{"id":2353,"date":"2015-12-14T19:11:56","date_gmt":"2015-12-14T18:11:56","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2353"},"modified":"2015-12-14T19:11:56","modified_gmt":"2015-12-14T18:11:56","slug":"in-avvento-con-lasino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2353","title":{"rendered":"IN AVVENTO CON&#8230; L\u2019ASINO!"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2334\" src=\"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/banner_PeD.jpg\" alt=\"banner_PeD\" width=\"235\" height=\"130\" \/>di don Tony Drazza, assistente nazionale del Settore Giovani<\/em><\/p>\n<p>Ogni anno, il tempo di avvento segna l\u2019inizio di un nuovo anno liturgico, un tempo forte che la Chiesa ci suggerisce di vivere con vigilanza e maggiore attenzione, come un periodo significativo di preparazione alla nascita di Ges\u00f9, per accoglierlo e riconoscerlo.<\/p>\n<p>Ogni anno dunque ci viene rivolto l\u2019invito, sottointeso, di abbassare i ritmi della nostra vita, diminuire la velocit\u00e0 della nostra esistenza e del nostro fare per aprire gli occhi, avere maggiore attenzione perch\u00e9 qualcosa di importante deve accadere.<\/p>\n<p>Questo tempo forte ci pone davanti l\u2019invito ad avere atteggiamenti diversi e ciascuno di noi lo accoglie in modo positivo e con buoni propositi, anche se poi facciamo un po\u2019 di fatica a rendere tutto questo concreto e a viverli nella vita quotidiana\u2026 addirittura, ci rendiamo conto che le giornate, invece di prendere dei ritmi pi\u00f9 lenti, fatti anche di silenzio e preghiera, in questo periodo aumentano perch\u00e9 ci sono sempre troppe cose da fare e, in questo momento, anche la scuola chiede ai suoi alunni, e a quelli che vogliono viverla sul serio, di metterci maggiore impegno.<\/p>\n<p>Sembra proprio che non ci sia il tempo e il modo di fermarsi veramente e ci vengono tanti dubbi su come vivere queste settimane: cosa \u00e8 pi\u00f9 giusto fare? Cosa ci fa stare bene e ci pu\u00f2 dare modo di trascorrere con intensit\u00e0 e senso questi giorni?<\/p>\n<p>Puntiamo il nostro sguardo verso la tradizione del Natale\u2026 ci accorgiamo che, provvidenzialmente, la nostra vita \u00e8 molto simile a quella dell\u2019asinello, uno dei tanti personaggi che abita i presepi delle nostre case, e questo per due motivi.<\/p>\n<p>Il primo motivo, che mi sembra anche molto simpatico, fa sempre riferimento alla tradizione, perch\u00e9 il compito dell\u2019asinello \u00e8 quello di tenere al caldo il Bambino e i suoi genitori. L\u2019asino deve lavorare, scaldare, non pu\u00f2 concedersi pause perch\u00e9 Maria e Giuseppe hanno bisogno di lui e l\u2019asino \u00e8 l\u00ec con attenzione a fare il proprio dovere, senza lamentarsi o decidere di fare altro, \u00e8 protagonista della scena della nativit\u00e0, \u00e8 essenziale la sua presenza, ma \u00e8 l\u00ec \u201cin silenzio\u201d e fiero.<\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 perch\u00e9 all\u2019asino viene chiesto qualcosa di molto grande e impegnativo: mentre tutti sono in attesa di qualcosa o qualcuno, lui continua a fare il suo lavoro e addirittura gli straordinari e, nonostante tutto, \u00e8 sempre pronto. Nella stalla, dove nasce il figlio di Dio, non ci sono persone raffinate e ricche, ma \u201c\u00e8 di casa\u201d un umile animale come l\u2019asino.<\/p>\n<p>Anche la notte della fuga in Egitto chiss\u00e0 cosa avr\u00e0 pensato quando Giuseppe, in modo frettoloso e affannato si \u00e8 avvicinato per slegarlo perch\u00e9 dovevano partire: l\u2019asino senza fare capricci, si \u00e8 messo a disposizione con quello che sapeva fare meglio e cio\u00e8 caricare su di s\u00e9 Maria e il Bambino e camminare senza lamentarsi.<\/p>\n<p>Silenzioso, umile, disponibile e sempre presente in tutti i momenti particolari della vita di Ges\u00f9. Maria, Giuseppe e poi Ges\u00f9, da adulto, hanno accanto l\u2019immagine di un asino perch\u00e9 per loro nulla \u00e8 troppo poco; ognuno pu\u00f2 fare qualcosa, anche nella sua piccolezza e nella sua umilt\u00e0, ciascuno ha un posto, un compito e un ruolo importante.<\/p>\n<p>Ecco allora che proprio l\u2019asino, il nostro amico e la nostra \u201cmascotte\u201d, ci suggerisce un modo nuovo e intenso di vivere l\u2019avvento, ma anche di chiederci in quale posizione siamo dentro o fuori la grotta, nella vita di Ges\u00f9? Siamo lontani e distratti? Siamo vicini e in contemplazione? Siamo accanto? Che ruolo abbiamo?<\/p>\n<p>Questo tempo forte dell\u2019avvento ci deve aiutare ad avere in mente e nel cuore, la figura dell\u2019asino, e questo non deve sembrarci insolito e infantile, perch\u00e9 anche noi siamo chiamati a vivere la nostra vita e ogni impegno della giornata, con umilt\u00e0 e pazienza, anche sotto i colpi pi\u00f9 duri, andando controcorrente rispetto alla massa e a camminare su sentieri difficili.<\/p>\n<p>Questo cammino di avvento, ci aiuti ad arrivare fino alla grotta e a occupare il posto dell\u2019asino, accanto a Maria e Giuseppe, per contemplare la meraviglia della nascita del Figlio di Dio con la certezza che, pur con le nostre povert\u00e0, Ges\u00f9 \u00e8 nato e nasce per me, per voi e per ciascuno\u2026 perch\u00e9 ci ama.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di don Tony Drazza, assistente nazionale del Settore Giovani Ogni anno, il tempo di avvento segna l\u2019inizio di un nuovo anno liturgico, un tempo forte che la Chiesa ci suggerisce di vivere con vigilanza e maggiore attenzione, come un periodo significativo di preparazione alla nascita di Ges\u00f9, per accoglierlo e riconoscerlo. 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