{"id":1441,"date":"2011-03-17T17:38:52","date_gmt":"2011-03-17T16:38:52","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1441"},"modified":"2011-03-17T17:41:08","modified_gmt":"2011-03-17T16:41:08","slug":"messaggio-dei-giovani-italiani-al-presidente-della-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1441","title":{"rendered":"Messaggio dei giovani italiani al Presidente della Repubblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questo messaggio \u00e8 stato consegnato stamattina dal Forum Nazionale dei Giovani, la piattaforma che riunisce tutte le associazioni giovanili italiane, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo una staffetta di giovani che partendo da Siena, Assisi e Teano si \u00e8 passata di mano in mano un testimone tricolore convergendo infine a Roma sul Gianicolo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/messaggio-napolitano.pdf\">Scarica qui il pdf del messaggio<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.forumnazionalegiovani.org\/Immagini\/Loghi\/logo.png\" alt=\"\" width=\"174\" height=\"80\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente,<\/p>\n<p>Le affidiamo oggi queste parole, giunte qui a Roma da ogni parte d\u02bcItalia, e nel farlo sappiamo di affidarle all\u02bcintero popolo italiano che Lei rappresenta.<\/p>\n<p>Centocinquanta anni fa i giovani italiani gioivano poich\u00e9 il sogno di tante generazioni si era finalmente compiuto: il sogno di unit\u00e0 cui essi avevano contribuito da protagonisti, per il quale avevano vissuto, studiato e rischiato la vita e che da quel lontano 17 marzo 1861 erano chiamati a custodire e proiettare verso il futuro. Siamo certi che in quei giorni essi avranno pensato a come noi giovani italiani avremmo coltivato questa conquista di unit\u00e0 e libert\u00e0.<br \/>\nSignor Presidente, non abbiamo scelto di nascere in questo Paese e ogni giorno ci chiediamo, dinanzi alle incertezze sul nostro futuro, se seguire le opportunit\u00e0 che spesso ci sono offerte altrove. Per molti di noi questa non \u00e8 purtroppo una scelta, bens\u00ec una via obbligata per non abbandonare gli studi e le competenze acquisite al prezzo di grandi sacrifici.<\/p>\n<p>Una parola che ha accompagnato la nostra vita fino ad oggi, quasi come un amaro viatico cui rassegnarsi \u00e8 \u201ccrisi\u201d: economica, dei valori, della politica, dell\u02bcunit\u00e0 nazionale. Di queste crisi ci \u00e8 stato detto che noi giovani siamo i figli, il frutto, il segno. Non lo siamo Presidente. Non sentiamo di esserlo. Esse sono l\u02bceredit\u00e0 che le generazioni passate ci hanno ingiustamente trasferito, ma che vogliamo superare.<\/p>\n<p>Crediamo nel valore del lavoro. Continuiamo a crederci anche in un Paese dove un giovane su quattro &#8211; al sud uno su tre &#8211; \u00e8 disoccupato. Chiediamo che le nostre capacit\u00e0 siano premiate per quello che valgono, che la scuola e l\u02bcuniversit\u00e0 siano accessibili davvero a tutti e che per questo non debbano rinunciare alla qualit\u00e0 e ad un giusta e lungimirante valorizzazione del merito. Cerchiamo il lavoro sul quale questa nostra Repubblica \u00e8 fondata e senza il quale non vi \u00e8 alcun futuro, per noi come per l\u02bcintero Paese.<\/p>\n<p>Crediamo nell\u02bcimportanza della famiglia. Sogniamo di acquistare una casa dove costruire la nostra vita, amare, crescere i nostri figli. Desideriamo una condizione economica che ci dia questa possibilit\u00e0, investimenti immobiliari che sappiano coniugare la tutela del diritto fondamentale alla casa col giusto profitto, un sistema di credito che incentivi i giovani a osare, una riforma radicale del sistema fiscale e delle pensioni che alle parole faccia finalmente corrispondere i fatti.<\/p>\n<p>Siamo nati in una societ\u00e0 che ha da tempo aperto le proprie frontiere alla ricchezza dell\u02bcintera umanit\u00e0. Molti di noi hanno non hanno origini italiane, eppure sono nati qui. Parlano italiano, studiano e lavorano per un futuro migliore in questa terra, ma spesso viene loro negato il riconoscimento della cittadinanza.<\/p>\n<p>Crediamo in un\u02bcItalia unita che sappia essere promotrice dell\u02bcunit\u00e0 europea come di un futuro di sviluppo sociale, politico ed economico per l\u02bcintero Mediterraneo.<\/p>\n<p>Non bisogna, signor Presidente, che ci si mostri l\u02bcorrore della criminalit\u00e0 per scegliere la via della legalit\u00e0. Chiediamo per\u00f2 che istituzioni ed operatori economici dimostrino una volont\u00e0 ancora pi\u00f9 forte nel costruire e proporre strade alternative, che non mostrino ai nostri occhi l\u02bcillegalit\u00e0 come la via pi\u00f9 conveniente. Chiediamo che in nessuna regione d\u02bcItalia ci vengano negati i diritti cos\u00ec da indurci a scegliere i privilegi. L\u02bcItalia che amiamo ha gi\u00e0 ripudiato le mafie.<\/p>\n<p>Conosciamo bene l\u02bcindignazione del vedere alcune nostre citt\u00e0 invase dai rifiuti, nel respirare per strada polveri assassine, nel vedere soffocare boschi, coste, campagne che il mondo intero ci invidia sotto l\u02bcignobile peso del cemento abusivo, nello scoprire che interi paesi sono costruiti sui rifiuti tossici e che i nostri mari custodiscono silenziosi veleni. Facciamo la raccolta differenziata nelle nostre case, la chiediamo nelle scuole, utilizziamo i mezzi pubblici e andiamo in bici, ci appassionano le energie rinnovabili. Crediamo nella politica del negawatt e non del megawatt, dell\u02bcefficienza rispetto all\u02bcaumento della produzione, convinti che questa sia la strada che ci debba unire.<br \/>\nAnche i giovani del Risorgimento, del secondo dopoguerra e della Costituzione erano indignati come noi a causa degli errori del passato, dell\u02bcincapacit\u00e0 di progettare un futuro migliore per l\u02bcItalia. Loro hanno scelto di cambiare e noi oggi siamo qui rendere giustizia a quella scelta di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Ci siamo chiesti quanto ci appartenga questa festa, cosa possa dire alle nostre vite, ai nostri timori e alle nostre speranze. Molti fra noi rischiano di sentire questo anniversario come un ricordo nostalgico che appartiene alle istituzioni, agli storici e ai musei. Sappiamo per\u00f2 che la bellezza della storia \u00e8 data dal fatto che nessuno\tha scelto di farne parte, ma ciascuno ha la libert\u00e0 di cambiarla, di mutare ci\u00f2 che non \u00e8 frutto di libera scelta in libert\u00e0 di appartenenza, in cittadinanza consapevole ed orgogliosa.<\/p>\n<p>Oggi scegliamo di continuare a studiare, a lavorare, ad amare, a costruirci un futuro in Italia. Scegliamo anche oggi, 17 marzo 2011, qui a Roma, di essere cittadini di questo Paese e chiediamo ad esso, con profonda responsabilit\u00e0 di avere fiducia in noi, nella nostra scelta di cittadinanza e di unit\u00e0.<\/p>\n<p>Crediamo nella politica come supremo strumento che \u00e8 dato agli uomini per costruire libert\u00e0 per s\u00e9 stessi e per gli altri. Non crediamo nella politica dell\u02bcinteresse personale, del clientelismo, della corruzione, dell\u02bcimmobilismo generazionale. \u00c8 questa la politica da cui ci si accusa di essere lontani. Non siamo lontani, stiamo bens\u00ec cercando, con passione spesso silenziosa, di costruire una nuova politica che sappia ascoltare il suo popolo e servirlo con competenza e rigore morale.<\/p>\n<p>Per noi chiediamo all\u02bcItalia due sole cose: fiducia e maestri. La fiducia nella sincerit\u00e0 del nostro impegno, che sostenga e accolga il nostro lavoro e i nostri sogni. Chiediamo maestri che ci indichino la via con saggezza e lungimiranza d\u02bcanimo, ma nella viva speranza che le nuove generazioni superino le precedenti e sappiano costruire un futuro migliore.<\/p>\n<p>Abbiamo preso in mano le nostre vite e vogliamo renderci protagonisti di una nuova rinascita. Siamo pronti a ricevere il testimone da coloro che hanno costruito, mantenuto e rafforzato questa unit\u00e0 durante questi lunghi anni, cosicch\u00e9 un giorno possiamo passarlo a chi verr\u00e0 dopo di noi, con la fiducia e la speranza con la quale queste parole hanno viaggiato e, passando di mano in mano, sono giunte qui oggi.<\/p>\n<p>La ringraziamo Presidente e abbiamo fiducia in Lei, perch\u00e9 ha saputo e sa rappresentare, l\u02bcunit\u00e0 d\u02bcItalia per la quale oggi facciamo festa.<\/p>\n<p>Accolga queste nostre parole e il nostro impegno, le consegniamo a lei e simbolicamente a tutto il popolo italiano unito.<\/p>\n<p>Buon 17 marzo, buona Festa dell\u02bcUnit\u00e0 d\u02bcItalia Presidente, Il Forum Nazionale dei Giovani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo messaggio \u00e8 stato consegnato stamattina dal Forum Nazionale dei Giovani, la piattaforma che riunisce tutte le associazioni giovanili italiane, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo una staffetta di giovani che partendo da Siena, Assisi e Teano si \u00e8 passata di mano in mano un testimone tricolore convergendo infine a Roma sul Gianicolo. 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