{"id":2036,"date":"2013-02-05T00:25:42","date_gmt":"2013-02-04T23:25:42","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2036"},"modified":"2013-02-05T00:25:42","modified_gmt":"2013-02-04T23:25:42","slug":"giorno-della-memoria1-lintervento-di-napolitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2036","title":{"rendered":"Giorno della Memoria\/1: l&#8217;intervento di Napolitano"},"content":{"rendered":"<p>Rendo ancora omaggio agli ex internati e deportati, vittime e testimoni dell&#8217;orrore dei campi in Germania, cui abbiamo appena conferito la Medaglia d&#8217;onore.<\/p>\n<p>A conclusione di questa cerimonia, ancora una volta cos\u00ec significativa e coinvolgente per l&#8217;intensit\u00e0 della riflessione e per la ricchezza di voci cui ogni anno d\u00e0 spazio qui in Quirinale, vorrei dire brevi parole, anche &#8211; in qualche modo &#8211; di bilancio. Caro Presidente Gattegna, pu\u00f2 immaginare come io condivida la sua emozione nell&#8217;accomiatarci dopo sette anni, per quel che mi riguarda almeno nelle funzioni di Presidente della Repubblica. Con lei, d&#8217;altronde, abbiamo condiviso sempre sentimenti e pensieri celebrando il Giorno della Memoria.<\/p>\n<p>E&#8217; stato questo tra gli impegni ricorrenti con cui mi sono maggiormente identificato, dal punto di vista non solo istituzionale ma personale, in senso storico e morale. Ringrazio anche il ministro Profumo per aver sottolineato il contributo di impulso e sostegno che \u00e8 stato da me rivolto in particolare al mondo della scuola.<\/p>\n<p>Vedete, credo che possiamo, tutti insieme, esprimere soddisfazione per il cammino percorso e i risultati raggiunti in questi anni nel coltivare la memoria della Shoah, nel diffonderne l&#8217;esercizio attivo e consapevole, nel farne sprigionare &#8211; in tutta la loro straordinaria molteplicit\u00e0 e ricchezza &#8211; insegnamenti e messaggi essenziali non solo per la comprensione della storia ma per la costruzione del futuro.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio pi\u00f9 eloquente ce l&#8217;offre la scuola. Abbiamo ascoltato dal ministro cifre e fatti che testimoniano quale estensione e quali diverse concrete espressioni abbia assunto un impegno di conoscenza e di partecipazione sui temi della Shoah, ormai divenuto parte integrante del percorso scolastico e di formazione civile degli studenti in ogni parte d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Ma meritano egualmente di essere valorizzate tutte le iniziative che hanno rispecchiato un&#8217;accresciuta sensibilit\u00e0 delle istituzioni, della societ\u00e0 civile, dei cittadini. Ringrazio il dottor De Bortoli per averci presentato l&#8217;appena aperto Memoriale della Shoah presso quel Binario 21 della stazione di Milano centrale la cui visita, qualche anno fa, mi \u00e8 rimasta fortemente impressa.<\/p>\n<p>Egli ha avuto ragione di richiamarci nello stesso tempo alla necessit\u00e0 di tenere alta la guardia, di vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la Rete. E anche di evocare un fenomeno che rischiamo di sottovalutare, e che invece si lega, come grave fattore inquinante, a vicende e processi politici in atto non solo nel Medio Oriente : il fenomeno cio\u00e8 dell&#8217;antisemitismo come dimensione del fondamentalismo islamico.<\/p>\n<p>Da noi, in Italia, propagande aberranti si traducono in diverse citt\u00e0 in fatti di violenza e contestazione eversiva da parte di gruppi organizzati : come quelli su cui \u00e8 intervenuta, nei giorni scorsi, con provvedimenti motivati, la Procura della Repubblica di Napoli. C&#8217;\u00e8 da interrogarsi con sgomento sia sul circolare, tra giovani e giovanissimi, di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista, sia sul fondersi di violenze di diversa matrice, da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo ancora una volta innanzitutto antiebraico. Abbiamo letto perfino di progetti che a Napoli si sarebbero ventilati di distruzione di un negozio ebreo, o di aggressione e stupro di una studentessa ebrea. Mostruosit\u00e0 anche se solo enunciate, che sollecitano la pi\u00f9 dura risposta dello Stato e la pi\u00f9 forte mobilitazione di energie nelle scuole, nella politica, nell&#8217;informazione, a sostegno degli ideali democratici.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da fare della memoria della Shoah l&#8217;asse di una chiarificazione costante e diffusa e di una battaglia ideale e politica non di parte, che vadano al di l\u00e0 degli stessi confini storici della persecuzione, fino allo sterminio, contro gli ebrei (e anche, non dimentichiamolo, contro i Rom e i Sinti). E non solo perch\u00e9 razzismo e xenofobia hanno molteplici bersagli, che fanno tutt&#8217;uno con quello posto al centro del criminale disegno hitleriano. Ma perch\u00e9 sono in giuoco valori supremi, che nei ghetti di Cracovia, Lodz o Varsavia &#8211; protagonista quest&#8217;ultimo della storica rivolta di 70 anni fa &#8211; e nei lager di Auschwitz-Birkenau, o Dachau, sono stati calpestati come in nessuna costruzione di pensiero si era prima immaginato potesse catastroficamente accadere : valori di civilt\u00e0 e umanit\u00e0 senza frontiere di luogo e di tempo, che si chiamano rispetto della dignit\u00e0 della persona, che abbiamo vista invece ridotta a brandello umano, a sopravvivenza nel terrore fino alla soppressione pi\u00f9 brutale.<br \/>\nMa torno alle mie parole iniziali di bilancio per mettere ancora in luce quel che nel concreto siamo riusciti nel nostro paese a realizzare in questi anni di sempre pi\u00f9 larga, partecipata e creativa consapevolezza dell&#8217;aberrazione introdotta anche in Italia dal fascismo con l&#8217;antisemitismo. Attraverso, ad esempio, la scoperta, per tanti delle generazioni pi\u00f9 giovani, e quindi la denuncia dell&#8217;infamia delle leggi razziali del 1938, di cui Benedetto Croce &#8211; che abbiamo di recente commemorato a 60 anni dalla scomparsa &#8211; scrisse allora, collocandole tra &#8220;gli atroci delitti&#8221; che il fascismo stava perpetrando : &#8220;la fredda spoliazione e persecuzione&#8221;, furono le sue parole, &#8220;degli ebrei nostri concittadini, che per l&#8217;Italia lavoravano e l&#8217;Italia amavano n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di ogni altro di noi&#8221;. Di quelle leggi, di quel clima fu vittima, in quanto stroncata nelle sue possibilit\u00e0 di lavoro scientifico e quindi costretta a lasciare l&#8217;Italia, la nostra grande Rita Levi Montalcini, cui rivolgo anch&#8217;io un pensiero triste e commosso a breve distanza di tempo dalla sua scomparsa.<br \/>\nMa non \u00e8 solo per le infamie del fascismo che l&#8217;Italia \u00e8 presente nella ricostruzione storica cui ci sollecita la memoria della Shoah nel Giorno della Memoria. E&#8217; presente in senso positivo e in piena luce per tutte le forme di solidariet\u00e0 che vennero dagli italiani verso gli ebrei perseguitati e braccati dai nazisti durante l&#8217;occupazione tedesca da Roma in su. E&#8217; presente con gli italiani che hanno meritato il riconoscimento di Israele col titolo di &#8220;Giusti tra le Nazioni&#8221;. E&#8217; presente con storie straordinarie, assai poco note, come quella &#8211; raccontata in un libro biografico apparso in italiano, con grande ritardo, solo l&#8217;anno scorso &#8211; della vita di pensiero e di azione di Enzo Sereni, trasferitosi poco pi\u00f9 che ventenne in Eretz Israel, fattosi pioniere e messaggero nel mondo del futuro Stato di Israele, partito nel marzo 1944 per Bari nell&#8217;Italia gi\u00e0 liberata e di l\u00ec fattosi paracadutare al Nord, dove fu catturato dai tedeschi e dopo mesi di terribili ed eroiche prove deportato e ucciso a Dachau.<br \/>\nMa chiudo ora questa lunga digressione di carattere storico, che rimanda all&#8217;impegno sviluppato e da sviluppare per comprendere i termini di quei decenni &#8220;di ferro e di fuoco&#8221; del secolo che conobbe la barbarie della persecuzione antiebraica e della Shoah ; e vengo a pi\u00f9 brevi parole di bilancio in senso pi\u00f9 propriamente politico dell&#8217;impegno che ho condiviso con voi. Ritengo di poter dire che si sono in questi anni consolidati &#8211; nella coscienza democratica del nostro paese &#8211; alcuni fondamentali punti fermi. Innanzitutto, rifiuto intransigente e totale dell&#8217;antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l&#8217;antisionismo : perch\u00e9 in giuoco non \u00e8 solo il rispetto della religione, della tradizione storica, della cultura ebraica, ma insieme con esso, inscindibilmente, il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele, e quindi del suo diritto all&#8217;esistenza e alla sicurezza.<br \/>\nSe questo \u00e8 il punto fermo da non mettere mai in forse, ne discende l&#8217;altro, della distinzione da non annebbiare, tra solidariet\u00e0 &#8211; da un lato &#8211; con la causa dello Stato di Israele contro ogni propaganda e minaccia di distruzione, comprese quelle che vengono dalla dirigenza iraniana, e &#8211; dall&#8217;altro lato &#8211; libert\u00e0 di giudizio su linee di condotta e concrete evoluzioni delle forze politiche che sono chiamate via via a governare Israele. Giudizi critici che d&#8217;altronde si esprimono liberamente nel dibattito politico e di opinione in seno a Israele, non possono essere considerati ostili purch\u00e9 formulati con il rispetto dovuto a ogni governo legittimo di qualsiasi paese amico. L&#8217;essenziale \u00e8 che essi non sfocino in posizioni equivoche circa la natura e il futuro di Israele come Stato, circa il suo ruolo indipendente nella regione mediorientale e nella comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>E&#8217; alla luce di questa distinzione che l&#8217;Italia e l&#8217;Europa possono e debbono fare la loro parte perch\u00e9 si apra la strada della pace in Medioriente, con la soluzione del conflitto israelo-palestinese sulla base della collaborazione tra due popoli e due Stati. &#8220;Israele&#8221; &#8211; ha detto di recente Shimon Peres &#8211; &#8220;non ha un&#8217;opzione migliore, diversa dalla soluzione dei due Stati&#8221; &#8230;. I negoziati con i palestinesi [dopo il voto all&#8217;ONU] si sono fatti &#8220;forse non pi\u00f9 complicati, in ogni caso pi\u00f9 necessari&#8221;. Voglio qui condividere pi\u00f9 in generale, ancora una volta, la visione che ha ispirato e continua a ispirare il mio collega Presidente israeliano, uomo che da decenni conosco da vicino, stimo e considero un autentico amico. Condivido la sua visione e la sua fiducia.<\/p>\n<p>A tutti gli amici israeliani desidero dire : i &#8220;punti fermi&#8221; che ho ritenuto di poter ricordare come ormai consolidati nell&#8217;opinione e nella consapevolezza politica del paese, non conosceranno alcun affievolimento nel prossimo futuro; la loro continuit\u00e0 \u00e8 garantita, anche nel naturale succedersi, come in ogni paese democratico, delle maggioranze parlamentari e dei governi.<\/p>\n<p>Infine, rinnovo un caloroso apprezzamento alle ragazze e ai ragazzi, e nel loro insieme agli Istituti Scolastici, che si sono distinti nel concorso &#8220;I giovani ricordano la Shoah&#8221;. Negli interventi degli studenti qui abbiamo sentito vibrare le corde dell&#8217;emozione pi\u00f9 sentita e profonda. E in generale per quel che, come ho detto, siamo riusciti a costruire sul terreno di una pi\u00f9 ampia e partecipata presa di coscienza del significato della Shoah, e della lezione da trarne, dobbiamo molto a voi, dobbiamo molto alle generazioni pi\u00f9 giovani, per come si sono venute impegnando con mente aperta, nuove sensibilit\u00e0 e confortante maturit\u00e0. E dunque, grazie. E arrivederci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rendo ancora omaggio agli ex internati e deportati, vittime e testimoni dell&#8217;orrore dei campi in Germania, cui abbiamo appena conferito la Medaglia d&#8217;onore. 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