{"id":940,"date":"2010-01-02T11:52:17","date_gmt":"2010-01-02T10:52:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.azionecattolica.it\/net\/iopartecipo\/?p=940"},"modified":"2010-01-02T11:53:22","modified_gmt":"2010-01-02T10:53:22","slug":"il-msac-di-lodi-sui-crocifissi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iopartecipo.azionecattolica.it\/?p=940","title":{"rendered":"Il MSAC di Lodi sui crocifissi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4 <\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <\/xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   \/* Style Definitions *\/  table.MsoNormalTable \t{mso-style-name:\"Tabella normale\"; \tmso-tstyle-rowband-size:0; \tmso-tstyle-colband-size:0; \tmso-style-noshow:yes; \tmso-style-parent:\"\"; \tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; \tmso-para-margin:0cm; \tmso-para-margin-bottom:.0001pt; \tmso-pagination:widow-orphan; \tfont-size:10.0pt; \tfont-family:\"Times New Roman\"; \tmso-ansi-language:#0400; \tmso-fareast-language:#0400; \tmso-bidi-language:#0400;} --> <!--[endif]--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Abbiamo chiesto al MSAC di Lodi per la nostra n<a href=\"http:\/\/www.azionecattolica.it\/mailman\/listinfo\/newsletter-msac\">ewsletter msacchina P&amp;D express <\/a>di scrivere un articolo sulla questione dei crocifissi a scuola. Lo pubblichiamo qui ringraziando l&#8217;equipe diocesana di Lodi per il suo splendido contributo. Ancora buon 2010 a tutti!!!<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/misilmeriblog.files.wordpress.com\/2009\/11\/crocifisso-scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono passati due mesi dal 3 novembre, data in cui la Corte europea per i diritti dell&#8217;uomo ha deliberato che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una inadempienza \u00abdel diritto per i genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni\u00bb nonch\u00e9 \u00abuna violazione alla libert\u00e0 di religione degli alunni stessi\u00bb. Una sentenza bollata come &#8220;scioccante&#8221; in gran parte d&#8217;Italia, dato che nel nostro paese il crocefisso \u00e8 appeso in ogni aula, come in ogni altro edifico pubblico, dal lontano 1924. Gi\u00e0 in altre occasioni non sono mancati tentativi di rendere nulla quella legge promulgata in piena era fascista, ma la croce ha sempre mantenuto il suo posto nelle aule scolastiche fino a quando una signora italiana di origine finlandese, atea, non ha chiesto che nella scuola di Abano Terme (Padova) frequentata dai suoi due figli il crocefisso venisse rimosso. In attesa dell&#8217;appello (lo stesso Ministero dell&#8217;Istruzione italiano ha fatto ricorso contro la sentenza), il crocefisso resta ancora sui muri delle nostre scuole, ma per quanto ancora non possiamo saperlo. Possiamo per\u00f2 riflettere su questa decisione, e sulle decine di interventi che il dibattito ha scatenato con forza nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quello che abbiamo fatto nell&#8217;\u00e8quipe del nostro circolo lodigiano del MSAC, composta da sette studenti delle superiori, cinque studenti universitari e un sacerdote, e il risultato \u00e8 l&#8217;articolo che ora state leggendo.<!--more-->Mettiamo le cose in chiaro: in quanto associazione studentesca cattolica, \u00e8 ovvio che non siamo a favore della rimozione del simbolo della nostra religione; tanto pi\u00f9 che, come il nostro Consiglio di Stato argoment\u00f2 sapientemente respingendo una proposta di rimozione gi\u00e0 nel 1988, &#8220;il Crocifisso, o pi\u00f9 esattamente la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civilt\u00e0 e della Cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da specifica confessione religiosa&#8221;. Dunque il crocefisso \u00e8 un segno di ci\u00f2 che il cristianesimo, vero elemento unificante della cultura europea da duemila anni (almeno su questo speriamo non ci siano dubbi)l ha lasciato al nostro continente e al mondo intero, ma soprattutto un simbolo di valori positivi al di l\u00e0 della &#8220;specifica confessione religiosa&#8221;: un musulmano, un ateo, un buddhista o un qualsiasi credente non cristiano potranno senza problemi non riconoscere il carattere divino di Ges\u00f9 e non seguire dunque la dottrina cristiana, ma siamo convinti che nessuno possa ritenere immorale il gesto di donare la vita per i propri amici, che \u00e8 quello specificamente rappresentato nel crocefisso, o comunque il messaggio di pace e amore predicato da Ges\u00f9. Senza contare poi che non si tratta certo di un simbolo &#8220;bellicoso&#8221;, ma dell&#8217;immagine di un dio in croce che gi\u00e0 secondo San Paolo era &#8220;scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani&#8221;, tanto era debole!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, fatta questa doverosa precisazione, nel dibattito sorto tra noi siamo stati concordi nel dire che il crocefisso si pu\u00f2 anche togliere dalle aule scolastiche. Prima di tutto, a stabilire che dovesse essere appeso fu, come gi\u00e0 ricordato in precedenza, una legge fascista, che, se vogliamo entrare nei dettagli, fu stipulata, pi\u00f9 che per la &#8220;grande religiosit\u00e0&#8221; del Duce, per ingraziarsi la Chiesa nel momento delicato e cruciale dell&#8217;instaurazione definitiva del regime. Qualsiasi altra legge, promulgata in quest&#8217;epoca per fortuna di democrazia, pur con tutti i suoi difetti, sar\u00e0 certamente pi\u00f9 &#8220;giusta&#8221; di quelle del periodo a cui ci riferiamo. Secondo, il crocefisso nelle aule scolastiche \u00e8 un segno, ma non &#8220;il&#8221; segno: Ges\u00f9 non lasci\u00f2 detto di appendere un simbolo della sua passione e morte in ogni luogo pubblico, ma spieg\u00f2 che a chiunque voglia essere suo discepolo \u00e8 richiesto di &#8220;prendere la sua croce e seguirlo&#8221;. Insomma, \u00e8 proprio come se Ges\u00f9, oggi, ci stesse dicendo: &#8220;non mi importa che voi, studenti cattolici, msacchini, facciate lotte e processi per tenere su un muro il simbolo della mia passione e morte. Mi importa che siate voi segno, col vostro stile, il vostro impegno, la vostra umilt\u00e0, del messaggio che io ho portato sulla Terra&#8221;. Insomma, &#8220;meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo&#8221;, diceva nel 2007 l&#8217;Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi. Questa frase ci d\u00e0 lo spunto per introdurre un altro aspetto di riflessione: noi tutti abbiamo notato come la sanzione della Corte europea abbia particolarmente ridestato uno &#8220;spirto guerrier&#8221; cristiano che ruggiva evidentemente molto in profondit\u00e0 in politici, giornalisti e anche semplici amici e compagni di classe. Ecco, questo \u00e8 l&#8217;aspetto della vicenda che ci \u00e8 piaciuto di meno, e che vogliamo &#8220;denunciare&#8221; apertamente: se la questione del crocefisso \u00e8 un&#8217;occasione per imporsi contro altre culture e stili, se il crocefisso deve essere strumentalizzato per motivi politici, noi non ci stiamo. I social network sono stati invasi da slogan iper-identitari o a volte anche decisamente violenti, e il crocefisso \u00e8 stato ridotto a &#8220;simbolo tradizionale del nostro paese&#8221;. Per piacere, non facciamo di tutta l&#8217;erba un fascio: slogan e minacce contro chi toglie il crocefisso non fanno parte del bagaglio cristiano, e simboli tradizionali italiani saranno la pizza, la Nazionale, Vasco e Ligabue, ma non il segno di Ges\u00f9 morto per noi!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo giunti alla fine di questo articolo, ma una proposta, nel nostro piccolo, ci sentiamo di farla. In attesa che giudici e sentenze stabiliscano quale sar\u00e0 la sorte del crocefisso, noi pensiamo che la strada migliore sia, come sempre, il dialogo. Al di l\u00e0 dei motivi che hanno spinto la signora di Abano Terme a presentare il suo ricorso, se a qualcuno nelle nostre classi d\u00e0 fastidio il crocefisso, parliamone. Cerchiamo di capire perch\u00e9, cerchiamo di spiegare cosa significa questo simbolo. Siamo chiamati a unire, non a dividere. Certo, il sogno sarebbe avere un simbolo di qualunque confessione religiosa rappresentata in una classe vicino al nostro crocefisso, ma sarebbe una legge alquanto complessa da formulare. Nel frattempo, noi proviamo ad essere segno di Ges\u00f9 tra i banchi di scuola, con o senza crocefisso a ricordarci il suo sacrificio e il suo messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo chiesto al MSAC di Lodi per la nostra newsletter msacchina P&amp;D express di scrivere un articolo sulla questione dei crocifissi a scuola. Lo pubblichiamo qui ringraziando l&#8217;equipe diocesana di Lodi per il suo splendido contributo. Ancora buon 2010 a tutti!!! 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