{"id":1253,"date":"2010-10-06T21:00:47","date_gmt":"2010-10-06T20:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/?p=1253"},"modified":"2010-10-06T21:00:47","modified_gmt":"2010-10-06T20:00:47","slug":"napolitano-e-gelmini-inaugurazione-anno-scolastico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1253","title":{"rendered":"Napolitano e Gelmini: inaugurazione anno scolastico"},"content":{"rendered":"<h3 id=\"div-abstract\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: normal; font-size: 13px;\"><em>Con un po&#8217; di ritardo vi riportiamo il discorso tenuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell&#8217;evento &#8220;Tutti a <\/em><\/span><span style=\"font-weight: normal; font-size: 13px;\"><em>scuola&#8221; organizzato dal MIUR per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno scolastico 2010-2011, presso il Palazzo del Quirinale il 21 settembre scorso.<\/em><\/span><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: normal; font-size: 13px;\"><em>Palazzo del Quirinale, 21\/09\/2010<\/em><\/span><\/h3>\n<div class=\"txt-arial8\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Rivolgo un saluto cordiale alle autorit\u00e0 che rappresentano oggi il Governo, il Parlamento, le istituzioni regionali e locali a Roma, nel Palazzo Reale di Napoli e nella Reggia di Venaria. Quest&#8217;anno abbiamo voluto che la cerimonia si svolgesse in tre realt\u00e0 di quell&#8217;Italia unita in cui crediamo e di cui nel 2011 festeggeremo il 150esimo compleanno. Apprezzo quanto il Ministero della Pubblica Istruzione ha fatto e sta facendo perch\u00e9 il movimento per l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia, la storia del nostro paese siano ricordati e studiati nelle nostre scuole. Saluto con affetto, dunque, i ragazzi presenti alle cerimonie nelle tre sedi, quelli che ci seguono da casa e tutti gli studenti, iscritti al nuovo anno scolastico, di ogni origine e nazionalit\u00e0. Per tutti la scuola deve rappresentare un luogo di incontro e di integrazione. Rivolgo un saluto e un sincero augurio di buon lavoro al mondo dell&#8217;Istruzione italiana nel suo insieme: agli insegnanti, ai tecnici, al personale non docente, a coloro che nel Ministero della PI, negli Uffici Scolastici regionali, negli assessorati di regioni, province e comuni fanno funzionare questo nostro complicato sistema dell&#8217;istruzione italiana.<\/p>\n<p>Non va trascurato il ruolo che nel processo educativo svolgono testi &#8211; quelli su cui voi studiate &#8211; capaci di comunicare conoscenze e metodi con semplicit\u00e0 ed efficacia, tali da invogliare allo studio. Ma tutti coloro che sono stati studenti, anche io che lo sono stato (tanti, tanti anni fa: non vi dir\u00f2 quanti), sanno bene come studiare, seppure con ottimi insegnanti e con ottimi testi, non sia sempre un divertimento e comporti fatica. Questo vale per\u00f2 per qualunque obbiettivo si voglia perseguire sul serio nella vita. Perci\u00f2 \u00e8 importante che le famiglie degli alunni sostengano i ragazzi nello studio, che tra loro e gli insegnanti si stabiliscano rapporti di fattiva collaborazione per evitare ritardi e lacune poi difficili da colmare. L&#8217;apertura dell&#8217;anno scolastico 2010-2011 ci consente di dare il buon esempio nell&#8217;evitare ritardi: infatti, stiamo gi\u00e0 festeggiando il 2011, anno cos\u00ec importante, con un po&#8217; di anticipo.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza dell&#8217;anniversario invita a fare dei bilanci. In 150 anni abbiamo compiuto enormi progressi, anche nell&#8217;istruzione, come ha ricordato il Ministro Gelmini, partendo da un pauroso analfabetismo. Negli ultimi decenni abbiamo conseguito notevoli passi avanti anche per quel che riguarda la percentuale di diplomati e di laureati. Questo ci ha consentito di avvicinarci alla media dei paesi sviluppati, e tuttavia, anche se stiamo correndo pi\u00f9 in fretta di altri, non abbiamo raggiunto i paesi pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p>Siamo, dunque, rimasti ancora indietro rispetto ad una risorsa fondamentale per affrontare il domani, per affrontare una dura competizione globale. Vedete, si discute ancora molto sullo stato dell&#8217;economia e dell&#8217;occupazione in Italia: se la crisi scoppiata nel 2008 sia davvero superata, quanto consistente e durevole sia la ripresa economica in corso. Ma, se in Parlamento e in altre sedi \u00e8 giusto verificare quel che possa essere fatto oggi e dare effetti immediati, bisogna nello stesso tempo spingere lo sguardo pi\u00f9 lontano, pensare al mondo in cui l&#8217;Italia e l&#8217;Europa dovranno muoversi nel futuro. S\u00ec, dobbiamo pensare soprattutto all&#8217;Italia nella quale vi troverete a vivere e vi porrete il problema del lavoro voi ragazzi che iniziate ora l&#8217;anno scolastico. E ci apparir\u00e0 chiaro che, in vista del futuro, sar\u00e0 essenziale, sar\u00e0 decisivo il livello di istruzione e formazione che avrete raggiunto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, sia chiaro, di cambiamento c&#8217;era e c&#8217;\u00e8 bisogno e, d&#8217;altronde, sulle direttrici di massima degli interventi necessari si \u00e8 da tempo evidenziato, anche attraverso importanti ricerche e documenti, un consenso ampio al di l\u00e0 delle divisioni di parte. Volendo sintetizzare queste direttrici, possiamo dire: pi\u00f9 qualit\u00e0, pi\u00f9 rapporto stretto tra istruzione e mondo del lavoro, quindi anche maggiore spazio alle competenze necessarie nelle societ\u00e0 contemporanee. Voi sapete che io perci\u00f2 sostengo con convinzione che nel portare avanti l&#8217;impegno comune e categorico per la riduzione del debito pubblico bisogna riconoscere la priorit\u00e0 della ricerca e dell&#8217;istruzione nella ripartizione delle risorse pubbliche disponibili.<\/p>\n<p>Ma riformare si deve, e con giudizio, e non solo allo scopo di raggiungere buoni risultati complessivi. Occorre superare squilibri, disparit\u00e0, disuguaglianze che si presentano anche nell&#8217;istruzione, che &#8211; al contrario &#8211; dovrebbe proprio servire a colmare le disuguaglianze. Se torniamo a osservare l&#8217;Italia quale era al momento dell&#8217;Unit\u00e0 150 anni or sono, troviamo nell&#8217;istruzione anche forti differenze, forti disparit\u00e0 territoriali. A regioni con livelli relativamente buoni, come il Piemonte e la Lombardia, si contrapponevano alcune aree del Centro e del Mezzogiorno con tassi di analfabetismo che superavano il 90%. Oggi non abbiamo certo condizioni e disparit\u00e0 territoriali cos\u00ec drammatiche, ma le differenze non si sono certo annullate.<\/p>\n<p>Se vogliamo che la scuola funzioni come un efficace motore d&#8217;uguaglianza e come un fattore di crescita, bisogna che si irrobustisca. E per farlo occorre partire da analisi adeguate.<\/p>\n<p>\u00c8 un&#8217;ottima cosa che si sia introdotta la pratica di valutare e confrontare livelli di apprendimento sul territorio nazionale e che i risultati raggiunti siano confrontabili con quelli di altri paesi. \u00c8 saggio che queste rilevazioni vengano condotte in modo da considerare il valore aggiunto dell&#8217;insegnamento, tenendo cio\u00e8 presenti le conoscenze e le condizioni di partenza degli studenti.<\/p>\n<p>La condizione sociale certo incide ancora sulla possibilit\u00e0 che i ragazzi progrediscano nell&#8217;istruzione. Ma stiamo attenti a non cadere in un equivoco pericoloso. Infatti, gli studenti delle famiglie pi\u00f9 povere possono essere e spesso sono pi\u00f9 motivati. Il vero svantaggio insuperabile \u00e8 una famiglia che non creda nello studio, che non creda nel merito.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 va costruita in tutti i campi una cultura e una pratica del merito. Bisogna anche mettere in tutti i campi le persone in grado di meritare. Questo vale ovviamente anche per la scuola, per i suoi insegnanti e per i suoi studenti.<\/p>\n<p>Per elevare la qualit\u00e0 dell&#8217;insegnamento occorre motivare gli insegnanti e richiedere &#8211; \u00e8 vero, \u00e8 necessario &#8211; che abbiano un&#8217;adeguata formazione, ma anche offrire loro validi strumenti formativi e di riqualificazione. E su tutto questo, ovviamente, \u00e8 necessario investire.<\/p>\n<p>Nel passato non lo si \u00e8 fatto abbastanza, e si sono prodotte situazioni pesanti. Occorre dunque qualificare e riqualificare coloro che aspirano ad un&#8217;assunzione a tempo indeterminato.<\/p>\n<p>Mi ha fatto piacere che anche quest&#8217;anno durante la cerimonia si siano premiate l&#8217;eccellenza e la capacit\u00e0 di superare le difficolt\u00e0 nello studio, e insieme siano state presentate esperienze di impegno civile, di impegno nella societ\u00e0. Vedete, ho voluto introdurre una specifica benemerenza, quella di Alfiere della Repubblica, per premiare i minori meritevoli, per valorizzare i ragazzi, siano essi figli di italiani o di immigrati: quelli impegnati e brillanti nello studio, quelli capaci di superare difficolt\u00e0 personali e familiari, quelli che si spendono in atti di solidariet\u00e0 e coloro che mostrano un forte spirito civico.<\/p>\n<p>Mi ha colpito la lettera di quei ragazzi che, senza negargli il loro affetto, si sono dissociati dal padre in quanto era attivo nella malavita organizzata. Cos\u00ec facendo hanno mostrato indipendenza di giudizio, spirito civico, desiderio di normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Pochi giorni or sono, purtroppo, un uomo integro e onesto, Angelo Vassallo sindaco del comune di Pollica, in provincia di Salerno, \u00e8 stato barbaramente ucciso per aver voluto fare una buona politica, quello che la politica dovrebbe essere sempre. Perci\u00f2 la scuola si sta impegnando molto per educare alla sicurezza, alla legalit\u00e0, al rispetto delle regole in tutti i campi, alla tutela dell&#8217;ambiente, alla conoscenza della Costituzione, della storia della nostra patria e di coloro che hanno contribuito alla sua crescita civile. Riesce a farlo anche in modo fresco, coinvolgente. E la cerimonia di oggi lo conferma. Pi\u00f9 in generale, \u00e8 chiaro che nonostante le difficolt\u00e0 la nostra \u00e8 una scuola attiva e sveglia, e so che lo diventer\u00e0 sempre di pi\u00f9, perch\u00e9 nella nostra istruzione c&#8217;\u00e8 tanta gente capace e pronta a rimboccarsi le maniche. Anche le molte iniziative per il 150esimo anniversario lo testimoniano.<\/p>\n<p>E mi auguro che gli insegnanti e dirigenti pieni d&#8217;idee e voglia di fare &#8211; e ce ne sono molti &#8211; trovino il sostegno necessario a tutti i livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei concludere con una semplice constatazione. Ho conosciuto molte persone che si sono pentite di non aver studiato abbastanza, nessuno che si sia pentito di aver studiato troppo. Quindi ragazzi, non perdete l&#8217;opportunit\u00e0 che avete; e, mi raccomando: &#8220;Questo anno, proprio quest&#8217;anno, mettetecela tutta!&#8221;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con un po&#8217; di ritardo vi riportiamo il discorso tenuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dell&#8217;evento &#8220;Tutti a scuola&#8221; organizzato dal MIUR per l&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno scolastico 2010-2011, presso il Palazzo del Quirinale il 21 settembre scorso. 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