Archivio mensile:Marzo 2015

Edilizia Scolastica: arriva l’Anagrafe nazionale

di Andrea Facciolo

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Ieri, 27 marzo, il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha presentato il percorso portato avanti in questi mesi per quanto riguarda l’Edilizia Scolastica, e ha anche dato alcune anticipazioni sulle prossime attività.

Le attività in questo campo sono attualmente coordinate da due strutture: l’Osservatorio Nazionale sull’edilizia scolastica presso il Ministero dell’Istruzione (l’Osservatorio vedrà aumentato nei prossimi mesi il numero dei componenti, per coinvolgere le rappresentanze di tutti coloro che hanno competenze in materia di Edilizia); e la “Struttura tecnica di missione” (cioè un gruppo di lavoro) proprio sull’ edilizia scolastica creata dal Governo a Palazzo Chigi. A queste due strutture si va ad aggiungere una Direzione generale del MIUR (ovvero uno dei “dipartimenti” in cui è diviso il Ministero) creata negli ultimi mesi e competente proprio anche su questa materia.

Il sottosegretario ha illustrato i primi dati sugli interventi realizzati nelle scuole in questi mesi. Per avere però il quadro completo di tutte le scuole della Penisola sarà necessario aspettare il 22 aprile: in questa data infatti verrà finalmente pubblicata l’Anagrafe nazionale dell’Edilizia Scolastica, contente i dati delle scuole, divise per Regione. Questa misura era attesa da molti anni (qui il commento degli amici di CittadinanzAttiva, che da anni si battevano per l’Anagrafe). Nel frattempo secondo i dati resi noti da Faraone sono 11.000 gli edifici scolastici su cui sono stati avviati interventi strutturali (messa in sicurezza, miglioramento efficienza energetica, interventi antisismici, ecc.) o in cui stanno per finire i lavori. Si tratta di quasi una su quattro delle scuole italiane. Le slide con cui il Sottosegretario ha illustrato gli interventi si trovano qui.

12.000 sono invece gli interventi che riguardano la piccola manutenzione e il decoro (sono compresi anche gli interventi che verranno realizzati fino a giugno di questo anno). La cifra investita fin qui è di circa 3,9 miliardi, a cui si aggiungeranno le risorse previste nel Disegno di legge (DDL) “Buona scuola” per la verifica delle contro soffittature. Oltre a questo è allo studio, tramite l’utilizzo di fondi europei, la concessione di mutui agevolati per realizzare ulteriori 4.000 interventi di edilizia scolastica (per il costo di circa 900 mln). Un’ultima novità riguarda i presidi: essi riceveranno direttamente dal MIUR i fondi per la piccola manutenzione della scuola (tinteggiature, infissi, ecc.) che potranno spendere in autonomia. La questione era stata sollevata anche dal MSAC durante la riunione del Forum delle associazioni studentesche con il Ministro Giannini il 17 ottobre scorso e anche dal Coordinamento Nazionale delle Consulte provinciali degli studenti sempre durante un incontro con il Ministro.

Vacanze più corte per gli studenti?

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ieri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenendo a un convegno, ha parlato di come gli studenti italiani potrebbero impiegare il proprio tempo estivo:

« Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. Una discussione che va affrontata. […] I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali, non sono straordinari. […] Anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni». […] Secondo il ministro, infine, non si distruggerebbe un ragazzino se invece «di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro».

Sono dichiarazioni estrapolate da un contesto, ma certamente non molto felici. Parlare di «spostare casse al magazzino» non è esattamente un esempio virtuoso di formazione estiva. Intanto però il Ministro ha posto un tema, quello delle vacanze che in Italia sono più lunghe rispetto alla media europea. Lo dimostra ad esempio il Corriere della Sera, e ne parla anche Repubblica.

Il nostro segretario Gioele, interpellato dal SIR, ha espresso questa opinione:

«C‘è un‘immagine di come i giovani impiegano il tempo estivo che non corrisponde al vero. Ci sono molti giovani che trascorrono i mesi estivi sfruttando questo periodo per il loro percorso di crescita personale mettendosi a disposizione per volontariato, campi scuola, grest. Non poniamo un rifiuto pregiudiziale all‘ipotesi di distribuire diversamente i periodi di vacanza durante l‘anno, anzi una sosta in determinati momenti potrebbe essere positiva. In Francia, per esempio, gli studenti godono di due settimane di vacanza nel periodo di Carnevale. Se anche in Italia si decide di procedere in tal senso, anticipando l‘inizio dell‘anno scolastico e posticipandone la fine, bisogna adeguare gli istituti scolastici che in buona parte al momento non sono in grado di ospitare gli studenti durante il periodo estivo».

Insomma, è un dibattito che si può aprire ma a due condizioni: che venga superato il legame estate-lavoro, ma anzi che siano valorizzate anche le altre attività formative – come il volontariato – in cui molti giovani già s’impegnano; e che, qualora le scuole restassero aperte più a lungo, si proceda prima a renderle “vivibili” anche in estate (quante nostre classi sono già troppo afose a maggio?!).

Che ne pensate? Parliamone!
#IoPartecipo