{"id":889,"date":"2009-11-19T12:00:26","date_gmt":"2009-11-19T11:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/?p=889"},"modified":"2009-11-22T17:13:24","modified_gmt":"2009-11-22T16:13:24","slug":"tavola-rotonda-sulla-scuola-intervista-su-zainet-del-mese-di-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=889","title":{"rendered":"TAVOLA ROTONDA SULLA SCUOLA: INTERVISTA SU ZAI.NET DEL MESE DI NOVEMBRE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo l&#8217;intervista realizzata da Zai.Net (rivista studentesca) sul tema della scuola a tre associazioni studentesche: Unione degli studenti (UdS), Azione Studentesca (AS) e Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC che per\u00f2 qui di seguito viene riportato con la siglia Ac); Il Movimento Studenti di AC \u00e8 stato rappresentato da Agatino Lanzafame,\u00a0delegato al Ministero\u00a0della Pubblica Istruzione per il MSAC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo appuntamento redazionale con il mondo<br \/>\ndella politica giovanile. Questa volta l\u2019argomento \u00e8<br \/>\nstato il pane quotidiano di qualsiasi giovane rampante<br \/>\nche si rispetti: la scuola. A confrontarsi davanti al<br \/>\nnostro coordinatore redazionale Matteo Marchetti sono<br \/>\nstati gli esponenti dell\u2019Unione degli Studenti (organizzazione<br \/>\nstudentesca d\u2019ispirazione sindacale e di sinistra),<br \/>\ndell\u2019Azione Cattolica (giunto apposta da Catania! Grazie<br \/>\nancora!) e di Azione Studentesca.<\/p>\n<p>Nome, et\u00e0, qualifica.<\/p>\n<p>Ac: Agatino Lanzafame, 23 anni, delegato al Ministero<br \/>\ndell\u2019Istruzione per l\u2019Azione Cattolica.<br \/>\nAs: Giorgio Rezk, 19 anni, viceresponsabile romano di<br \/>\nAzione Studentesca.<br \/>\nUds: Tito Russo, 22 anni, coordinatore nazionale<br \/>\ndell\u2019Unione degli Studenti.<\/p>\n<p>All\u2019inaugurazione dell\u2019ultimo anno scolastico, il Presidente<br \/>\ndella Repubblica Napolitano ha detto: la scuola pubblica<br \/>\nsia migliore ma non d\u2019\u00e9lite. Siete d\u2019accordo?<\/p>\n<p>Uds: La necessit\u00e0 di miglioramenti \u00e8 evidente. Per quanto<br \/>\nriguarda le \u00e9lite, il nostro sistema scolastico presenta<br \/>\nda sempre canoni elitari, sia per l\u2019accesso \u2013 tassazione<br \/>\ncrescente, costo del materiale didattico, mancanza di<br \/>\nammortizzatori sociali per chi frequenta la scuola dell\u2019obbligo<br \/>\n\u2013 sia per metodologie di apprendimento: abbiamo<br \/>\nun gran numero di studenti, ma i contenuti che vengono<br \/>\ninsegnati diminuiscono di qualit\u00e0.<br \/>\nAc: Come al solito il Capo dello Stato ci richiama alle<br \/>\nnostre radici costituzionali, a una scuola di qualit\u00e0 accessibile<br \/>\na tutti. Ovviamente per\u00f2 non \u00e8 solo un discorso che<br \/>\nriguarda gli studenti: per una scuola di qualit\u00e0 occorrono<br \/>\nstrutture adeguate \u2013 perch\u00e9 una scuola di qualit\u00e0 \u00e8 una<br \/>\nscuola sicura \u2013 e la possibilit\u00e0 per tutti di accedere a tutti<br \/>\ni canali di istruzione. Per entrambe queste questioni \u00e8<br \/>\nnecessario un intervento della politica.<br \/>\nAs: Anch\u2019io condivido le parole del Presidente della<br \/>\nRepubblica: la scuola va migliorata, deve vedere riaffermata<br \/>\nla meritocrazia e la responsabilit\u00e0 degli studenti,<br \/>\ndue questioni minate dal Sessantotto insieme al prestigio<br \/>\nstesso dell\u2019istituzione scolastica. Togliamoci poi dalla<br \/>\ntesta che la scuola debba formare solo la \u201cclasse dirigente\u201d:<br \/>\nun Paese non \u00e8 fatto unicamente di avvocati e dottori,<br \/>\nma anche di operai, di artigiani. Non condivido le<br \/>\nvostre riflessioni sul presunto elitarismo della scuola italiana:<br \/>\nsiamo un Paese dove il diritto allo studio \u00e8 fortemente<br \/>\ntutelato dalla legge; ci sono poi dei fattori che lo<br \/>\nlimitano, penso per esempio al costo dei libri.<\/p>\n<p>Del costo dei libri si lamentano un po\u2019 tutti. Escludendo<br \/>\ndal discorso le situazioni di vero disagio economico (che<br \/>\nva combattuto duramente), non si pu\u00f2 non notare una<br \/>\nderiva consumistica. Ha senso lamentarsi del costo di un<br \/>\ndizionario \u2013 che va comprato una volta in cinque anni \u2013 e<br \/>\nmunire il pargolo di un cellulare da centinaia di euro?<\/p>\n<p>Ac: No, ma riflette un modo di pensare molto diffuso nel<br \/>\nPaese: se la politica parla sempre della scuola come di un<br \/>\ncapitolo di spesa, \u00e8 logico che la cittadinanza far\u00e0 altrettanto.<br \/>\nBisogna rimettere al centro del dibattito un\u2019idea<br \/>\ndell\u2019istruzione che sia una fase imprescindibile della formazione<br \/>\ndel cittadino.<br \/>\nAs: Non bisogna permettere la vergognosa speculazione<br \/>\nche ogni anno vediamo andare in onda: i tetti ministeriali<br \/>\nparlano di un massimo, per il primo anno di liceo classico,<br \/>\ndi 370 euro, ma da un\u2019indagine che abbiamo condotto<br \/>\nemergono situazioni che sforano abbondantemente<br \/>\ni 500. Le case editrici prosperano sulla pelle degli studenti.<br \/>\nDetto questo, non mi sembra uno scandalo se un<br \/>\nragazzo desidera pi\u00f9 una scarpa firmata che non un libro<br \/>\ndi testo\u2026<br \/>\nUds: Farei per\u00f2 un discorso, pi\u00f9 che di costo dei libri, di<br \/>\ncosto del materiale didattico: un dizionario di greco per il<br \/>\nclassico, che durer\u00e0 cinque anni, coster\u00e0 dai cinquanta ai<br \/>\ncento euro; un flacone da 60 ml di solvente per i laboratori<br \/>\ndi oreficeria di un istituto tecnico costa 32 euro l\u2019uno,<br \/>\ne se ne consuma almeno uno al mese: sono quasi trecento<br \/>\neuro ogni anno che si sommano al costo gi\u00e0 alto<br \/>\ndei libri. Difficile non vedere poi una convergenza di inte-<br \/>\nressi fra case editrici e Stato, che incassa l\u2019Iva. Perch\u00e9 i<br \/>\nlibri scolastici hanno un carico fiscale del 20%, come i<br \/>\nbeni di lusso?<\/p>\n<p>Se doveste associare una parola al Ministro Gelmini?<\/p>\n<p>As: Coraggiosa.<br \/>\nUds: Dimissioni.<br \/>\nAc: \u2026 Mmh, passo [dopo quasi un\u2019ora di discorso, Agatino<br \/>\npartorir\u00e0: \u00abMinistro dell\u2019Istruzione\u00bb].<\/p>\n<p>Il peggior ministro dell\u2019Istruzione degli ultimi 15 anni?<\/p>\n<p>As: Berlinguer.<br \/>\nUds: Moratti.<br \/>\nAc: Tutti, perch\u00e9 nessuno ha partorito una riforma della<br \/>\nscuola condivisa e organica.<\/p>\n<p>Quale aspetto della scuola italiana avrebbe pi\u00f9 urgente<br \/>\nbisogno di un intervento?<\/p>\n<p>As: Bisogna dare a chi si diploma un\u2019idea di futuro.<br \/>\nUds: Sarei un po\u2019 pi\u00f9 concreto: l\u2019edilizia scolastica, perch\u00e9<br \/>\n\u00e8 impossibile una scuola di qualit\u00e0 se ti cade a pezzi<br \/>\naddosso.<br \/>\nAc: Tre punti: formazione dei docenti, riforma dei saperi \u2013<br \/>\nrimettere mano quindi ai contenuti e non pi\u00f9 solo alla<br \/>\nscatola \u2013 e diritto allo studio.<\/p>\n<p>I vari tentativi di riforma hanno avuto in comune un obiettivo:<br \/>\nla comunicazione con il mondo del lavoro. Ha senso<br \/>\ninseguire un mondo del lavoro in vorticoso cambiamento<br \/>\n\u2013 con il risultato di essere sempre in ritardo?<\/p>\n<p>Uds: Nell\u2019apertura al mondo del lavoro la scuola ha tre<br \/>\nimpedimenti fondamentali. Innanzitutto i bassi investimenti<br \/>\nnella ricerca, vero anello di congiunzione fra formazione<br \/>\ne imprese. Seconda questione sono i metodi di<br \/>\ninsegnamento, fermi, sia nei tecnici che nei licei, alla<br \/>\nlezione frontale. Infine, uno dei problemi \u00e8 il mondo del<br \/>\nlavoro stesso, il precariato. L\u2019alternanza scuola-lavoro<br \/>\nsarebbe un\u2019occasione molto seria, ma senza regole \u00e8<br \/>\nsfruttamento; oggi non viene riconosciuta nemmeno la<br \/>\ncopertura assicurativa in caso di infortunio. Sono per\u00f2<br \/>\nsicuro che nessun governo, neanche di sinistra, colmer\u00e0<br \/>\nmai questo vuoto, perch\u00e9 rischierebbe di andare contro<br \/>\nConfindustria.<br \/>\nAs: Come ho gi\u00e0 detto, uno dei problemi strutturali della<br \/>\nscuola \u00e8 la scarsa prospettiva. Dobbiamo distinguere per\u00f2<br \/>\nl\u2019istruzione liceale e quella tecnico-professionale: nel<br \/>\nprimo caso, lo studente in genere si iscrive all\u2019universit\u00e0;<br \/>\nnel secondo, invece, ci si aspetterebbe<br \/>\nuna maggiore formazione<br \/>\nprofessionale. Sappiamo che purtroppo<br \/>\nnon sempre \u00e8 cos\u00ec; andrebbero<br \/>\naumentate le ore di stage, in<br \/>\nmodo da aprire con leggero anticipo<br \/>\nun percorso lavorativo soddisfacente.<br \/>\nSono d\u2019accordo con Tito sulla<br \/>\nnecessit\u00e0 di una regolamentazione<br \/>\npi\u00f9 stringente degli stage.<br \/>\nAc: Secondo me bisogna tornare<br \/>\nancora una volta sul ruolo della<br \/>\nscuola, che non serve a produrre<br \/>\nteste \u201cben piene\u201d, ma \u201cben fatte\u201d:<br \/>\nlo scopo della scuola \u00e8 innanzitutto<br \/>\nformare lo studente come persona<br \/>\ne come cittadino. Il lavoro \u00e8 solo<br \/>\nuna conseguenza di tutto questo.<br \/>\nL\u2019investimento da fare, secondo me,<br \/>\n\u00e8 nei percorsi di orientamento.<\/p>\n<p>A partire dalla contestazione degli<br \/>\nanni Settanta, l\u2019autorevolezza<br \/>\ndella scuola \u00e8 venuta meno, introducendo<br \/>\nun rapporto pi\u00f9 paritario<br \/>\nfra docenti e studenti. Di recente<br \/>\nsembra invece tornare di moda la severit\u00e0: c\u2019\u00e8 un \u201cgiusto<br \/>\nmezzo\u201d?<\/p>\n<p>Uds: Rispetto alla prospettiva del Sessantotto \u00e8 stato<br \/>\nfatto un passo indietro: \u201cprodurre conoscenza\u201d significa<br \/>\nrielaborare in proprio i contenuti trasmessi dal docente;<br \/>\ndunque, studente e professore devono essere pari. Va<br \/>\ncambiato il concetto stesso di valutazione, non si pu\u00f2<br \/>\nesultare per l\u2019aumento di bocciature come ha fatto il ministro<br \/>\nquest\u2019estate. Il rendimento dello studente non pu\u00f2<br \/>\nessere appiattito in decimali. In Europa \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec; tra l\u2019altro,<br \/>\na fine anno lo studente pu\u00f2 valutare le metodologie<br \/>\nd\u2019insegnamento di docenti sempre impegnati in corsi<br \/>\nd\u2019aggiornamento. La severit\u00e0 fine a se stessa non serve a<br \/>\nnulla, crea solo una scuola esclusiva.<br \/>\nAc: Ricordiamo poi che nello Statuto degli studenti \u00e8 scritto<br \/>\nche \u201cla scuola \u00e8 una comunit\u00e0 educante\u201d, a indicare<br \/>\nuna corresponsabilit\u00e0 fra tutte le figure attive nell\u2019istituto.<br \/>\nLa partecipazione e il dialogo con il docente sono tanto<br \/>\nimportanti quanto i contenuti della lezione stessa. Non<br \/>\nbisogna fermarsi davanti alla passivit\u00e0: il bravo docente \u00e8<br \/>\nun docente autorevole, non uno autoritario. Chi sa stimolare<br \/>\nla partecipazione, l\u2019amore per la materia, \u00e8 un buon<br \/>\ndocente. Non dobbiamo nasconderci che \u00e8 in atto una<br \/>\ncrisi dei modelli educativi; le associazioni studentesche<br \/>\npossono giocare un ruolo decisivo nel ricordare ai<br \/>\nragazzi sia i loro diritti sia, per\u00f2, i loro doveri. In quanto<br \/>\nalla bocciatura, \u00e8 un fallimento educativo della scuola,<br \/>\nnon pu\u00f2 essere festeggiata.<br \/>\nAs: Le varie iniziative di protesta, a partire dal<br \/>\nSessantotto per arrivare recentemente all\u2019Onda, hanno<br \/>\navuto un approccio ideologico, un intento neanche troppo<br \/>\nnascosto di dividere la societ\u00e0 in classi. Hanno svilito<br \/>\nl\u2019apporto della persona all\u2019istituzione scolastica e, per<br \/>\ncontro, causato nella stessa classe docente una contrapposizione<br \/>\ncon gli alunni. Una classe docente anch\u2019essa in<br \/>\nbuona parte ideologizzata, ex sessantottina, che al posto<br \/>\ndella scuola che ha abbattuto non ha costruito nulla.<\/p>\n<p>A proposito della classe docente e della sua et\u00e0: non si<br \/>\npu\u00f2 ignorare che si sta andando verso una specie di<br \/>\n\u201cgiorno del giudizio\u201d, visto che buona parte dei professori<br \/>\ndi ruolo \u00e8 prossimo alla pensione.<\/p>\n<p>Ac: Questa \u00e8 una delle questioni pi\u00f9 urgenti cui rispondere:<br \/>\nle universit\u00e0 e le graduatorie dei provveditorati sono<br \/>\npiene di giovani insegnanti appassionati<br \/>\ne preparatissimi, per i quali<br \/>\nla possibilit\u00e0 di ottenere una cattedra<br \/>\na tempo pieno \u00e8 lontanissima,<br \/>\nmentre la scuola avrebbe bisogno<br \/>\ndi queste energie. Bisogna cambiare<br \/>\nla logica del reclutamento: non \u00e8<br \/>\nsolo una questione di et\u00e0, ma di<br \/>\nformazione continua. Si badi bene,<br \/>\n\u201cformazione\u201d, non \u201caggiornamento\u201d.<br \/>\nAl di l\u00e0 della competenza, ai<br \/>\ndocenti si richiede la capacit\u00e0 di trasmettere<br \/>\nil loro sapere.<br \/>\nUds: In realt\u00e0 lo spazio per i precari<br \/>\nci sarebbe gi\u00e0: pensiamo ai corsi<br \/>\ndi recupero, che oggi sono tenuti<br \/>\ndai docenti titolari dell\u2019istituto, per<br \/>\nquesto retribuiti. Pensiamo a tutti i<br \/>\ncanali di sperpero che affliggono la<br \/>\nscuola italiana, prima di calare la<br \/>\nmannaia su 67000 persone in tre<br \/>\nanni: queste sarebbero tutte energie<br \/>\nperse, sprecate. Il gran numero<br \/>\ndi insegnanti disoccupati o precari<br \/>\npotrebbe essere assorbito dal piano<br \/>\ndi prepensionamento del ministero; purtroppo, lo Stato<br \/>\npreferisce le supplenze brevi o annuali, che lo fanno<br \/>\nrisparmiare. O almeno, cos\u00ec sembra: se \u00e8 vero che un<br \/>\nsupplente annuale ad agosto non viene pagato, \u00e8 anche<br \/>\nvero che la macchina burocratica che gestisce questo<br \/>\nvalzer ha dei costi. Siamo sicuri che siano inferiori a<br \/>\nquelli di un\u2019assunzione?<br \/>\nAs: Secondo me, invece, la parola d\u2019ordine da tenere sempre<br \/>\na mente \u00e8 \u201cmeritocrazia\u201d. \u00c8 triste che persone che<br \/>\nhanno studiato una vita si trovino di fronte a una porta<br \/>\nchiusa, ma non si pu\u00f2 pensare che la scuola funga da<br \/>\nammortizzatore sociale. Se si vuole dare spazio ai nuovi,<br \/>\nbisogna trovare il modo di cacciare chi occupa, immeritatamente,<br \/>\nuna cattedra.<\/p>\n<p>Entrambi gli schieramenti, una volta arrivati al governo,<br \/>\nhanno operato dei tagli: ne deduco che la scuola costa<br \/>\ntroppo. Se, come ci viene ripetuto da anni, \u201cil sapere \u00e8 il<br \/>\npetrolio del III millennio\u201d, esiste un \u201ctroppo\u201d?<\/p>\n<p>As: Secondo me si fa troppo allarmismo su delle razionalizzazioni<br \/>\ndi spesa che si sono rese necessarie per fare<br \/>\nfronte alla crisi.<br \/>\nUds: \u201cRazionalizzazione\u201d implicherebbe un taglio selettivo,<br \/>\nnon indiscriminato come \u00e8 stato fatto\u2026<br \/>\nAs: Non mi sembra ci siano stati cataclismi irreparabili: i<br \/>\ntagli sono stati presi a pretesto dai sindacati e dai professori<br \/>\nstessi per una mobilitazione squisitamente politica.<br \/>\nUds: Mi viene da sorridere quando sento che un taglio<br \/>\n\u00e8 un\u2019occasione di razionalizzazione o, peggio, che bisogna<br \/>\nadattarsi perch\u00e9 non ci sono risorse: lo Stato ha da<br \/>\npoco speso la bellezza di 14 miliardi di euro per acquistare<br \/>\n260 cacciabombardieri e altri 5 per ingraziarsi un<br \/>\ndittatore come Gheddafi.<br \/>\nAc: In teoria non esiste una spesa troppo alta per il futuro<br \/>\ndel Paese. D\u2019altro canto, per\u00f2, la realt\u00e0 evidente \u00e8 quella<br \/>\ndi una coperta troppo corta. Il problema \u00e8 tra l\u2019altro che<br \/>\ni soldi spesso vengono spesi male, sia a livello generale<br \/>\n(penso agli sprechi degli enti locali) che poi in particolare<br \/>\nnel settore della scuola. Se per\u00f2 all\u2019opera di riduzione del<br \/>\npersonale si accompagna un rinnovamento delle strutture,<br \/>\nun miglioramento dell\u2019offerta formativa, un investimento<br \/>\neducativo, allora questa \u201crazionalizzazione\u201d sia la benvenuta.<br \/>\nSe i tagli sul personale fossero un gioco \u201ca somma<br \/>\nzero\u201d (risparmio sul personale e reinvesto questa cifra<br \/>\nnella scuola) sarebbero razionalizzazioni. Altrimenti chiamiamoli<br \/>\ntagli.<\/p>\n<p>A proposito di stipendi: si pu\u00f2 pretendere un insegnamento<br \/>\ndi qualit\u00e0 da un docente sottopagato? Sarebbe uno<br \/>\nscandalo pagare di pi\u00f9 i docenti migliori?<\/p>\n<p>Uds: Inserire discriminazioni retributive fra i docenti inserirebbe<br \/>\nun altro capitolo di mercimonio nel mondo dell\u2019istruzione.<br \/>\n\u00c8 vero che gli stipendi dei professori sono<br \/>\nmolto bassi, ma non credo alle ripercussioni negative<br \/>\nsulla qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento.<\/p>\n<p>S\u00ec, ma una professione poco redditizia verr\u00e0 evitata da<br \/>\nchiunque sia abbastanza qualificato da trovarne altre,<br \/>\nesclusi ovviamente i nobili \u201cmissionari\u201d.<\/p>\n<p>Uds: Prima di preoccuparci dell\u2019appetibilit\u00e0 della professione<br \/>\ndocente vanno riqualificate le retribuzioni di chi gi\u00e0<br \/>\ninsegna.<br \/>\nAs: Oggi gli stipendi sono uguali per tutti, ma non tutti gli<br \/>\ninsegnanti sono uguali: perch\u00e9 non pagare meglio chi \u00e8<br \/>\npi\u00f9 bravo?<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande riforma dell\u2019istruzione negli ultimi anni \u00e8<br \/>\nstata l\u2019autonomia scolastica. Il risultato \u00e8 per\u00f2 abbastanza<br \/>\nstrano, visto che i programmi sono rimasti nazionali;<br \/>\ninoltre, il sistema mette in competizione istituti<br \/>\npubblici, che poi rilasceranno titoli assolutamente equivalenti.<br \/>\nChe senso ha?<\/p>\n<p>Ac: Il giudizio sull\u2019autonomia \u00e8 certamente positivo, perch\u00e9<br \/>\npermette agli istituti di venire incontro a bisogni specifici<br \/>\ndel territorio. Purtroppo, quest\u2019autonomia \u00e8 solo parziale.<br \/>\nIn pi\u00f9, ha scatenato pratiche pi\u00f9 commerciali che<br \/>\nnon didattiche, con insegnanti trasformati in piazzisti<br \/>\nsguinzagliati nelle scuole medie per raccattare pi\u00f9 iscritti<br \/>\npossibile. Il principio per\u00f2 resta nobile e utile, perch\u00e9<br \/>\ncoinvolge anche gli studenti e i loro progetti nell\u2019offerta<br \/>\nformativa.<br \/>\nAs: Io sono \u201cparzialmente favorevole\u201d all\u2019autonomia scolastica.<br \/>\nUn dirigente scolastico ha la possibilit\u00e0 di adattare<br \/>\nl\u2019istituto alle necessit\u00e0 del territorio, gli studenti quella<br \/>\ndi arricchire il proprio curriculum. Cos\u00ec, in grado di offrire<br \/>\nattivit\u00e0 pomeridiane, la scuola diventa un punto di riferimento<br \/>\nper l\u2019intera comunit\u00e0. Mettere in competizione economica<br \/>\ngli istituti, per\u00f2, fa temere degenerazioni di tipo<br \/>\nanglosassone, dove il bilancio viene prima della formazione<br \/>\nglobale dello studente.<\/p>\n<p>S\u00ec, per\u00f2 almeno nei Paesi anglosassoni l\u2019autonomia \u00e8<br \/>\ntotale.<\/p>\n<p>Ac: Cerchiamo per\u00f2 di andare al di l\u00e0 dei problemi che<br \/>\nsicuramente l\u2019autonomia ha e guardiamo alla realt\u00e0 positiva:<br \/>\nl\u2019autonomia trasforma la scuola in una casa, un<br \/>\nluogo dove si va non perch\u00e9 deportati ma per viverlo, per<br \/>\nvedere un film al pomeriggio o frequentare un gruppo di<br \/>\nstudio; trasforma gli edifici scolastici in luoghi diversi da<br \/>\nquello che comunemente si identifica con \u201cscuola\u201d. Anche<br \/>\nper fare cose a carattere puramente ludico.<br \/>\nUds: Quando parliamo di autonomia, vedo un bellissimo<br \/>\nprogetto, che ripensava la scuola in funzione del proprio<br \/>\nterritorio, degenerato in un fallimento. Non \u00e8 vero che gli<br \/>\nstudenti hanno tutta questa voce in capitolo riguardo al<br \/>\npiano dell\u2019offerta formativa; questo sarebbe vero in teoria,<br \/>\nma il piano viene approvato nel primo Consiglio<br \/>\nd\u2019Istituto dell\u2019anno, che si riunisce ai primi di settembre<br \/>\ne, dunque, prima che gli studenti possano aver elaborato<br \/>\ndei loro progetti. Quand\u2019anche li avessero preparati, le<br \/>\ndelibere del Comitato studentesco, prima di approdare in<br \/>\nConsiglio d\u2019Istituto, spesso vengono fatte passare per il<br \/>\nCollegio Docenti (diversamente da quanto previsto dalla<br \/>\nlegge), in cui i ragazzi non sono rappresentati. E dire che<br \/>\nla legge istitutiva dell\u2019autonomia, varata dall\u2019allora ministro<br \/>\nLuigi Berlinguer, prevede per queste situazioni apposite<br \/>\ncommissioni paritetiche, in modo da non penalizzare<br \/>\nla componente studentesca.<\/p>\n<p>Quando fu presentato il tentativo di riforma del ministro<br \/>\nMoratti si parlava di \u201cscuola-azienda\u201d: i contrari dicevano<br \/>\nche era impossibile scegliere a quattordici anni se lavorare<br \/>\no andare all\u2019universit\u00e0. Esiste un\u2019et\u00e0 giusta per questa scelta?<br \/>\nL\u2019obbligo formativo, nato per contrastare il lavoro minorile<br \/>\nin un\u2019Italia diversa da oggi, ha ancora un senso?<\/p>\n<p>As: Quella di oggi mi sembra abbastanza congrua, in fin<br \/>\ndei conti.<br \/>\nAc: Io andrei un po\u2019 cauto a parlare di Italia \u201cdiversa\u201d, di<br \/>\n\u201csociet\u00e0 del benessere\u201d: facendolo dimentichiamo le<br \/>\nsituazioni di marginalit\u00e0 e disagio sociale che, specie al<br \/>\nSud, sono tutt\u2019altro che debellate. Penso che una misura<br \/>\ncome l\u2019obbligo scolastico ribadisca la necessit\u00e0 di un<br \/>\nperiodo della vita di una persona dedicata alla formazione.<br \/>\nAnzi, cercherei di legarlo al conseguimento di un titolo<br \/>\ndi qualifica: alla fine del triennio di formazione professionale<br \/>\no al diploma in un liceo.<br \/>\nUds: Non dimentichiamoci che l\u2019obbligo scolastico non \u00e8<br \/>\npensato solo per combattere il lavoro nero, ma anche e<br \/>\nsoprattutto per tenere i ragazzi fuori dal giro della criminalit\u00e0:<br \/>\nla sua funzione sociale \u00e8 tutt\u2019altro che sorpassata.<br \/>\nNoi pensiamo a un sistema di obbligo scolastico adeguatamente<br \/>\nfinanziato (perch\u00e9 alzare l\u2019obbligo costa) e che<br \/>\npreveda un biennio unitario per tutti gli indirizzi, al termine<br \/>\ndel quale scegliere la propria strada con cognizione<br \/>\ndi causa e una base di partenza comune a tutti.<\/p>\n<p>Beh, in realt\u00e0 questo ruolo \u201cunificatore\u201d spetterebbe gi\u00e0<br \/>\nalla scuola media.<\/p>\n<p>Uds: Hai colto nel segno. \u00c8 per questo infatti che secondo<br \/>\nnoi occorre una revisione dei cicli totale.<br \/>\nAc: Pi\u00f9 che andare a inserire un nuovo biennio unitario<br \/>\ncercherei di ridare qualit\u00e0 alla scuola media, che gi\u00e0<br \/>\nbasterebbe.<\/p>\n<p>La politica scolastica \u00e8 il vostro pane quotidiano, ma la<br \/>\npartecipazione di massa ai momenti istituzionali di questa<br \/>\npolitica \u2013 assemblee, comitati studenteschi \u2013 \u00e8 merce<br \/>\nrara. Provocazione: e se venissero aboliti i Decreti<br \/>\nDelegati (il provvedimento del 1974 con cui furono istituite<br \/>\nle rappresentanze studentesche, ndr)?<\/p>\n<p>Uds: Diciamo intanto che \u00e8 in atto il tentativo di svuotarli,<br \/>\nche sortirebbe pi\u00f9 o meno gli stessi risultati. Gli studenti<br \/>\nsi stanno muovendo: ad esempio, per promuovere una<br \/>\npartecipazione di tutti, si stanno sperimentando le assemblee<br \/>\nd\u2019istituto \u201cseparate\u201d in base alla sezione o all\u2019anno<br \/>\ndi frequenza. Riducendo il numero di presenti, dovrebbe<br \/>\nessere meno difficile per un ragazzo piccolo o timido<br \/>\nprendere la parola.<br \/>\nAs: Possiamo dire anche che questo \u00e8 un trucco per aggirare<br \/>\nla carenza di locali adeguati alle assemblee\u2026<br \/>\nUds: Sicuramente. Comunque devo dire che, frequentando<br \/>\nil movimento dell\u2019Onda dell\u2019anno scorso, ho visto in<br \/>\nampi settori di questo movimento un rifiuto della democrazia<br \/>\nrappresentativa, delle associazioni che ne fanno<br \/>\nparte e dei momenti istituzionali che la compongono in<br \/>\nuna scuola, in primis l\u2019assemblea d\u2019istituto. Su questa disaffezione<br \/>\ngioca un ruolo determinante la sostanziale<br \/>\nimpotenza dei rappresentanti in Consiglio d\u2019Istituto (i professori<br \/>\nhanno un numero di voti doppio rispetto agli studenti)<br \/>\ne nei consigli di classe. Le assemblee di classe<br \/>\nsono ormai due ore al mese di vacanza istituzionalizzata,<br \/>\ni comitati studenteschi una riunione di casta impenetrabile.<br \/>\nI comitati sarebbero invece una risorsa immensa, perch\u00e9<br \/>\norgano rappresentativo della componente pi\u00f9 numerosa<br \/>\ndi un istituto.<\/p>\n<p>I Decreti furono varati per rispondere alle necessit\u00e0 di<br \/>\nuna generazione molto attiva che chiedeva di partecipare<br \/>\nai processi decisionali. La risposta a quella del<br \/>\nDuemila sarebbe la loro abrogazione. Anche perch\u00e9,<br \/>\noggi come oggi, gli studenti politicizzati rappresentano<br \/>\nuna minoranza esigua che il pi\u00f9 delle volte trascina o<br \/>\nindottrina gli altri.<\/p>\n<p>Uds: Su questo ti do ragione. In particolare, la figura del rappresentante<br \/>\nd\u2019Istituto si \u00e8 affermata come figura carismatica,<br \/>\nda seguire acriticamente. Questa degenerazione finisce<br \/>\nper creare disaffezione e disinteresse verso i momenti decisionali,<br \/>\nin base alla convinzione \u2013 sbagliata \u2013 che sia il rappresentante<br \/>\na dover decidere. Pi\u00f9 che comprimere gli spazi,<br \/>\nanche solo in modo provocatorio, sarei per allargarli, per<br \/>\ndimostrare a tutti che possono partecipare e decidere. Un<br \/>\nesempio? Aumentiamo il numero di componenti del comitato<br \/>\nstudentesco. Diminuiamo le deleghe e spingiamo a partecipare:<br \/>\nil comitato, cos\u00ec allargato, potrebbe fungere da<br \/>\nassemblea d\u2019istituto permanente.<br \/>\nAs: I Decreti Delegati sono una grande conquista.<br \/>\nRischiano per\u00f2 di diventare un atto dovuto.<br \/>\nAs: Intanto abbiamo l\u2019obbligo di promuovere partecipazione,<br \/>\nnon tanto in termini numerici ma qualitativi.<br \/>\nAll\u2019interno degli organi collegiali c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di<br \/>\nconfrontarsi fra coetanei, fra compagni di scuola; magari<br \/>\npotremmo ridisegnare il giorno dell\u2019assemblea,<br \/>\nsognando locali adeguati che permettano di trasformarla<br \/>\nin un momento di socialit\u00e0 a tutto campo, dal dibattito<br \/>\nal divertimento.<br \/>\nAc: Secondo me bisogna partire da una presa di<br \/>\ncoscienza: il sistema degli organi collegiali \u00e8 in crisi e<br \/>\nha bisogno di essere rivisto. Questa riforma, secondo<br \/>\nnoi, deve passare attraverso due fasi: tornare a ribadire<br \/>\nla partecipazione come un valore fondamentale della<br \/>\ndemocrazia, riscoprendo cos\u00ec la politica nel senso pi\u00f9<br \/>\nnobile del termine, e riscoprire i luoghi della partecipazione,<br \/>\nrilanciando l\u2019assemblea, i consigli di classe, i<br \/>\ncomitati studenteschi. Questi ultimi, in particolare,<br \/>\navrebbero bisogno secondo me di un regolamento<br \/>\nnazionale: non ci si pu\u00f2 basare sulla condotta dei singoli<br \/>\nistituti. Abbiamo su di noi la responsabilit\u00e0 di risvegliare<br \/>\nuna coscienza civile che, attenzione, non si \u00e8<br \/>\naddormentata solo negli studenti, ma in tutto il Paese.<br \/>\nLa partecipazione politica si contagia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo l&#8217;intervista realizzata da Zai.Net (rivista studentesca) sul tema della scuola a tre associazioni studentesche: Unione degli studenti (UdS), Azione Studentesca (AS) e Movimento Studenti di Azione Cattolica (MSAC che per\u00f2 qui di seguito viene riportato con la siglia Ac); Il Movimento Studenti di AC \u00e8 stato rappresentato da Agatino Lanzafame,\u00a0delegato al Ministero\u00a0della Pubblica Istruzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/889"}],"collection":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=889"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":897,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/889\/revisions\/897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}