dei 300 alunni per le zone montane e le piccole isole potrebbe rivelarsi comunque troppo alta<span> <\/span>a fronte dei numerosi casi in cui la mobilit\u00e0 degli studenti \u00e8 fortemente limitata, soprattutto nella stagione invernale. Sottolineiamo inoltre le implicazioni che l\u2019aggravio dei costi di trasporto comporterebbe sul diritto allo studio, nonch\u00e9 l\u2019impreparazione di molte strutture edilizie ad accogliere comunit\u00e0 scolastiche tra i 500 e i 900 studenti, come previsto dal piano programmatico. La soppressione degli istituti nei piccoli comuni, poi, verrebbe a privare certi territori di un fondamentale presidio pubblico e culturale, luogo di educazione, di identit\u00e0, di futuro. Chiediamo dunque che la razionalizzazione della rete scolastica possa essere avviata sulla base di criteri non generalizzati, ad esempio operando prevalentemente nelle aree urbane o in rapporto al numero di studenti per numero di abitanti, vagliando ove possibile l\u2019opportunit\u00e0 caso per caso. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;\">\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;\"><span style=\"font-family: Symbol;\"><span>\u00b7<\/span><\/span><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">A proposito infine della \u201c<strong>razionalizzazione dell\u2019utilizzo delle risorse umane<\/strong>\u201d, ci pare che, come gi\u00e0 lucidamente individuato dal Ministro Gelmini, il miglioramento del sistema scolastico non possa non passare necessariamente dalla formazione degli insegnanti. Le nostre analisi per\u00f2 differiscono alquanto in merito al metodo attraverso cui potenziare l\u2019apporto dei docenti al sistema di istruzione e formazione scolastica. Non ci pare tanto questione di incentivi economici, quanto piuttosto di competenze valorizzate e riteniamo che sia necessario un serio ripensamento del sistema di reclutamento degli insegnanti basato senz\u2019altro sul merito. Il progetto di accorpare le <strong>classi di concorso<\/strong> per l\u2019accesso all\u2019insegnamento, ovvero le cattedre, come strumento per una maggiore \u201cflessibilit\u00e0 didattica\u201d purtroppo non ci vede convinti cos\u00ec come allo stesso modo ci preoccupa l\u2019innalzamento del <strong>rapporto studenti\/docenti<\/strong>, che non ci sembra garanzia per un regolare svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 formativa, consapevoli che nelle realt\u00e0 delle nostre scuole gi\u00e0 allo stato attuale spesso il poco tempo curriculare a disposizione, da dividere tra spiegazioni e verifiche individuali e di gruppo, non consente spazi distesi per l\u2019approfondimento del programma, tantomeno per un accompagnamento personalizzato nel percorso<span> <\/span>formativo. Riguardo alla riorganizzazione del personale sottolineiamo infine come la riduzione del personale ATA possa gravemente inficiare il corretto svolgimento delle attivit\u00e0 scolastiche, specie per i servizi amministrativi, ma anche per l\u2019ordinaria manutenzione delle scuole. Pur essendo consapevoli della necessit\u00e0 di ridurre la spesa pubblica, non crediamo che si possa continuare a far fare sempre alla scuola italiana la fine di Cenerentola. L\u2019istruzione non pu\u00f2 essere considerata, come \u00e8 stato fatto finora, come un capitolo di spesa tra gli altri. E\u2019 invece una importante leva di cambiamento sociale, premessa indispensabile alla costruzione di una societ\u00e0 democratica, in cui i cittadini si riconoscano nella comune partecipazione al bene comune, purch\u00e9 il prezioso dono dell\u2019educazione venga offerto davvero a tutti. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify;\">\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0.0001pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;\"><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">In ultima analisi, riguardo la legge di conversione del dl 137, ribadiamo le perplessit\u00e0 gi\u00e0 avanzate presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati durante l\u2019audizione informale del 16 settembre 2008 e che a questo testo alleghiamo. Integriamo quelle osservazioni accogliendo positivamente l\u2019introduzione degli articoli riguardo i libri di testo ed i provvedimenti per la sicurezza e l\u2019edilizia scolastica, auspicando inoltre che al pi\u00f9 presto si affronti con determinazione la predisposizione di una <strong>legge quadro nazionale sul diritto allo studio<\/strong> che, di concerto con le normative regionali, garantisca un livello minimo di prestazione agli studenti di tutto il Paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><span style=\"font-family: &quot;Book Antiqua&quot;;\">Roma, 14 ottobre 2008<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina il MSAC \u00e8 tornato in Parlamento. Questa volta ad ascoltare la segretaria nazionale del MSACc&#8217;erano i senatori della VII commissione sull&#8217;Istruzione. I temi all&#8217;odg: decreto 137 e piano programmatico sulla scuola. 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