{"id":2061,"date":"2013-11-20T21:41:39","date_gmt":"2013-11-20T20:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2061"},"modified":"2013-11-21T09:08:00","modified_gmt":"2013-11-21T08:08:00","slug":"occupazione-ad-aversa-unopposizione-ragionata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2061","title":{"rendered":"Occupazione ad Aversa: un&#8217;opposizione ragionata"},"content":{"rendered":"<div>Marted\u00ec 19 novembre 2013. Entro a scuola alle 8 e dieci, come sempre e, improvvisamente, <strong>la mia scuola viene occupata<\/strong> da alcuni studenti. Oltre alle solite urla scorgo dei visi conosciuti: tra loro anche alcuni ex alunni della scuola, intrufolatisi di nascosto quel mattino; molti ragazzi delle prime insieme a tanti miei amici coetanei; i rappresentanti di istituto, che conosco bene.<\/div>\n<div>Immediatamente entro in classe e chiedo ai miei compagni di esprimersi in merito all&#8217;adesione all&#8217;occupazione e, ricevuto un segno di dissenso, in quanto rappresentante di classe chiedo alla mia professoressa di andare al terzo piano (dove l&#8217;occupazione stava dilagando), per esprimere tale disapprovazione. Arrivato al terzo piano insieme all&#8217;altro rappresentante di classe mi ritrovo nel bel mezzo di una vera rivoluzione. In questa baraonda cerco e trovo uno dei rappresentanti di istituto e gli chiedo di parlare alla prima assemblea post occupazione. Concesso. Inizia l&#8217;assemblea e nessuno ascolta il rappresentante che ha intenzione di spiegare le ragioni del gesto dimostrativo (se cos\u00ec pu\u00f2 definirsi un&#8217;occupazione): <strong><a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2013\/11\/05\/terra-dei-fuochi\/\">la questione ambientale<\/a><\/strong>.<\/div>\n<div>Vivo a Giugliano, in Campania, pieno &#8220;triangolo della morte&#8221;, luogo appunto di morte e malattie a causa della presenza di grandissime quantit\u00e0 di rifiuti sparsi in giro e non raccolti, a causa delle discariche presenti, a causa dell&#8217;assenza di una seria raccolta differenziata e di un piano di smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU).<\/div>\n<div>Torniamo all&#8217;occupazione per\u00f2. Finisce di parlare il rappresentante; intervengo io. Esprimo il mio dissenso e i motivi per cui ho preso questa posizione. Vola qualche fischio, alcuni insulti, ma anche grazie ai rappresentanti riesco a parlare. Resto fino alle quattro e mezza di pomeriggio per parlare con i rappresentanti e cercare di mediare. Siamo in 7: io e altri due anti occupazionari e i quattro rappresentanti. La conclusione \u00e8: entro tre giorni l'&#8221;occupazione&#8221; sar\u00e0 chiusa.<\/div>\n<div>Passa la prima notte e continua la nostra opposizione all&#8217;occupazione, la mattina dopo, cio\u00e8 oggi, rimango a casa ma resto in contatto con una mia amica che \u00e8 a scuola a &#8220;combattere&#8221; contro l&#8217;occupazione. <strong>Tutto \u00e8 sempre basato sul dialogo, mai sullo scontro<\/strong>: i rappresentanti vedono in noi un punto di riferimento e un interlocutore; <strong>discutiamo insieme alla ricerca di una soluzione condivisa<\/strong>. Nella mattinata sembra che si possa arrivare a un ultimo accordo: la sera dopo o al massimo la mattina del giorno successivo l&#8217;occupazione sar\u00e0 finita. Tutto si concluder\u00e0 con una grande manifestazione con tutte le scuole della zona. Nel pomeriggio passo per la scuola, sono rimaste poche persone. Saluto i rappresentanti e gli ricordo l&#8217;accordo a cui siamo giunti. Sembra ormai deciso. Ora attendiamo gli sviluppi di questa vicenda non ancora finita, ma non smettiamo di combattere.<\/div>\n<div>I motivi per cui ci siamo opposti a questa occupazione (io in particolare come referente MSAC della scuola) sono vari. Oltre all&#8217;ovvia ragione dell&#8217;illegalit\u00e0 di occupare la scuola, vorrei immediatamente chiarire la nostra posizione per evitare di essere tacciato di &#8220;lecchinismo&#8221;. Abbiamo avuto un confronto con gli altri rappresentanti di classe e la preside, in cui ho ribadito la nostra contrariet\u00e0 all&#8217;occupazione per un semplice motivo: non accetto che qualcuno con una scusa del tutto incompatibile con la forma di protesta attuata (ovvero l&#8217;occupazione della scuola) mi neghi <strong>un diritto fondamentale, che \u00e8 quello di andare a scuola e seguire la normale attivit\u00e0 scolastica<\/strong>. La questione ambientale \u00e8 di enorme importanza, sia chiaro, ma non vedo che nesso possa avere con l&#8217;occupazione della scuola. Per dare anche pi\u00f9 peso alla nostra protesta ho chiesto che una eventuale punizione nei confronti degli occupanti fosse estesa a tutti gli studenti dell&#8217;istituto, ebbene s\u00ec, anche a noi non occupanti. Perderemmo le gite, avremmo forse un voto di condotta basso, ma ci\u00f2 potrebbe dimostrare che non ci siamo opposti per un &#8220;secondo fine&#8221;, ma per un ideale fondamentale. Qualcuno potrebbe dirmi che la scuola e l&#8217;istruzione non servono se non posso avere un futuro migliore ma io non ci credo; anzi: senza la scuola non avremo mai le armi per difenderci un domani e cambiare questo mondo che tanto facilmente oggi diciamo che &#8220;non va&#8221;.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">MSACchini, armatevi della cultura e cambiate il vostro mondo con l&#8217;esempio e la testimonianza. Buon anno scolastico a tutti!<\/div>\n<div style=\"text-align: right;\">Matteo Vasca, classe 5^ Liceo Scientifico-Linguistico De Carlo, Giugliano in Campania.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 19 novembre 2013. Entro a scuola alle 8 e dieci, come sempre e, improvvisamente, la mia scuola viene occupata da alcuni studenti. 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