{"id":1871,"date":"2012-01-27T21:19:40","date_gmt":"2012-01-27T20:19:40","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1871"},"modified":"2012-01-27T21:19:40","modified_gmt":"2012-01-27T20:19:40","slug":"per-non-dimenticare-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1871","title":{"rendered":"Per non dimenticare. Mai."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<div>\n<div><img class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www2.azionecattolica.it\/sites\/default\/files\/imagecache\/resizer\/\/sites\/default\/files\/auschwitz-gate.jpg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Nei giorni in cui facciamo memoria della Shoah e di tutti gli stermini dovuti a motivi etnici e\u00a0razziali, l&#8217;Ac ripropone un testo storico\u00a0di\u00a0<em>Primo Levi <\/em>e una riflessione\u00a0di\u00a0<em>Gianni Di Santo <\/em>sulla musica che nasce dal cuore di chi ha sofferto<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019Appendice di \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d, Primo Levi, Einaudi, edizione novembre 1976<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Forse, quanto \u00e8 avvenuto non si pu\u00f2 comprendere, anzi, non si deve comprendere, perch\u00e9 comprendere \u00e8 quasi giustificare. Mi spiego: &#8216;comprendere&#8217; un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo, contenerne l\u2019autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui. Ora, nessun uomo normale potr\u00e0 mai identificarsi con Hitler, Himmler, Goebbels, Eichmann e infiniti altri. Questo ci sgomenta, ed insieme ci porta sollievo: perch\u00e9 forse \u00e8 desiderabile che le loro parole (ed anche, purtroppo, le loro opere) non ci riescano pi\u00f9 comprensibili. Sono parole ed opere non umane, anzi, contro-umane, senza precedenti storici, a stento paragonabili alle vicende pi\u00f9 crudeli della lotta biologica per l\u2019esistenza. A questa lotta pu\u00f2 essere ricondotta la guerra: ma Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non ne \u00e8 un episodio, non ne \u00e8 una forma estrema. La guerra \u00e8 un terribile fatto di sempre: \u00e8 deprecabile ma \u00e8 in noi, ha una sua razionalit\u00e0, la &#8216;comprendiamo&#8217;.<\/p>\n<p>Ma nell\u2019odio nazista non c\u2019\u00e8 razionalit\u00e0: \u00e8 un odio che non \u00e8 in noi, \u00e8 fuori dell\u2019uomo, \u00e8 un frutto velenoso nato dal tronco funesto del fascismo, ma \u00e8 fuori ed oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere \u00e8 impossibile, conoscere \u00e8 necessario, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto pu\u00f2 ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.<\/p>\n<p>Per questo, meditare su quanto \u00e8 avvenuto \u00e8 un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come d\u00e8i. Erano &#8216;capi carismatici&#8217;, possedevano un segreto potere di seduzione che non procedeva dalla credibilit\u00e0 o dalla giustezza delle cose che dicevano, ma dal modo suggestivo con cui le dicevano, dalla loro eloquenza, dalla loro arte istrionica, forse istintiva, forse pazientemente esercitata e appresa. Le idee che proclamavano non erano sempre le stesse, e in generale erano aberranti, o sciocche, o crudeli; eppure vennero osannati, e seguiti fino alla loro morte da milioni di fedeli. Bisogna ricordare che questi fedeli, e fra questi anche i diligenti esecutori di ordini disumani, non erano aguzzini nati, non erano (salve poche eccezioni) dei mostri: erano uomini qualunque. I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere veramente pericolosi; sono pi\u00f9 pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere, come Eichmann, come H\u00f2ss comandante di Auschwitz, come Stangl comandante di Treblinka, come i militari francesi di vent\u2019anni dopo, massacratori in Algeria, come i militari americani di trent\u2019anni dopo, massacratori in Vietnam.<\/p>\n<p>Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volont\u00e0. Poich\u00e9 \u00e8 difficile distinguere i profeti veri dai falsi, \u00e8 bene avere in sospetto tutti i profeti; \u00e8 meglio rinunciare alle verit\u00e0 rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicit\u00e0 e il loro splendore, anche se le troviamo comode perch\u00e9 si acquistano gratis. \u00c8 meglio accontentarsi di altre verit\u00e0 pi\u00f9 modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente, a poco a poco e senza scorciatoie, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che questa ricetta \u00e8 troppo semplice per bastare in tutti i casi: un nuovo fascismo, col suo strascico di intolleranza, di sopraffazione e di servit\u00f9, pu\u00f2 nascere fuori del nostro Paese ed esservi importato, magari in punta di piedi e facendosi chiamare con altri nomi; oppure pu\u00f2 scatenarsi dall\u2019interno con una violenza tale da sbaragliare tutti i ripari. Allora i consigli di saggezza non servono pi\u00f9, e bisogna trovare la forza di resistere: anche in questo, la memoria di quanto \u00e8 avvenuto nel cuore dell\u2019Europa, e non molto tempo addietro, pu\u00f2 essere di sostegno e di ammonimento&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Senza confini. Ebrei e zingari nella Giornata della Memoria.\u00a0<em>Gianni Di Santo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il violino di Ion St\u0103nescu sembra uscito fuori da quella banda multiculturale che ha reso grande uno dei film pi\u00f9 belli dello scorso anno, Il Concerto. \u00c8 davvero pazzesco il suono del suo violino. Moni Ovadia racconta che l\u2019unica spiegazione a tale virtuosismo incredibile risiede nel fatto che solo i popoli esiliati e perseguitati, chi ha percepito il dolore sulla propria pelle, possono avere questa forza propulsiva che gli esce fuori dall\u2019anima, cos\u00ec, all\u2019improvviso.<\/p>\n<p>Ebrei e rom, in ci\u00f2, sono maestri. Lui, St\u0103nescu, madre rom e padre ebreo, lo trovi primo violino nelle grandi orchestre sinfoniche della musica ungherese e rumena, cos\u00ec come, con il cappello in mano, a suonare musica nelle strade e nelle metropolitane delle nostre citt\u00e0. Solo per il piacere della musica. Cos\u00ec come Marian Serban, al cymbalon, altro strano strumento nato dal pianoforte ma dal suono percussivo-melodico. Marian ne \u00e8 maestro: ascoltarlo nelle piazze romane \u00e8 un godimento. Come folgoranti e molto gipsy sono le note di Albert Florian Mihai su una fisarmonica suonata a una velocit\u00e0 strabiliante, con variazioni jazzistiche e uso dei tempi dispari che fanno arrossire tanti musicisti molto pi\u00f9 famosi di lui.<\/p>\n<p>Insomma, la musica. Perch\u00e9 la musica, quella vera che interroga l\u2019anima e percorre i cammini dei popoli, \u00e8 una delle arti \u201cspiritualmente nobili\u201d che restituisce al mondo l\u2019amore per la verit\u00e0 storica. Senza confini. Ebrei e zingari, il concerto-spettacolo di Moni Ovadia con la sua orchestra itinerante e sgangherata fatta di rom, ebrei e italiani in bilico tra Antico Testamento e terre del Sud, \u00e8 un piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo. Nella Giornata della Memoria, una sorta di testamento biologico. Andrebbe proiettato nelle scuole. Rom ed ebrei, i due popoli fratelli, a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, ma dopo la persecuzione nazista, le strade si sono divise. Gli ebrei hanno cambiato in meglio la loro storia, il popolo rom invece molto spesso continua a subire il calvario del pregiudizio, dell\u2019emarginazione.<\/p>\n<p>Uno spettacolo da non perdere. Un contributo sonoro che \u00e8 un omaggio al gusto della libert\u00e0 e alla storia, troppo spesso enunciata e poco praticata, dei diritti umani. Per una Giornata della Memoria pi\u00f9 equa e rispettosa delle vicende storiche dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<p>Un miracolo che, a volte, solo la musica riesce a fare.<\/p>\n<p>Gianni Di Santo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Nei giorni in cui facciamo memoria della Shoah e di tutti gli stermini dovuti a motivi etnici e\u00a0razziali, l&#8217;Ac ripropone un testo storico\u00a0di\u00a0Primo Levi e una riflessione\u00a0di\u00a0Gianni Di Santo sulla musica che nasce dal cuore di chi ha sofferto Dall\u2019Appendice di \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d, Primo Levi, Einaudi, edizione novembre 1976 &#8220;Forse, quanto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1871"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1871"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1874,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1871\/revisions\/1874"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}