{"id":2471,"date":"2017-04-24T09:00:32","date_gmt":"2017-04-24T08:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2471"},"modified":"2017-04-24T09:00:32","modified_gmt":"2017-04-24T08:00:32","slug":"gli-studenti-italiani-lansia-e-lamicizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=2471","title":{"rendered":"Gli studenti italiani, l&#8217;ansia e l&#8217;amicizia"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni \u00e8 stato presentato il nuovo <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-04-19\/studenti-italiani-campioni-ansia-e-internet-ma-abbastanza-soddisfatti-scuola-113525.shtml?uuid=AEhW9C7\">rapporto OCSE sul &#8220;benessere degli studenti&#8221;<\/a> (per chi, amante dell&#8217;inglese e di grafici e report, volesse leggere il rapporto integrale lo trova <a href=\"http:\/\/www.oecd.org\/education\/pisa-2015-results-volume-iii-9789264273856-en.htm\">qui<\/a>) che restituisce un quadro in chiaro scuro della situazione degli studenti del nostro Paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2473\" src=\"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Hypnosis-For-Test-Anxiety.jpg\" alt=\"Hypnosis-For-Test-Anxiety\" width=\"625\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Hypnosis-For-Test-Anxiety.jpg 625w, https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Hypnosis-For-Test-Anxiety-300x200.jpg 300w, https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/Hypnosis-For-Test-Anxiety-624x415.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/>Se l&#8217;OCSE dovesse descrivere con quattro caratteristiche noi studenti italiani darebbe queste coordinate:<\/p>\n<ul>\n<li>sufficientemente soddisfatti della nostra scuola;<\/li>\n<li>caratterizzati da un&#8217;ansia di prestazione superiore alla media;<\/li>\n<li>forti consumatori di internet;<\/li>\n<li>abili nello stringere amicizie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un altro dato che emerge \u00e9 per\u00f2 anche quello di un significativo sostegno da parte delle famiglie agli studenti impegnati nel loro percorso scolastico, anche se ci\u00f2, secondo diversi prof. non sempre porta a risvolti positivi.<br \/>\nQuesto quadro non molto confortante riporta l&#8217;attenzione su tematiche come la Valutazione e\u00a0 la cura dello Studente che abbiamo affrontato nel nostro Documento Congressuale nazionale e che abbiamo discusso con i responsabili di tutti i circoli msacchini qualche settimana fa a Calenzano:<\/p>\n<p><b><i>La valutazione serve per aiutare a migliorre<br \/>\n<\/i><\/b><i>Il sistema della valutazione non pu\u00f2 ridursi alla semplice assegnazione di un giudizio numerico, ma deve porre l\u2019accento sul processo di apprendimento del singolo studente e sulle competenze che acquisisce nell\u2019arco della sua carriera scolastica. Questo perch\u00e9 ci sta a cuore il percorso di formazione e non il semplice risultato. Invece la deriva a cui assistiamo \u00e8 di un\u2019ossessione valutativa e dell\u2019uso improprio della parola \u201cmeritocrazia\u201d, che sempre pi\u00f9 tende a porre un divario tra le eccellenze e il resto degli studenti. Vogliamo una scuola che riesca a cogliere nella valutazione le effettive potenzialit\u00e0 del singolo studente e renda merito alle abilit\u00e0 conseguite. In questo modo si valorizza il piacere stesso di conoscere, si riduce l\u2019ansia da prestazione, e anche il fallimento diventa parte fondamentale nel processo di formazione, senza essere demonizzato o non contemplato nel percorso di ciascuno studente.<\/i><\/p>\n<p><b><i>Cura dello studente come persona<br \/>\n<\/i><\/b><i>Lo studente \u00e8 una persona che si trova a vivere un periodo evolutivo delicato ed estremamente<br \/>\n<\/i><i>difficile, contrassegnato da un percorso di crescita pieno di cambiamenti. La difficolt\u00e0 principale negli anni della scuola sta nell\u2019essere se stessi, nel capire chi si \u00e8 e realizzarsi seguendo le proprie aspirazioni. Nei nostri istituti accadono di frequente episodi che manifestano situazioni di disagio e fragilit\u00e0. Spesso le cronache parlano di fenomeni di bullismo e cyberbullismo, di omofobia, di razzismo, di utilizzo di droghe e sostanze stupefacenti all\u2019interno delle scuole o comunque da parte di studenti. Di fronte a questi eventi, come studenti di Azione cattolica siamo spinti a interrogarci. Guardiamo a tutte queste situazioni senza giudicare, ma con l\u2019interesse sincero di farci prossimi a chi soffre. Sappiamo che il mondo non \u00e8 diviso tra buoni e cattivi. Come diceva il pensatore scozzese Ian McLaren: \u201cOgni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre\u201d. Ci avviciniamo con rispetto e in punta di piedi alle situazioni di malessere, che riguardano chi \u00e8 vittima di violenze o prevaricazioni, ma spesso anche chi ne \u00e8 autore. A tutti gli studenti, specialmente a chi vive un momento di fatica nella vita, desideriamo testimoniare quella gioia di vivere che \u00e8 il dono pi\u00f9 profondo della nostra fede: non vogliamo imporre il nostro stile e il nostro credo, ma camminare a fianco di tutti i fratelli che incontriamo a scuola<\/i>.<i><br \/>\n<\/i><\/p>\n<p>Leggere il rapporto OCSE ci fa correre con la mente all\u2019esperienza impegnativa, ma sopratutto edificante, che gli studenti di don Lorenzo Milani ci hanno raccontato durante la visita a Barbiana al termine del nostro XVI Congresso nazionale.<br \/>\nLa scuola di Barbiana ci ha costretto, e ci costringe tutti i giorni, a riflettere sulle nostre scuole. Magari partendo proprio da quel dato positivo sulla facilit\u00e0 con cui riusciamo noi studenti italiani a stringere amicizie e a creare legami.<br \/>\nEleanor Roosevelt una volta ha detto \u201cIl futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni\u201d e noi a Barbiana si pu\u00f2 dire che abbiamo visto una scuola da sogno, in cui studiare non era una fatica, non creava ansia ma era un piacere e generava stupore.<br \/>\nOggi probabilmente occorre che, continuando a sognare la scuola di don Lorenzo, ci facciamo promotori di una piccola rivoluzione silenziosa, che parta da noi stessi (tanti di noi si riconosceranno in tutto o in parte nell&#8217;opinione degli studenti intervistati) e punti a riscoprire il vero senso della scuola: conoscere, appassionarsi, scoprire se stessi e i propri doni, scoprire il nostro posto speciale nel mondo\u2026 e fare tutto questo nella gioia di essere insieme in un classe di amici, non di competitori a cui importa solo ricevere un numero svuotato di significato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2472\" src=\"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/10I-care.jpg\" alt=\"10)I care\" width=\"350\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/10I-care.jpg 350w, https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/10I-care-300x237.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/>Da questo processo che riguarda ognuno di noi nascono e vengono portate avanti anche proposte e richieste per cambiare l&#8217;impianto Normativo e i metodi di valutazione\/di accompagnamento dello studente nella nostra scuola che il MSAC, ormai da diversi anni, propone al MIUR e alle commissioni parlamentari.<br \/>\nTutte queste proposte per\u00f2 trovano pochi risconti nella vita quotidiana se non siamo noi studenti a lavorare su noi stessi e con i nostri professori, genitori e compagni.<br \/>\nLa pubblicazione del rapporto OCSE ha anche avuto il merito di riportare all&#8217;attenzione della pubblica opinione queste tematiche e anche tra noi msacchini hanno arricchito il dibattito, gi\u00e0 innescato dalle proposte contenute nel Documento Congressuale; ecco quindi alcuni interventi di msacchini delle diverse diocesi italiane<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/10I-care.jpg\"><br \/>\nCosa penso dell\u2019ansia a scuola?<\/a> Ogni giorno molti studenti entrando in aula non sono sereni, hanno paura. La scuola ci mettein condizione di essere costantemente giudicati dai professori che hanno pieno potere e possono cambiare, con un solo voto, molto nell&#8217;interiorit\u00e0 di un ragazzo.<br \/>\nIo, in qualit\u00e0 di studente, non posso pi\u00f9 crescere in un clima mite e libero perch\u00e9 l&#8217;attenzione scolastica principale \u00e8 stata spostata dalla mia crescita e dalla mia cura, a un risultato numerico che determina chi io sia per la scuola e a volte anche per me stesso. Questo provoca gravi sentimenti di inadeguatezza e ansia nei ragazzi che si sentono obbligati sempre a fare il massimo e a non poter sbagliare per non essere puniti con un brutto voto che potrebbe tradursi in un debito formativo a fine anno e, nel peggiore dei casi, nella bocciatura.<br \/>\nIl sistema di valutazione e l&#8217;ambiente scolastico dovrebbero essere completamente diversi: vorrei che percepissimo il professore come un adulto presente per aiutarci a soddisfare la nostra curiosit\u00e0 e per\u00a0 sostenerci con la sua esperienza nel nostro percorso formativo. Invece oggi, spesso, i ragazzi hanno paura dei docenti o li vedono come figure distaccate che non hanno a cuore i nostri bisogni e le nostre debolezze. Se ci fosse pi\u00f9 consapevolezza di avere un fine comune nella scuola, ossia quello di formarsi insieme e quindi di accettare i fallimenti come stimolo per fare meglio, non come punizione per non essere riusciti, allora noi studenti non avremmo pi\u00f9 tutta questa ansia. Ci sentiremmo apprezzati e compresi da professori con i quali potremmo instaurare un dialogo costruttivo, creando cos\u00ec una scuola pi\u00f9 umana e propositiva, che tenga conto della particolare bellezza di ogni studente oltre che del suo voto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i>Nicol\u00f2 Cefalo, Segretario diocesano Msac di Albano<\/i><\/p>\n<p>Il problema dell&#8217;ansia tra gli studenti, oltre sicuramente al fatto che alcuni prof tendano pi\u00f9 a volerli intimorire che non ad appassionarli, sta anche in come alcuni (anche se, stando all&#8217;Ocse, non pochi) vivono lo studio: non come crescita umana e come cittadini, ma come sistema per essere giudicati in base a un voto. Il fine del nostro studio deve andare oltre la caccia a un voto, ma deve portare a uno scopo pi\u00f9 alto. Il sapere serve solo per donarlo, come scrivevano gli studenti di Barbiana 50 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i>Gianluca Nunziante, Incaricato regionale Msac Campania<\/i><\/p>\n<p>Noi studenti siamo tendenzialmente portati ad avere una percentuale di ansia prima di compiti in classe ed interrogazioni che ci spinge a fare sempre meglio. Ma, per ci\u00f2 che vivo ogni giorno, questo tipo di sentimento diventa quasi un simbolo che marchia lo studente e si riflette infine nei modi di fare, non solo a scuola. Guardando la mia classe mi chiedo quanto l\u2019essere \u201ci migliori\u201d soddisfi sempre un ragazzo. Delle mie amiche non dormono sui libri la notte e stanno male prima di un compito o di una interrogazione molto importante, solo perch\u00e9 quest\u2019ansia le logora e le condiziona cos\u00ec tanto da non farle dimenticare che lo studio non \u00e8 solo imparare mille formule o cent\u2019anni di storia; la scuola \u00e8 il luogo dove noi studenti possiamo dare sfogo alla nostra persona! Ma in questo i professori non ci aiutano, anzi, spesso sono i primi a non congratularsi mai con noi studenti, anche quando i risultati parlano.<br \/>\nMa alla fine quanto pu\u00f2 davvero contare un numero quando si perde il valore di un ragazzo?<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i>Martina Zagaria, Segretaria Msac diocesi di Andria<\/i><\/p>\n<p>I dati OCSE evidenziano come gli studenti italiani siano i pi\u00f9 ansiosi in Europa. Credo che questo sia vero solo in alcuni casi: se infatti ci sono studenti che vogliono eccellere, ma non riescono a sostenere il peso della competizione, c&#8217;\u00e8 anche chi fa poco e alla fine dell\u2019anno decide di darsi da fare per evitare i debiti.<br \/>\nPurtroppo i voti non sono l\u2019unico motivo di ansia negli studenti. Continuando a leggere i dati OCSE si scopre che in Italia troviamo le famiglie che si interessano di pi\u00f9 in Europa all\u2019attivit\u00e0 scolastica dei loro figli. Ci\u00f2 si direbbe un bene, se i genitori, come spesso accade, non avessero troppe aspettative nei risultati dei figli, tanto da spronarli a dare sempre il massimo, senza tener conto che certi risultati potrebbero non essere nelle loro capacit\u00e0. Ci sono genitori che davanti alle insufficienze dei figli vanno direttamente dal dirigente, protestando perch\u00e9, a loro dire, &#8220;\u00e8 colpa dei prof&#8221;. Aiuterebbe invece di pi\u00f9 il dialogo diretto.<br \/>\nTornando a guardare i dati OCSE troviamo un altro dato positivo: gli studenti italiani pur essendo i pi\u00f9 ansiosi sono quelli che socializzano pi\u00f9 facilmente tra i banchi di scuola. Del resto Leopardi gi\u00e0 ce lo anticipava: nelle avversit\u00e0 e nel dolore gli uomini per natura sono portati a unirsi formando una \u201csocial catena\u201d per sopportare meglio i mali della vita. E quale male pi\u00f9 grande per uno studente di trovarsi a scuola? Scherzi a parte, per alcuni studenti, la scuola \u00e8 quasi una condanna. Per quanto magari capiscano l\u2019importanza dello studio, o per quanto una materia piaccia o meno, andare a scuola per molti \u00e8 un peso, e tra le poche cose che riescono ad alleggerire questo peso sono, appunto, le amicizie tra banchi.<br \/>\nInfine l&#8217;OCSE sottolinea come gli italiani siano tra gli studenti che navigano di pi\u00f9 in Europa. Potrebbe sembrare il massimo. Il problema per\u00f2 non \u00e8 tanto il tempo utilizzato sugli apparecchi digitali, ma il modo. Infatti sempre pi\u00f9 assorbiti dai contenuti dei social, i ragazzi non riescono a sfruttare appieno le potenzialit\u00e0 delle macchine\u00a0 utilizzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><i>Edoardo Sinigaglia, Incaricato regionale Msac Triveneto\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Vogliamo sapere i pareri di tutti gli studenti d\u2019Italia: vi riconoscete nei dati emersi? La pensate diversamente? Lasciate il vostro commento #iopartecipo #ansiaeamicizia #ditelavostra<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni \u00e8 stato presentato il nuovo rapporto OCSE sul &#8220;benessere degli studenti&#8221; (per chi, amante dell&#8217;inglese e di grafici e report, volesse leggere il rapporto integrale lo trova qui) che restituisce un quadro in chiaro scuro della situazione degli studenti del nostro Paese. 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