{"id":1943,"date":"2012-06-04T20:24:28","date_gmt":"2012-06-04T19:24:28","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1943"},"modified":"2012-06-04T20:25:25","modified_gmt":"2012-06-04T19:25:25","slug":"lettera-del-ministro-profumo-ai-sindacati-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=1943","title":{"rendered":"Lettera del ministro Profumo ai sindacati della scuola"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Pubblichiamo qui di seguito la lettera che il ministro Profumo ha inviato ai sindacati della scuola: una risposta, forte, alle voci che in questi giorni si sono susseguite tra insegnanti, studenti e mondo della politica circa il ddl sul merito che il ministro dovrebbe presentare in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>Vi consigliamo di leggerla. Non appena uscir\u00e0 il testo definitivo del ddl, non mancheremo dall&#8217;esprimere i nostri giudizi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA LETTERA<\/p>\n<blockquote><p>Care colleghe e cari colleghi,<\/p>\n<p>per cultura e storia personale sono abituato a prestare la massima attenzione e a mettermi in ascolto quando parlano i rappresentanti dei lavoratori. Nella mia esperienza di cittadino, di docente e infine di Rettore ho incontrato tante volte il sindacato, e ho sempre cercato di farlo mettendomi dalla parte giusta: quella della coesione e della solidariet\u00e0 nell\u2019interesse generale. Tanto pi\u00f9, quindi, desidero ascoltare e interloquire con voi oggi che mi trovo a fare il ministro. Ho riflettuto sulle osservazioni e sulle critiche che avete voluto fare in questi giorni, sulla base di anticipazioni giornalistiche, ai provvedimenti sulla scuola e l\u2019universit\u00e0 che saranno da me proposti mercoled\u00ec in Consiglio dei ministri.<\/p>\n<p>Desidero rassicurarvi e fugare uno ad uno tutti i dubbi da voi espressi, che mi sembrano nascere in realt\u00e0 da una pi\u00f9 generale paura che la scuola venga abbandonata a se stessa. Non lo sar\u00e0. Non da me, almeno. Non potrei nemmeno volendo &#8211; e non voglio &#8211; visto che nella scuola e nella formazione ho passato quasi tutta la mia vita, prima da studente e poi da professore, ma anche da marito di un\u2019insegnante e da padre di tre figli.<\/p>\n<p>Capisco per\u00f2 questi timori. La scuola italiana ha attraversato negli ultimi anni un periodo di grande difficolt\u00e0, fatto di tagli e di marginalizzazione rispetto all\u2019agenda politica del paese. Di questa messa all\u2019angolo la scuola ha sofferto molto, ed\u00a0<em>in primis<\/em> i suoi lavoratori, che si sono sentiti feriti e colpiti.<\/p>\n<p>Sin dall\u2019inizio del mio mandato, per\u00f2, tutto il mio lavoro \u00e8 stato indirizzato ad invertire questa tendenza e a rimettere la scuola al centro dell\u2019agenda del Paese. Perch\u00e9 sono fermamente convinto che la scuola, soprattutto in tempi di crisi economica, sia parte della soluzione e non del problema. E voglio anzi dire di pi\u00f9: senza di essa nessuna soluzione potr\u00e0 mai funzionare.<\/p>\n<p>Non sono solo parole, perch\u00e9 il governo ha gi\u00e0 operato con grande concretezza in questa direzione. Nella prossima stagione, nonostante le difficolt\u00e0 di bilancio, per la prima volta dopo sette anni consecutivi i cicli scolastici manterranno lo stesso organico del 2011-2012. Vi assicuro, non \u00e8 stato semplice. Cos\u00ec come non \u00e8 stato semplice\u00a0 reperire un miliardo di fondi europei per il sud e principalmente per la scuola del bisogno. Ed ancora, scovare 117 milioni per cento scuole di \u201cseconda occasione\u201d, che offrono un\u2019altra possibilit\u00e0 a chi ha abbandonato. Cos\u00ec come altri 400 milioni per gli asili nido, ancora al sud, in modo da dare cura all\u2019infanzia e possibilit\u00e0 a molte donne di poter lavorare nel tessuto produttivo nazionale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 mia intenzione rifugiarmi dietro un elenco notarile, che pure \u00e8 costato tanta fatica e segnala una precisa scelta politica, per eludere il nodo da voi evidenziato. Mercoled\u00ec in Consiglio dei ministri non proporr\u00f2 certo provvedimenti sul premio a chi si impegna nella scuola alternativi allo \u00a0sforzo, che invece deve essere sempre pi\u00f9 intenso, per fare della scuola un mondo dove nessuno \u00e8 lasciato indietro, a cominciare dai pi\u00f9 deboli e svantaggiati. Questi provvedimenti li intendo invece come del tutto complementari. Cos\u00ec come prevede l\u2019articolo 34 della nostra Costituzione. Mantenendo la giusta proporzione fra i diversi obiettivi: impegniamo qualche decina di milioni per le misure a favore dell\u2019impegno nell\u2019eccellenza, e pi\u00f9 di un miliardo di euro per la scuola di tutti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 anche la logica che lega il nostro impegno per la scuola a quello per l\u2019universit\u00e0, che pensiamo indissolubilmente congiunti. E\u2019 in questa prospettiva, per esempio, che abbiamo previsto una presenza non occasionale dei docenti universitari nelle scuole e forme pi\u00f9 efficaci di orientamento. Il tipo di scuola e di universit\u00e0 che il governo intende promuovere non \u00e8 quello dove vi \u00e8 posto solo per i pi\u00f9 bravi, ma al contrario quello dove la centralit\u00e0 della funzione didattica viene esaltata a vantaggio di\u00a0 tutti. E questo lo si pu\u00f2 fare solo se si concepiscono diritto allo studio e misure premio per chi si impegna di pi\u00f9 come due facce della stessa medaglia di una scuola moderna, europea ed inclusiva. Per questo ho inteso lavorare in queste settimane prima ad un provvedimento sul potenziamento del diritto allo studio universitario, dove nell\u2019appena pubblicato decreto legislativo n. 68 del 29 marzo 2012\u00a0 le risorse disponibili sono passate da 110 milioni di euro a quasi 150, per poi proporre un pacchetto di misure premiali per chi si impegna nel sistema formativo, sia da studente sia da professore.<\/p>\n<p>Non sempre \u00e8 stato cos\u00ec, nella storia della cultura politica dei partiti e in quella sindacale, dove pure grande \u00e8 l\u2019attenzione per la coesione sociale e a non lasciare nessuno indietro. Questa esclusivit\u00e0 e visione di due sistemi come alternativi poteva essere forse vera qualche decennio fa, in tutt\u2019altro contesto economico e politico, prima della globalizzazione. Oggi non lo \u00e8 pi\u00f9, ed \u00e8 la stessa Europa \u2013 \u00e8 stata la commissaria europea in visita a Roma a dirmelo con grande decisione \u2013 a volere da noi una modernizzazione della nostra visione della formazione.<\/p>\n<p>Quel che stiamo facendo, per\u00f2, non lo facciamo solo per l\u2019Europa o perch\u00e9 qualcuno ce lo impone. Lo facciamo per un dovere di fedelt\u00e0 alla nostra Costituzione e ai valori di eguaglianza, di dignit\u00e0 e di opportunit\u00e0 in essa sanciti. La rinuncia della scuola e dell\u2019universit\u00e0 italiane a valorizzare al suo interno i \u201ccapaci e meritevoli\u201d rappresenta una scelta di fatto \u2013 anche se non di diritto \u2013 elitaria e discriminatoria proprio nei confronti dei pi\u00f9 deboli. Se la scuola e l\u2019universit\u00e0 rinunciano a fornire a chi ne potrebbe usufruire e a chi si impegna in esse possibilit\u00e0 formative di \u201ceccellenza\u201d, di fatto le lascia alla pura forza di chi ha una famiglia alle spalle che se le possa permettere. L\u2019antagonismo ideologico tra equit\u00e0 e merito non ha pi\u00f9 ragion d\u2019essere nel mondo globalizzato di oggi e si rivela sempre pi\u00f9 una scelta di classe a favore dei ricchi, indipendentemente dal loro merito e dall\u2019apporto che sapranno portare all\u2019intero paese. La competizione di un volta tra sistemi nazionali \u00e8 divenuta oggi anche competizione mondiale tra individui e noi italiani non possiamo fare a meno di confrontarci seriamente con questo passaggio d\u2019epoca.<\/p>\n<p>Lo ripeto: diritto allo studio e misure premio per chi si impegna di pi\u00f9 sono due facce della stessa medaglia di una scuola moderna, europea ed inclusiva. Ne sono davvero convinto. Certo, non \u00e8 un concetto di immediata intuizione, perch\u00e9 il diritto allo studio \u00e8 universale, mentre il premio \u00e8 per sua natura selettivo. Ma sono sicuro che, esaminando nel merito tutte le proposte, su cui sono sempre aperto al confronto, potrete riconoscere che la filosofia che le innerva non \u00e8 quella di\u00a0 un modello elitario e spietato,\u00a0 bens\u00ec quello di una democrazia aperta e attenta soprattutto ai pi\u00f9 deboli. \u00a0Solo cos\u00ec potremo fare il bene allo stesso tempo del nostro paese e dei nostri ragazzi. E a questo modello inclusivo ma flessibile intendo lavorare nei mesi che rimangono del mio incarico, spero con il vostro sostegno.<\/p>\n<p>A presto<\/p>\n<p>Francesco Profumo<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo qui di seguito la lettera che il ministro Profumo ha inviato ai sindacati della scuola: una risposta, forte, alle voci che in questi giorni si sono susseguite tra insegnanti, studenti e mondo della politica circa il ddl sul merito che il ministro dovrebbe presentare in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni. 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