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“Cari prof, non date mai meno di 4 agli studenti”

Alla MoCa di Aprile ne avevamo iniziato a parlare perchè è un tema caldo con cui a volte ci si scotta. Ci stiamo riferendo alla valutazione, anzi la cultura della valutazione! Avevamo iniziato una riflessione che è sicuramente da portare ancora avanti e da approfondire. Ecco allora che vi proponiamo la lettura di quest’articolo, apparso oggi su Repubblica e firmato dalla scrittrice ed insegnante Mariapia Veladiano. Aspettiamo i vostri commenti!

E poi bisogna anche parlare dei voti. Perché se i test non hanno vita felice qui da noi in Italia, e il perché lo ha raccontato per bene Stefano Bartezzaghi domenica, poi però tutti i test, proprio tutti, diventano numeri che danno idoneità, promozioni, accessi all’università o a selezioni. Sì e no ai nostri progetti di vita. Un test è un bivio: di qua o di là. Per questo non può essere sbagliato, sciatto, ambiguo. E anche quando è perfetto, è solo un puntino nello scorrere dei giorni e delle esperienze di una persona. Niente di più. Dovrebbe. Soprattutto a scuola, dove i test dilagano, importati all’ingrosso dal mito dell’oggettività del valutare. E diventano voto.
E allora parliamo del voto. E quindi della valutazione, della scuola che vogliamo, del mondo in cui viviamo. Tutto si tiene quando si parla di scuola e di ragazzi.
Dopo decenni ormai di letteratura sulla valutazione, il voto incendia sempre ancora le discussioni più scomposte. È così sovraccarico d’altro che quando è negativo per legge sparisce dai tabelloni finali, quasi che l’insufficienza a scuola sia stigma di insufficienza personale e umana di fronte all’universo mondo. E a volte, lo sappiamo, capita qualcosa che non può nemmeno essere nominato. Eppure i giornali devono scriverne. C’è chi, giovanissimo, prende un brutto, bruttissimo (troppo brutto?) voto a scuola e poi ci lascia. Lascia la sua vita.
Sotto quale cielo può capitare questo? Se la vita è altrove – sta scritto nei diari di scuola pieni di tutto: foto, ritagli, lettere, poesie, canzoni, fiocchi di regali, che sporgono colorati, di tutto tranne cose di scuola – allora perché il voto cattivo può per un momento magari, solo un momento, diventare il mondo che si rovescia addosso?
Dei ragazzi spesso non sappiamo nulla. Ostentano quel che non sono per nascondere meglio quel che vorrebbero essere. Dopo la tragedia si dice: ma come si fa? La scuola non può farsi carico di tutto. Ed è così.
Ma valutare è uno dei suoi compiti, serve a capire se il passo di chi insegna è giusto, se chi apprende lo sta facendo, a certificare al mondo che un percorso è compiuto davvero, che ci si può fidare, che quel diploma racconta ciò che i ragazzi sanno e sanno fare e che anche grazie a questo sapranno diventare quel che desiderano.
A scuola la valutazione incrocia tutto intero il tempo in cui i ragazzi esplorano ancora intatte tutte le loro possibilità, cercano conferme del loro valore, hanno paura di non trovarle. È la formazione del sé. Un momento benedetto. In cui ci vuole tempo, spazio per l’errore, e per rimediare all’errore. La valutazione degli apprendimenti, e oggi delle competenze, accompagna questo periodo e pur in una cornice che deve essere definita, chiara, rigorosa e comune, la scuola deve sempre sapere che la vita sorprende, che tutto può accadere, nel bene e nel male. Il voto è solo lo strumento che ci siamo dati per comunicare fra professori, ragazzi, famiglie, mondo. Non è nemmeno così necessario, almeno all’inizio. La scuola trentina prevede che nei primi quattro anni delle elementari i bambini siano valutati per aree di apprendimento.
Non ci sono voti per le singole discipline. A dire che il processo che porta un bambino ad avere gli strumenti per valorizzare le proprie attitudini è meravigliosamente unitario. E non ci sono i voti fino alla terza media. Ci sono giudizi. Articolati ma non bizantini, poche voci che dicono come e cosa è accaduto. Vien così meno la tentazione di quella contabilità lineare della valutazione che i ragazzi delle superiori consegnano a volte all’ultima pagina (il valore simbolico degli spazi!) dei loro diari: cinque più, sei e mezzo, quattro, sei = 5,44. Sarà sufficiente o no? Versione artigianale di certi fogli di excel che invece capita siano i professori a compilare. Ma lo sappiamo che questo non è valutare. Nella didattica modulare, se la verifica mostra che i contenuti del modulo sono stati fatti propri, il voto va a sostituire quello eventualmente negativo nella verifica precedente. Il modulo è appreso. Il brutto voto è rimediato. La recente riflessione sulla valutazione autentica chiede verifiche che mettono in gioco la scuola e la vita, e portano lo studente a misurarsi con quesiti di realtà.
Lo sappiamo ormai che la valutazione è un processo di osservazione, interazione, che chiede tempo e trasparenza e tanta tanta fiducia. Reciproca. Lo studente che si fida, perché ha visto già molte volte che tutto è equo e chiaro: richieste, criteri, modalità di recupero. L’insegnante che si fida dello studente, gli dà credito: di poter migliorare, poco a poco, perché la fiducia dell’altro attiva la fiducia in se stessi. Ai ragazzi la scuola importa, eccome. Nelle aule costruiscono la rete di fiducia in se stessi e negli altri che permetterà loro di resistere anche alle sconfitte.
Certo, poi alla fine c’è un voto. Una sintesi, un punto in cui si concentra tutto il processo. E allora, alla fine, si può parlare del voto. Al riparo dalla carica emotiva perché il voto è anche potere: quanta letteratura e quanta esperienza ce lo hanno raccontato? Al riparo dalla carica ideologica perché la scuola è oggi luogo di battaglia politica e nella furia del dibattere si vorrebbe far credere che i voti bassi aiutino la qualità e il merito.
Non è così. Il Trentino registra l’eccellenza nei test Invalsi e nelle indagini internazionali Ocse-Pisa. Eppure il Regolamento di valutazione della scuola trentina non permette voti sotto il 4 nelle pagelle delle superiori. Dietro c’è una riflessione pedagogica precisa: allo studente si dà un messaggio chiaro, sufficiente a bocciarlo se serve, niente di più.
E infatti poi il Regolamento impedisce quella finzione iniqua che è data dai sei necessari a essere ammessi all’esame di stato come invece capita nel resto dell’Italia. I 4 restano e fanno media vera. Trasparenza, anche qui. Perché la valutazione ha assoluto bisogno di avvenire in un contesto di giustizia. E allora i voti minuscoli, tre due- uno ( zero meno, in una fulminante battuta dei Peanuts) non sono necessari, non fanno bene e possono invece fare male. Inutile lasciarli visto che l’autonomia delle scuole permette altre strade condivise.
Questa è la scuola. Poi c’è il mondo. Se noi consegniamo ai ragazzi un mondo in cui la violenza delle parole, dei rapporti, dell’ingiustizia sociale è normale, accettata e inevitabile, in cui nei film, nei libri, nella realtà la violenza fisica è una strada possibile, quasi ordinaria di risposta all’offesa vera o presunta, o solo equivocata, allora certo un ragazzo può pensare che anche la frustrazione di un voto negativo può essere risolta con la violenza. Contro di sé. Anche il mondo c’entra, eccome. E così certamente no, la vita dei ragazzi non è mai altrove.

 

Buone vacanze dal Ministro Francesco Profumo

No, non è un errore. Il Ministro Profumo non ci sta facendo gli auguri di buone vacanze con 2 mesi di ritardo. E’ solo che quest’anno le vacanze saranno davvero brevi per i Ministri della nostra Repubblica!

Ieri dunque sul sito del MIUR è apparsa questa lettera del Ministro che, alla vigilia dell’inizio delle sue vacanze (prossimo consiglio dei Ministri già convocato per il 24 Agosto), cerca di fare brevemente il punto sulle cose fatte finora. Certo sono segnalate solo le misure andate a buon fine e non quelle che si sono arenate strada facendo e che stanno incontrando alcune difficoltà, ma il genere epistolare scelto dal Ministro per queste sue comunicazioni sottolinea ancora una volta il desiderio di una comunicazione schietta, sincera e in cerca di condivisione.

Nel riproporla qui di seguito auguriamo davvero buone (brevi) vacanze al Ministro Profumo!

 

Roma, 10 Agosto 2012

Cari studenti, cari insegnanti e professori, cari ricercatori, cari genitori, cari impiegati del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, cari dirigenti.

Prima della breve pausa estiva desidero condividere con voi alcune riflessioni su questi mesi passati, così densi di impegno e di duro lavoro quotidiano per la salute e l’ammodernamento del nostro sistema formativo e della ricerca, così come su quelli che ci aspettano alla ripresa autunnale, che saranno senz’altro intensi ma che possono nondimeno, se tutto il nostro sforzo sarà collettivo, rivelarsi perfino entusiasmanti.

In questi mesi ho infatti potuto toccare con mano la forza di questa grande comunità, il suo grande giacimento di risorse interiori fatte di generose disponibilità e di grandi slanci, la sua capacità di contribuire in modo determinante alla formazione dell’identità nazionale. Ricordo in particolare due momenti tra i tanti importanti: il centocinquantenario dell’unità nazionale, dove la scuola italiana ha mostrato la sua centralità anche nelle celebrazioni, e i tragici fatti dell’attentato alla scuola Falcone-Morvillo di Brindisi, dove la giovane vita di Melissa è stata innaturalmente stroncata e altre fra le sue compagne hanno sofferto e stanno ancora soffrendo. L’unità che il Paese ha potuto sperimentare in quei momenti costituisce al contempo un monito per i suoi detrattori e una ricchezza per tutti noi, anche se il mio pensiero non cessa di andare a chi ha visto la sua vita sconvolta in un luogo che dovrebbe essere di serenità e di impegno verso il futuro.

Ed è al futuro che voglio dunque invitarvi a guardare, oggi nel momento del riposo come domani in quello della ripresa. Tutto il ministero, a cominciare dai direttori e dai dirigenti impegnati negli uffici centrali e periferici, così come con eguale convinzione e sforzo tutti i funzionari e i lavoratori che collaborano con la nostra azione, è infatti dentro questo sforzo da molti mesi. Lo dimostra il successo avuto per esempio dalla modernizzazione delle procedure per la maturità, che per un momento hanno unito nell’orgoglio di essere italiani e parte del mondo della scuola centinaia di migliaia di persone. A tutti voi va la mia personale gratitudine ed un augurio di serene festività, oltre che il ringraziamento dell’Italia.

La ripresa autunnale non sarà del resto priva di sfide. Il nostro programma di azione nei prossimi mesi è quasi temerario, se si pensa alle fragilità del nostro Paese. Eppure sono certo che esso è alla nostra portata. Troppo spesso infatti le fragilità italiane sono invocate come alibi e non, invece, usate come stimolo a fare di più e con maggior impegno. E’ nella storia del nostro Paese sia la prima sia la seconda possibilità. Noi scegliamo la seconda!

Del resto, non partiamo da zero. Alcune azioni sono state già impostate. Per esempio, il nuovo sito Universitaly, che mette a disposizione le informazioni sempre aggiornate su tutti i percorsi di studio in Italia. Così come il sito Scuola in chiaro arricchito di nuove informazioni. Saranno anche disponibili dati sul mercato del lavoro ed in particolare sulla domanda delle aziende in modo da collegare meglio formazione e lavoro. Una accelerazione importante avrà anche il piano di innovazione digitale nella scuola, che vedrà anche un primo passo verso la costruzione di un ambiente assai ambizioso e innovativo: una “nuvola della scuola”. Un ambiente non solo di contenuti digitali ma anche di spazi personali e sociali.

Il processo di innovazione vedrà poi un deciso impulso alla “dematerializzazione” dei processi, eliminando progressivamente la carta e facilitando in questo modo le iscrizioni, che dal prossimo anno si faranno solo online, così come tutti i processi amministrativi, l’archiviazione e la gestione documentale delle scuole e di tutto il Ministero. Lo possiamo progettare e fare perché i lavoratori pubblici sono una risorsa preziosa del paese e non certo un ramo secco da tagliare, capace – spesso in condizioni di lavoro assai difficili – di grande spirito di servizio e perfino di sacrificio. Per questo ho deciso di programmare molto presto un nuovo concorso per insegnanti: perché è giusto ed anzi necessario per la salute di tutto il sistema formativo che anche le generazioni più giovani possano dare il loro insostituibile ed originale apporto alla formazione dei futuri italiani. Una scelta che ha molto pesato nella mia decisione di sbloccare il sistema di reclutamento anche nel sistema universitario, con il varo qualche settimana fa dell’abilitazione nazionale. Insomma, stiamo lavorando ad una scuola e ad un sistema di formazione e di ricerca al passo con i tempi e capace di primeggiare in Europa e nel mondo, non solo come già accade per casi individuali ma anche per la complessiva forza stessa del sistema.

Si tratta di una sfida ardua ma alla nostra portata. Perché quando siamo capaci di unirci siamo davvero un grande paese. E allora nulla ci è precluso.

Buone ferie

Francesco Profumo

 

-2 alla maturità

Mancano ormai pochissimi giorni all’inizio degli esami di maturità. La tensione piano piano comincia a crescere. A pochi giorni dalla maturità, il Ministro si racconta, parlando di esami, futuro, scuola e tecnologia.

E voi, come vi state preparando? di cosa vi piacerebbe parlare nella prima prova, cos’è che vi fa più paura? di cosa parleranno le vostre tesine? Raccontateci, raccontateci!

E buono studio!!

 

E’ online il nuovo sito del MSAC

 

 

Negli ultimi mesi avrete potuto notare come di fatto questo blog fosse diventato il canale preferenziale di comunicazione tramite web e avesse, in qualche modo, tentato di svolgere le stesse funzioni del sito (con più o meno successo), questo perché un nuovo sito era in costruzione. Ora è pronto e funzionante e consultabile! vi chiediamo ancora un po’ di pazienza perché per trasferire tutti i contenuti del vecchio sito ci vorrà un po’, ma le news, le comunicazioni, le schede  e i materiali saranno immediatamente visibili e fruibili da tutti.

Naturalmente, continuate a visitare e a commentare questo blog che può finalmente tornare a svolgere la funzione per cui era nato cioè: essere una “piazza telematica” interamente dedicata a riflettere insieme sulle tematiche in discussione al Forum delle Associazioni Studentesche presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Esame di Stato: ecco le materie della seconda prova

Con un comunicato stampa sono state diramate oggi dal MIUR le materie della seconda prova scritta della maturità che, quest’anno, inizierà il 20 giugno .


Roma, 23 gennaio 2012

Esame di Stato, scelte le materie per la seconda prova scritta

Greco al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico, Pedagogia al Liceo pedagogico, Figura disegnata al Liceo artistico, Economia aziendale ai Ragionieri, Topografia ai Geometri, Alimenti e alimentazione all’Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione. Sono queste alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta degli esami di Stato 2012 e contenute nel decreto firmato dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo che individua, tra l’altro, anche le materie assegnate ai membri esterni.

Le prove scritte dell’esame di maturità dell’anno scolastico 2011/2012 si svolgeranno il 20 giugno (prima prova) e 21 giugno (seconda prova).

In particolare per la seconda prova scritta sono state selezionate per i licei:

liceo classico: Greco;
liceo scientifico: Matematica;
liceo linguistico: Lingua straniera;
liceo pedagogico: Pedagogia;
liceo artistico: Figura disegnata.

Per gli istituti tecnici e professionali sono state scelte materie che, oltre a caratterizzare i diversi indirizzi di studio, hanno una dimensione tecnico-pratico-laboratoriale. Per questa ragione la seconda prova può essere svolta, come per il passato, in forma scritta o grafica o scritto-grafica o scritto-pratica, utilizzando, eventualmente, anche i laboratori dell’istituto.

Le materie scelte per alcuni indirizzi sono:

per l’istituto tecnico commerciale (ragionieri): Economia aziendale;
per l’istituto tecnico per geometri: Topografia;
per l’istituto tecnico per il turismo: Lingua straniera;
per l’istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione: Alimenti e alimentazione;
per l’stituto professionale per i servizi sociali: Psicologia generale e applicata;
per l’istituto professionale per tecnico delle industrie meccaniche: Tecnica della produzione e laboratorio.

Per il settore artistico (licei e istituti d’arte) la materia di seconda prova ha carattere progettuale e laboratoriale (Architettura, Ceramica, Mosaico, Marmo, Oreficeria ecc.) e si svolge in tre giorni.

Materie affidate ai membri esterni
Il decreto individua, inoltre, le materie affidate ai membri esterni. La scelta di queste materie ha seguito, laddove si è rivelato opportuno, il criterio della rotazione delle discipline.

Progetto Esabac
Sono 40 gli istituti scolastici coinvolti nel progetto Esabac, finalizzato al rilascio del doppio diploma italiano e francese ed attuato sulla base dell’Accordo Italo-Francese sottoscritto il 24 febbraio 2009.

Domanda di partecipazione on line per dirigenti scolastici e insegnanti
Quest’anno, per la prima volta, dirigenti scolastici e insegnanti presenteranno on line la domanda di partecipazione agli esami di Stato in qualità di presidenti di commissione e di commissari d’esame.

L’elenco completo delle materie scelte per tutti gli indirizzi è consultabile alla paginahttp://www.istruzione.it/web/istruzione/dm12_12

 

Diritto allo studio: il MSAC al Ministero

Dopo un primo incontro avuto con il Ministro a fine novembre, il MSAC è nuovamente chiamato al Ministero. Sul tavolo, come promesso dal Ministro, il diritto allo studio e la necessità di una legge quadro nazionale.

Durante queste vacanze, le associazioni studentesche incontreranno, una per volta, Giovanna Boda, dirigente ministeriale, per vedere come impostare il tavolo sul diritto allo studio e per presentare eventuali proposte in merito.

Il MSAC è stato convocato per quest’incontro il 4 gennaio alle ore 18. La settimana successiva, il 10 gennaio (ore 10), è invece convocato il tavolo sul diritto allo studio alla presenza del Ministro Profumo.

Attendiamo le vostre proposte e vi invitiamo a rivedere quanto elaborato a riguardo durante la MoCa del 2009.

nel 2012 tornano i concorsi per docenti?

Ieri migliaia e migliaia di giovani neo laureati e aspiranti insegnanti potrebbero aver tirato un sospiro di sollievo.

Il Ministro Profumo ha infatti annunciato l’intenzione di indire un maxi concorso nel 2012 per permettere ai giovani aspiranti insegnati di ottenere finalmente una tanto desiderata cattedra di insegnamento alle elementari, alle medie e alle superiori.  Le incognite naturalmente sono moltissime e prima di fare ufficialmente l’in bocca al lupo a tutti coloro che avrebbero intenzione di partecipare al concorso bisogna attendere di vedere quali saranno gli sviluppi e le azioni che seguiranno quest’annuncio.

Ma proviamo a dare i numeri. Sono stimanti intorno ai 300000 i potenziali candidati. Infatti, nelle graduatorie ministeriali (chiuse e a esaurimento) nel 2011 si sono accumulati 244 mila abilitati all’insegnamento, un esercito. Ed è da qui che negli ultimi tredici anni si è pescato per soddisfare un fabbisogno di insegnanti che si è stabilizzato sui 20 mila ogni anno. Poi ci sono 30 mila “laureati abilitati” fuori da ogni graduatoria, e questi sono gli aspiranti docenti bloccati dall’attuale prassi di reclutamento. Ancora, i rinnovati Tirocini formativi attivi (Tfa) produrranno nel 2012 altri 20 mila “aventi diritto” a una cattedra.

A questo numero mastodontico bisogna aggiungere un altro dato. Generalmente, ogni anno sono assunti 25000 insegnanti e, per legge, la metà dovrebbero essere reclutati tramite concorso e l’altra metà attingendo dalle graduatorie. Facendo perciò un rapido calcolo risulta che per assorbire l’esercito dei 300000 servirebbero 24 anni  (presupponendo la possibilità di un concorso all’anno) senza contare i giovani che ogni anno si laureano sognando di poter un giorno insegnare e che perciò si sommerebbero ai 300000.

Perciò, anche a prima vista, la situazione sembra piuttosto complessa. Il MSAC è da anni che auspica la reintroduzione dei concorsi (l’ultimo risale al 1999) e la notizia di ieri non può che far ben sperare, ma sindacati e politici non sono tutti così d’accordo con l’idea avuta dal ministro Profumo…

che il dibattito abbia inizio!

 

Domani Forum delle associazioni studentesche con il Ministro

Carissimi Msacchini,

domani (29 novembre 2011), dopo tanto tempo, gli studenti avranno la possibilità di  incontrare il Ministro e di mettere sul tavolo una serie di argomenti e problematiche che sono reputate urgenti per le nostre scuole e per la nostra formazione: il diritto allo studio, gli organi collegiali, il reclutamento e la formazione dei docenti, la qualità dell’offerta formativa. Questi sono solo alcuni dei temi di probabile e auspicabile discussione. Voi che ne pensate? Avete qualche argomento da suggerirci? Cosa vorreste dire e chiedere al nuovo ministro?

Coraggio, è ora di aprire il cassetto che contiene i sogni per le nostre scuole. E’ ora di mettere in circolo le nostre idee per una scuola a misura di studenti!

CIPS 2012 in arrivo!!

 

 

 

 

Carissimi msacchini, carissimi responsabili diocesani,

vi inviamo tramite questa comunicazione le note tecniche e il programma della nostra iniziativa dei mesi invernali. I Campi Interregionali per Studenti (CIPS), che si volgeranno dal 2 al 5 gennaio, sono un proposta pensata per giovanissimi studenti delle scuole e delle parrocchie di tutta Italia. Sono campi aperti a tutti, che non presuppongono null’altro che l’essere semplicemente studenti, a prescindere dalla conoscenza o meno della proposta msacchina. Pensiamo che il modo migliore per informarsi e appassionarsi alla ricchezza del MSAC sia proprio il “CONTAGIO”. Abbiamo allora voluto proporre a livello interregionale tre giorni di esperienza concreta dello stare tra i banchi scolastici in pieno stile msacchino. Le tre proposte, differenziate per luoghi, avranno lo stesso tema e lo stesso programma, presentando una serie di attività che metteranno in grado chi non conosce il movimento di saperne di più e di prepararsi a far partire l’esperienza in diocesi, e chi è responsabile o msacchino già da un po’ di tempo, di approfondire alcuni argomenti cari al movimento. E’ con quest’iniziativa che abbiamo scelto di aprire il 2012, anno che fin d’ora si preannuncia ricco di appuntamenti e di incontri ed è sempre con questa iniziativa che, in un certo senso, vogliamo cominciare ad avvicinarci alla Mo.Ca. (Movimento in Cantiere) di Aprile. Infatti, in questo periodo storico, in cui molte cose stanno cambiando, e non solo nel nostro Paese, i CIPS diventano per noi studenti di AC momento privilegiato in cui, desiderosi di fare la nostra parte, prendiamo consapevolezza che la scuola che vogliamo, sta aspettando e attendendo il nostro progetto, le nostre idee, la nostra creatività,..

I CIPS non si limiteranno a PROPORRE IL MSAC, ma presenteranno uno stile concreto per vivere la propria condizione studentesca rendendola una quotidiana, affascinante avventura alla sequela del Vangelo.

Vi invitiamo a fare tesoro di questa occasione, per trasformarla in prezioso dono offerto ai giovanissimi delle vostre parrocchie e diocesi. Regalatevi e regalate un CIPS! È il modo forse più caloroso per accompagnare i giovanissimi nella quotidianità dei ritmi scolastici. Quotidianità che per i msacchini ha caratteristiche ben precise: partecipazione e protagonismo che vengono tradotti con lo stile di un impegno di cittadinanza studentesca, ma non solo, portato avanti con passione giorno dopo giorno. Pensiamo infatti sia possibile, come abbiamo voluto ribadire con l’oktoberfest di quest’anno, che si possa abitare la scuola come casa!

 

Provare per credere, allora! Saranno gli stessi msacchini delle diocesi a raccontare ai propri coetanei cosa ha da proporre lo stile associativo dell’AC davanti ai problemi e alle difficoltà delle nostre scuole. È proprio questa la ricchezza dei campi interregionali: aperti a tutti, sono il luogo privilegiato per conoscere le realtà degli altri circoli e intrecciare relazioni con le diocesi della propria regione e di quelle limitrofe, anche grazie alla presenza preziosa e responsabile degli incaricati e degli assistenti regionali.

Provare per credere, allora! Le iscrizioni sono aperte da questo momento fino al 12 dicembre. Per ogni diocesi è indicata la partecipazione di un massimo di 20 persone. Altre richieste verranno valutate in base alla disponibilità delle case.

 

Vi abbracciamo allora e vi salutiamo, sperando di vedervi tutti uno per uno a Mantova, a Rimini, e a Santeramo (BA).

La segreteria nazionale MSAC

Elena e don Nicolò

CLICCANDO QUI POTETE SCARICARE LETTERA D’INVITO, NOTE TECNICHE, SCHEDA DI ISCRIZIONE E PROGRAMMA

è ora di mettersi in movimento…

Tra passato e futuro: Il miur dirama l’atto di indirizzo che detta le priorità

Berlusconi si è dimesso. Fra poche ore avranno inizio le consultazioni  che servono al Presidente della Repubblica per individuare il potenziale Presidente del Consiglio che sia in grado di formare un governo che possa ottenere la fiducia dalla maggioranza del Parlamento. L’ordine delle consultazioni non è disciplinato se non dal mero galateo costituzionale. In pratica il Presidente della Repubblica incontrerà nelle prossime ore i Presidenti delle camere (Fini e Schifani), gli ex Presidenti della Repubblica (Scalfaro e Ciampi) e le delegazioni politiche. Tutto fa comunque pensare che già da domani sera avremo un nuovo Presidente del Consiglio. (per consultare lo speciale sulla crisi clicca qui)

In queste ore di grande incertezza e cambiamento, c’è grande attesa anche per le nomine dei ministri che comporranno il cosiddetto “governo tecnico” che dovrà in qualche modo traghettare l’Italia fuori dalla crisi. Per quanto riguarda il Ministero dell’istruzione, si fanno insistenti le voci che vogliono come futuro inquilino di viale Trastevere Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica di Milano, ma il suo nome non è l’unico a circolare…

Nell’attesa di conferme, nei giorni scorsi, il Ministero ha diramato l’Atto di indirizzo con il quale sono state stabilite le priorità  politiche e dettate le linee di indirizzo per la programmazione delle attività del Miur per l’anno 2012 e questo rimarrà uno degli ultimi documenti che portano la firma del Ministro Mariastella Gelmini.

In questo documento sono sottolineate ancora una volta ” le difficili condizioni dell’economia” che richiedono “di rafforzare sempre di più l’azione, già avviata, di razionalizzazione della spesa corrente, agendo sui processi di produzione dei servizi per un migliore utilizzo delle risorse disponibili. Tale attività di razionalizzazione ha inoltre lo scopo di ridurre la spesa per gli interventi valutati meno rilevanti ai fini del soddisfacimento dei bisogni della collettività e di migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.”

Per il triennio 2012-2014, il Ministero dell’istruzione ha anche individuato le seguenti priorità:

1. dare piena attuazione della riforma del primo e del secondo ciclo di istruzione, nonché dei percorsi post-secondari con particolare riferimento agli ITS;

2. sviluppare, in coerenza con gli obiettivi della Commissione europea, le azioni di valutazione della performance del sistema scolastico, con particolare riferimento agli apprendimenti e alle competenze degli alunni. Proseguire ed incrementare le sperimentazioni dei sistemi di valutazione delle scuole, dei dirigenti scolastici e dei docenti nell’ambito di una scuola meritocratica;

3. assicurare il mantenimento degli obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa del sistema scolastico;

4. proseguire e sviluppare le azioni di orientamento scolastico e professionale, di educazione alla cittadinanza e alla legalità, di contrasto alla dispersione scolastica;

5. unificare i sistemi informativi al fine di creare un unico centro di raccolta, analisi e diffusione dei dati e implementazione del Piano scuola digitale;

6. attuare la riforma dell’Università anche al fine di rafforzare il sistema di valutazione dell’offerta formativa e le politiche di valutazione del merito;

7. sostenere e qualificare la ricerca pubblica per l’economia della conoscenza, dell’innovazione e del recupero di competitività del sistema paese e porre in essere una forte iniziativa di contrasto alla crisi economica;

8. razionalizzare e ottimizzare l’offerta formativa delle istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e valorizzare i poli di eccellenza.