{"id":1387,"date":"2011-02-28T14:50:01","date_gmt":"2011-02-28T13:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1387"},"modified":"2011-02-28T14:52:32","modified_gmt":"2011-02-28T13:52:32","slug":"la-berluscuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1387","title":{"rendered":"La Berluscuola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/difendere2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-large wp-image-1389\" title=\"difendere\" src=\"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/difendere2-1024x243.jpg\" alt=\"\" width=\"717\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/difendere2-1024x243.jpg 1024w, https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2011\/02\/difendere2-300x71.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Per la rubrica &#8220;dico la mia&#8221;, ospitiamo qui un articolo postato sul suo blog da <\/em><em><a href=\"http:\/\/pierluigivito.altervista.org\/2011\/02\/28\/la-berluscuola\/\">Pierluigi Vito<\/a><\/em><em>, gi\u00e0 collaboratore centrale MSAC e direttore della rivista msacchina &#8220;Presenza &amp; Dialogo studenti&#8221;. <\/em><\/p>\n<h2><strong>La Berluscuola <\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong> <\/strong>di Pierluigi Vito<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Poter educare i figli liberamente e liberamente vuol dire di non essere costretto a mandarli a scuola in una scuola di stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell\u2019ambito della loro famiglia&#8221; (Silvio Berlusconi, 26 febbraio 2010)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo uno dei diritti fondamentali dell\u2019individuo secondo le parole di Silvio Berlusconi ai Cristiano Riformisti, in occasione del loro Congresso Nazionale, il secondo per l\u2019esattezza (cavolo, ci siamo persi il primo!). Il nostro sedicente primo ministro prosegue quindi\u00a0a denigrare e delegittimare le istituzioni della nostra Repubblica. Stavolta tocca alla scuola, luogo di produzione culturale, di formazione del pensiero, di inclusione nella cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cultura, pensiero, cittadinanza: tutti temi chiaramente irritanti per l\u2019autocrate dal telecomando d\u2019oro. Il quale \u00e8 o profondamente ingenuo o irredimibilmente ignorante o perniciosamente cinico nelle sue sparate: delegittimare la scuola pubblica in s\u00e9, vuol dire svuotarla dell\u2019autorevolezza che ha mantenuto nel corso della storia italiana e -proprio nell\u2019anno del 150\u00b0 \u2013 rinnegarla\u00a0come punto di riferimento unitario: ragazzi del sud e del nord, ricchi e poveri, chiamati a confrontarsi su una lingua, su testi, su programmi comuni, portando le loro diversit\u00e0. Come bene ha detto stamattina su Radio3 Adolfo Scotto Di Luzio, (docente di Storia della scuola all\u2019Universit\u00e0 di Bergamo) la scuola pubblica italiana \u2013 con tutti i suoi limiti \u2013 \u00e8 stata comunque per tante generazioni l\u2019incontro con \u201c<strong>l\u2019estraneo culturale<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovvero \u00e8 stato il luogo in cui ragazzi abituati a sfogliare i libri delle librerie domestiche dei genitori si sono incontrati con chi non ne aveva mai visti in casa; il luogo in cui estrazioni, storie e visioni del mondo diverse si incontravano, si scontravano, crescevano. Il luogo in cui (almeno sulla carta, spesso nei fatti) il figlio dell\u2019operaio e il figlio del professionista erano sullo stesso piano. Cosa detestabile per il nostro premier come egli stesso\u00a0<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wfeqJtJailA&amp;feature=BF&amp;list=PL826F4463D8356681&amp;index=6\" target=\"_blank\">ha candidamente ammesso<\/a> nel 2006, in uno dei faccia a faccia con Romano Prodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio davanti a una platea cristiana, questo corruttore di avvocati e di costumi, in epoca di emergenza educativa,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/letters\/2008\/documents\/hf_ben-xvi_let_20080121_educazione_it.html\" target=\"_blank\">secondo le parole del Papa<\/a>, decide di affondare il coltello nel corpo e nella dignit\u00e0 della maggiore agenzia educativa che qualunque Stato civile metterebbe al centro delle sue politiche. Il nostro non lo \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a questo punto occorre anche chiedersi che razza di Chiesa sia la nostra se accetta tutto ci\u00f2 senza dire nulla, accontentandosi delle lenticchie che questo gerarca del bunga bunga \u00e8 disposto a concedere. Un attacco del genere alla scuola pubblica, la scuola degli Italiani, De Gasperi, Dossetti, Moro e tanti altri politici democristiani che si batterono per<a href=\"http:\/\/www.governo.it\/governo\/costituzione\/1_titolo2.html\" target=\"_blank\">l\u2019art.33 della Costituzione<\/a> non l\u2019avrebbero mai tollerato. E noi quanto siamo disposti a tollerare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la rubrica &#8220;dico la mia&#8221;, ospitiamo qui un articolo postato sul suo blog da Pierluigi Vito, gi\u00e0 collaboratore centrale MSAC e direttore della rivista msacchina &#8220;Presenza &amp; Dialogo studenti&#8221;. 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